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Umberto Veronesi: ''La marijuana non fa male''

ROMA – “La marijuana non fa male e i danni da spinello sono praticamente inesistenti”. L’oncologo Umberto Veronesi, da sempre a favore della liberalizzazione delle cosiddette ‘droghe leggere’, interviene così sul tema sul numero del settimanale Oggi.

“La marijuana fa male? Come ministro della Salute, quando ricoprii l’incarico anni or sono, mi posi anch’io questa domanda – ricorda il direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia di Milano -. E me la posi anche come medico e soprattutto come padre di famiglia. Ebbene, la commissione scientifica che avevo nominato concluse che i cosiddetti ‘danni da spinello’ sono praticamente inesistenti. Dopo quella, altre commissioni scientifiche giunsero alle stesse conclusioni. E oggi perfino l’Organizzazione mondiale della sanità ha invitato i governi a depenalizzare l’uso personale di marijuana, consapevole su dati scientifici che l’uso di spinelli non fa male”.

Nella sua rubrica lo scienziato definisce “infondata anche la credenza che la marijuana dia dipendenza e apra la strada all’uso delle droghe pesanti, come cocaina e morfina. Liberalizzare lo spinello non è malinteso permissivismo, ma una posizione realistica che punta alla riduzione del danno. Risulta che metà dei nostri giovani e molti adulti fanno uso di marijuana. Ha senso criminalizzarli?”.

blitzquotidiano.it

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Piacere, mi chiamo Manchester United: tifoso cambia nome in onore dei Red Devils

BULGARIA - Una promessa è una promessa e, in questo caso, non ha i contorni “fiction” di una pellicola hollywoodiana. Zdravkov Levidzhov, cinquantunenne tifoso bulgaro del Manchester United, ha cambiato i propri dati anagrafici dopo l’incredibile rimonta dei Red Devils nella finale Champions del 1999, vinta nei minuti di recupero contro il Bayern Monaco. Durante le fasi finali della partita, infatti, l’uomo aveva promesso agli amici presenti che, in caso di rimonta, avrebbe cambiato nome e cognome: da Zdravkov Levidzhov a Manchester United. Complice l’incredibile epilogo (gol di Sheringam al 91esimo e di Solskjaer al 93esimo, dopo il vantaggio bavarese di Basler), il tifoso bulgaro ha avviato le pratiche per il cambio promesso. L’attesa è stata lunga (più di dieci anni) ma, alla fine, la richiesta è stata accolta e da oggi, sui propri documenti, verrà stampato il suo nuovo nome in onore della gloriosa società inglese e in ricordo di una serata unica ed indimenticabile.

Il gatto Beckham ed il tatuaggio sulla fronte - Che fosse disposto a tutto pur di ottenere il cambio di nome e dimostrare l’attaccamento alla maglia dei Red Devils, lo si era capito sin dall’inizio. Manchester Zdravkov Levidzhov United, per gli amici “Mr. Manchester”, ha pensato bene di dare al proprio gatto il nome di David Beckham e di farsi incidere, sulla fronte, il logo dell’undici dell’Old Trafford: “Vuoi sapere come mi chiamo? Basta guardarmi in fronte – ha spiegato ai media inglesi - Il tatuaggio è la mia carta d’identità e la gente mi guarda con ammirazione“. Una storia bizzarra, partorita forse sotto gli effetti di qualche birra di troppo, che ha fatto il giro del mondo e che è stata ripresa anche da Stefan Valdobrev, giovane regista indipendente autore del documentario “My mate Manchester United”. Una pazzia degna del miglior personaggio raccontato da Nick Hornby: tifoso dell’Arsenal, ancor prima di essere un grande scrittore di fama mondiale. Nel suo “Febbre a 90″, Hornby raccontava (in maniera autobiografica) le giornate tipo di un super tifoso dei “Gunners” ed il rapporto complicato con la sua compagna: lontana anni luce dagli stereotipi del mondo del calcio. Oggi, a distanza di più di ventanni dall’uscita del bestsellers (che ogni tifoso dovrebbe leggere), la follia di Mr. Manchester United potrebbe essere l’incipit perfetto per il “sequel” di quel fortunato romanzo.

calcio.fanpage.it


 

Nutella, produzione a rischio. Nocciole in crisi e possibile aumento notevole del prezzo

Nutella a rischio. Uno dei prodotti dolciari più amati e famosi potrebbe diventare di elite e non essere accessibile a tutti a causa del rincaro a cui potrebbe essere soggetto.
"La Nutella potrebbe presto vedere il proprio prezzo gonfiarsi diventando un prodotto di lusso". A lanciare l'allarme è Les Echos online, spiegando che la causa è il maltempo che si è abbattuto sul nord della Turchia, che è il primo produttore mondiale di nocciole. La penuria di questo prodotto che ne è conseguita si è tradotta sui prezzi, aumentati del 60% dall'inizio dell'anno e questo rincaro - evidenzia il sito - potrebbe quindi essere applicato sui prodotti derivati a base di nocciole.

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