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E' nato maschio, poi è cresciuto in un gruppo di ragazze a scuola. Successivamente ha assistito allo sviluppo di tette e fianchi sinuosi, proprio come le sue amiche di sesso femminile.

Ryan, 19 anni, che ora vive da donna, ha detto: "Sono in una favola. La mia trasformazione è stata fantastica. Ero un ragazzino, poi sono diventato sinuoso come una donna. Sono davvero fortunato. Non ho mai avuto peli sul viso e io non ho il pomo di Adamo. Il mio sedere è vivace come quello di una donna e la mia vita è stretta". "Sono sempre stato molto frustrato per non essere una ragazza, ma non mi aspettavo di diventarlo."

Ryan, la cui voce ora è da donna, ha elogiato la sua famiglia per il loro sostegno. Ha detto: "Mio padre è un uomo virile, così ha trovato un po' di difficoltà all'inizio, ma adesso sta assolutamente bene con se stesso."

I genitori John, 48 anni, e Julie, 46 anni, hanno notato che il figlio era diverso già quando aveva sei mesi. Julie notò grumi di piccole dimensioni sul petto e lo portò dal medico, il quale disse che poteva trattardi di alti livelli di estrogeni. Aveva dimenticato le parole del medico, fino a quando,  18 anni più tardi, la crisi di identità di Ryan è cominciata veramente.

Ryan, che ha mantenuto il suo nome originario, ha ricordato: "Ero sempre molto femminile e la gente pensava che io fossi gay, ma non era solo questo. Ero una ragazza nel corpo di un ragazzo.

"A scuola stavo sempre con le ragazze. Ci piaceva parlare di cose come le nostre tette in crescita e ridacchiare dei ragazzi. A volte parlavamo delle loro "periodi" ed io quasi dimenticavo di non averne. Sono cose che hanno solo le ragazze, ma sono contento di non averne.

Ha ammesso che in seguito divenne confusa e sola, ma ha aggiunto: "Adesso la donna che è in me è cresciuta e non sono mai stato più felice"

Ryan - che vive con i genitori e un fratello maggiore in Houghton Regis, Beds, e lavora come assistente in un ospizio. Ora cerca un fidanzato: "Mi auguro di poter trovare qualcuno di speciale."

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Nato uomo, si trasforma in donna: ''Il mio corpo è cambiato da solo''

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La ragazza che può ricordarsi solo le ultime ventiquattro ore della sua vita ha 19 anni, si chiama Jess Lydon e abita a Walsgrave, nella contea di West Midlands, nella pancia del Regno Unito. Tutto quello che conosce della sua vita è il presente. Non sa più che la sua migliore amica è incinta. E neanche che suo nonna Audrey è morta lo scorso anno. A 69 anni. Si volevano un bene da matti e lei il giorno del funerale ha appoggiato una rosa bianca sulla bara. Non sa quando è Natale. Figuriamoci Pasqua. Ogni tanto le arrivano delle immagini sfocate e lei dice: «ah, ecco, forse è così», ma non sa bene dove la porta il filo dei suoi pensieri. Le escono frasi bele - «mi piace molto percorrere il bordo curvo della città» - e anche tremende: «la mia vita è rovinata».

La sua malattia si chiama Sindrome di Susac. E nel mondo ce l’hanno solo duecentocinquanta persone. La maggior parte sono donne, con un’età che va dai 18 ai 40 anni. Non si sa come la si prende. E fino al 1979 non l’avevano neppure catalogata. Poi sono cominciati gli studi. Si soffre di encefalopatia (danni neuronali, per esempio), ipoacusia neurosensoriale (riduzione dell’udito per colpa del nervo acustico) e di occlusione arteriolare (il sangue fatica a fluire). La diagnosi è sempre complicata. La Sindrome arriva all’improvvio e in genere si manifesta con attacchi ricorrenti che durano più o meno quindici mesi. Come si presenta se ne va. Senza preavviso. Non sono segnalati casi mortali, ma su un terzo dei pazienti restano postumi sensoriali e neurologici di gravità variabile. I medici cercando di curarla con cocktail di farmaci a base di steroidi, ma non sanno bene neanche loro dove sbattere la testa. Tracey, la mamma di Jess, giura che da novembre la vita della sua bambina è diventata un incubo. «E’ una pittrice, sapete? Fa la scuola d’arte e ha le mani fatate. disegna divinamente. E poi recita. Bravissima».

Quando la Sindrome l’ha messa in gabbia era diventata la protagonista di «We will rock you». Invece adesso è uno scherzo del destino. Un’aquila reale che soffre di vertigini. Anzi, secondo Tracey è persino peggio. «E’ come una pensionata con l’Alzheimer. Spesso mezzora dopo la colazione mi chiede se dobbiamo ancora sederci a tavola. Mi viene da piangere. E non mi resta che pregare».

Lei, Jess, lo sa che le cose non funzionano. Il suo ragazzo l’ha lasciata e ha dovuto rinunciare anche al College. Ma lei di lui non ricorda neppure il nome. Passa le giornate a guardare fuori dalla finestra. Come se la soluzione fosse là, nascosta dietro gli alberi di albicocche. Spera la luce della campagna le riaccenda la memoria entrandole negli occhi. Ha un profilo sottile, delicato, la pelle molto bianca e il naso da francese. In genere si lega i capelli dietro la testa con un elastico. Si cura, perché «quando questo disastro sarà passato voglio che la vita mi trovi in ordine». Ha smesso anche di uscire. Ha paura di non trovare più la strada di casa. E spesso si domanda anche se davvero l’ha invitata qualcuno. Con il buio, poi, diventa ancora più triste. Le era sempre piaciuta la notte. Convinta che il mondo si comportasse meglio restando fermo. Invece adesso si è fermata lei. E tutto quel buio silenzioso le è piombato addosso.

* Fonte LaStampa

L'incredibile storia di Jess, la ragazza che ricorda solo le sue ultime 24 ore

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LONDRA - Gemma Barker è una ragazza inglese di 19 anni, con la mente piena di sogni, come quello di diventare una grande attrice. Eppure è stata capace di inscenare un inganno senza precedenti. Gemma ha creato dei suoi alter ego maschili per poter uscire con delle ragazze per cui provava attrazione fisica. Il piano è stato congegniato alla perfezione, con la creazione di tre identità differenti: Aaron Lampard, Connor McCormack e Luke Jones, tutte con il rispettivo profilo Facebook.

Si vestiva con abiti maschili e indossava spesso un cappuccio per coprire la sue fattezze, ingannando tutti, dalle due ragazze di 15 e 16 anni con cui si frequentava, alle loro famiglie e amici. Nonostante le ragazze con cui usciva iniziassero ad avere dei sospetti, per scoprire l'inganno di Gemma c'è voluta la polizia. Infatti un giorno la ragazza-ragazzo è stata fermata per un tentato stupro e dopo essere stata trasportata in caserma per la perquisizione, gli agenti hanno scoperto la sua ver identità.

Adesso la Barker è uscita di prigione dopo aver scontato due anni di reclusione per tentato stupro e per l'inganno in cui ha soggiogato le due ragazze. Il giudice Ruby Selva, che ha emesso la sentenza nel 2010 l'ha definita «una pazza pericolosa, capace di comportamenti pericolosi».

* Fonte Leggo

Ecco Gemma, la 19enne che si finge uomo per uscire con le ragazze -Foto-

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