Ucciso per colpa del T9
- 21/02/2011
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Il cellulare trasforma un messaggio innocente in un insulto. Il destinatario chiede spiegazioni e viene accoltellato a morte.
Neil Brook, trentatreenne del Regno Unito, e Josef Witkowski, ventisettenne suo connazionale, si conoscevano da sei mesi ed erano ormai diventati buoni amici.
Un giorno, durante uno scambio di SMS, per qualche motivo Brook inviò e Witkowski un messaggio in cui avrebbe voluto includere la parola mutter, brontolare, ma il sistema di scrittura predittiva [noto in gergo come T9, sebbene in realtà il "vero" T9 sia solo uno dei sistemi di scrittura predittiva oggi utilizzati] del suo telefonino decise che la parola più adatta era invece nutter, pazzo.
Tutto ciò portò a un'incomprensione che ebbe seguito nei messaggi successivi finché Witkowski, sentendosi insultato, andò a trovare Brook di persona per chiarire la faccenda una volta per tutte.
Quando aprì la porta, Brook si trovò davanti l'amico armato di un lungo coltello da cucina: questo, almeno, è quanto riporta la sua testimonianza. Preso dal panico, afferrò quindi uno dei propri coltelli e colpì Winkowski per ben 104 volte, finché questi non cadde a terra morto.
"Pensavo che fossimo amici" - ha dichiarato Brook durante il processo che l'ha inizialmente visto imputato per omicidio volontario, accusa successivamente trasformata in omicidio colposo - "E tutto per un'incomprensione su un messaggio".
Brook è stato riconosciuto colpevole, ma la pena non è ancora stata quantificata. Il giudice che ha presieduto il processo ha commentato: "Chiunque osservi i fatti sarà colpito dal livello di violenza, indipendentemente da quanto forte sia stata la provocazione. La pena, ovviamente, sarà lunga".
* Fonte zeusnews

La vittima Josef Witkowski

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