Il padre non gli compra l'iPhone, lui lo accoltella
- 02/02/2012
- Pubblicato in notizieincredibili
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Una lite in famiglia avvenuta martedì sera ad Alatri, in provincia di Frosinone, per poco non si è trasformata in tragedia. Tutto colpa dell’iPhone e della mania di un ragazzo di ottenere il gioiellino della Apple. Un ragazzo, infatti, ha minacciato di ferire il padre che si era opposto all’acquisto dello smartphone.
LO SMARTPHONE NEGATO - “Costa troppo”, avrebbe risposto il genitore alle insistenti richieste del figlio. Un’affermazione che poteva costargli molto cara. Ne parla oggi Libero in un articolo a firma di Andrea Morigi:
Ora i genitori sono avvertiti: dire un “no” al proprio figlio può costare la vita. Soltanto se glielo dici troppo tardi. Non doveva esserci abituato quel giovane adolescente di Alatri che martedì sera ha tentato di uccidere a coltellate il padre perché si rifiutava di comprargli l’iPhone. Lo hanno fermato appena in tempo i carabinieri del comando provinciale di Frosinone, intervenuti dopo che una chiamata al 112 aveva riferito di una lite in famiglia estremamente violenta. I vicini, allarmati avevano raccontato che un ragazzo, impugnando un coltello, stava cercando di colpire il padre. E infatti non si era quietato nemmeno all’arrivo dei militari del colonnello Antonio Menga. Aveva tentato di aggredirli e avevano dovuto ammanettarlo. Finalmente è stato arrestato e rinchiuso nel centro di prima accoglienza per minori di Casal del Marmo, a Roma.
TENTATO OMICIDIO – Il minore è nei guai. Le accuse contro di lui sono gravi. Continua Morigi:
Ora è accusato di tentato omicidio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Ma è minorenne e in ogni caso, se la caverà meglio di Pietro Maso e di Erika De Nardo, che avevano premeditato i loro rispettivi delitti. Forse sarà anche recuperabile, visto che non ha ancora commesso nulla di irreparabile. Non si può garantire che avrebbe vinto la tentazione del parricidio, se lo avessero mandato a lavorare per un mesetto al mercato ortofrutticolo, a scaricare cassette di verdura. Di certo avrebbe guadagnato la somma sufficiente a conquistare l’oggetto del suo desiderio. Però avrebbe sudato. E poi che avrebbe detto, poverino, mammà? Una fatica impensabile, forse, nelle famiglie che rinviano il concepimento perché «a mio figlio non voglio far mancare nulla». Neanche lui ti risparmierà una pugnalata, come ringraziamento. Così i genitori che si erano rifiutati di comprare il cellulare di ultima generazione soltanto perché a loro giudizio costava troppo, ora avranno tempo di pensare a che cosa hanno sbagliato. Magari non è nemmeno colpa loro. Anzi, la responsabilità morale e penale sono personali. Ma, per evitare che si accusino fra loro di essere stati troppo permissivi, o per scongiurare la malaugurata ipotesi che, una volta tornato in libertà, il figliuol prodigo ottenga il cellulare come regalo per il ritorno alla casa paterna, i due coniugi avrebbero bisogno di un corso di rieducazione intensivo. Si potrà ammazzare biblicamente il vitello grasso, se si pentirà. Ma l’iPhone no. Con venti euro al mese te lo porti a casa. Ea poi a che ti serve? A sentirsi come gli altri, a far bella figura con gli amici, a twittare delle idiozie, a scaricare dei motivetti da decerebrati, a chiedere l’amicizia alle ragazze sconosciute su Facebook? È una parola dire che non si scambiano i mezzi per i fini. Soprattutto quando sono i fini a scarseggiare. Pare che la retorica sulla legalità e sulla Costituzione non facciano presa tanto quanto il richiamo della tecnologia.
* Fonte Giornalettismo


