Il Sig. Jonathan Oliver, un designer 40enne di monumenti funebri di Waterlooville, Inghilterra, è ritenuto colpevole di avere somministrato al suo supervisore del liquame dal water dell’ufficio per vendicarsi di alcune critiche secondo lui non meritate. Il capoufficio, una donna, aveva infatti l’abitudine di tenere una bottiglia d’acqua sulla scrivania con cui dissetarsi nel corso della giornata. Secondo l’accusa: “Ha bevuto il liquido e si è accorta che qualcosa non andava. Sentiva un odore simile alla trementina”. La polizia l’ha poi identificato come un particolare solvente utilizzato da Oliver per il suo lavoro, lasciato sulla bottiglia quando ne ha contaminato il contenuto. Secondo il suo difensore, l’uomo avrebbe reagito a delle difficoltà sul lavoro: “in una maniera inappropriata”. E’ stato condannato a quattro mesi con la condizionale.
* Fonte essentialnews


La città di Portland, nell’Oregon (Usa), ha deciso di drenare 30 milioni di litri d’acqua dal suo bacino idrico di Mount Tabor Park, la più importante fonte d’acqua potabile della città. Costo dell’operazione: circa 36 mila dollari (25 mila euro). Il motivo? Le telecamere di sicurezza dell’impianto avevano catturato un giovane intento a fare i propri bisogni proprio lì, nel bel mezzo del laghetto artificiale. Una scelta estrema, forse evitabile. Che ha fatto montare la polemica.
«INCIDENTE» - Capita in piscina d’estate, è capitato in questi giorni (su larga scala) in un lago artificiale in Oregon. Per nulla contenti dell’«incidente» i gestori del servizio idrico della città, il Portland Water Bureau, quando hanno visto le immagini catturate mercoledì notte dalle telecamere di sorveglianza. Nel video, diffuso anche dall’agenzia Ap, si vede il ventunenne Joshua Seater (nella foto), di Molalla, passeggiare attorno alla struttura e urinare in acqua. «La scorsa notte qualcuno ha fatto qualcosa di veramente stupido», ha detto David Shaff, a capo del servizio idrico di Portland. Il giorno seguente sono stati drenati 30 milioni di litri d’acqua. Un intervento costoso, a carico del contribuente, con inevitabile strascico di polemiche. Shaff ha giustificato la sua scelta spiegando che «i cittadini avrebbero smesso di bere acqua del rubinetto al solo pensiero di qualcuno che avesse urinato nel bacino idrico».
NESSUN PERICOLO - Nel frattempo il giovane Seater si è scusato durante un’intervista alla rete locale Katu:«Ero ubriaco ed era troppo buio per rendermi conto che stavo facendo pipì in un bacino idrico. Pensavo fosse un impianto di depurazione». Ciò nonostante, gli abitanti di Portland possono stare tranquilli: l’urina, a livello chimico, è relativamente sterile, ha spiegato Dave Stone, professore di tossicologia all’Università statale della città.«Pensate a quanti animali o a quanti uccelli fanno la stessa cosa», chiede Stone. Tranquillizza pure Gary Oxman dell’ufficio sanitario della contea di Multnomah: «Il rischio per la salute associato a questo evento è davvero molto basso».
* Fonte stranomavero



L’uomo, 32 anni, avrebbe ricavato una certa gratificazione sessuale dal gesto, che certo non voleva essere un semplice scherzo di cattivo gusto. In un interrogatorio registrato, infatti, Lallana aveva ammesso di trovare la sua vittima “attraente” e di aver eiaculato nella bottiglietta trovando eccitante l’idea che «le sue labbra l’avessero toccata».
L’uomo, sposato, ha tentato di difendersi dichiarando che non pensava che la collega avrebbe nuovamente bevuto da quel contenitore, abbandonato sulla scrivania il venerdì sera, la settimana successiva: «Era l’unico modo che avevo per avvicinarmi a lei senza mettere a repentaglio il mio matrimonio».
L’episodio si sarebbe ripetuto per ben due volte, finché Tiffany, insospettita da quello strano sapore, aveva chiesto a un laboratorio privato di analizzare il liquido. Inequivocabili i risultati dell’esame: la bottiglietta conteneva sperma umano, che un successivo esame del Dna avrebbe confermato essere proprio quello di Lallana, incastrandolo oltre ogni ragionevole dubbio.
* Fonte Ladyblitz




L’uomo che si chiama Henry Morello non si é fatto prendere dal panico nonostante si trovasse da solo senza cibo né acqua, ma ha subito pensato come fare per sopravvivere.
La cosa indubbiamente pià curiosa sta nell’aver pensato di procurarsi da bere con l’acqua del tergoscristalli della sua auto filtrandola prima con un fazzoletto.
I tappetini della macchina li ha invece utilizzati come coperta per ripararsi dal freddo e per chiedere aiuto ha utilizzato alcuni elementi cromati dell’auto su cui far riflettere i raggi solari.
Il libretto di informazioni sul funzionamento della macchina é servito invece all’ ottantaquattrenne per distrarsi e aspettare il tempo necessario perché qualcuno si accorgesse della sua presenza.
Trascorsi ben 5 giorni l’anziano é stato avvistato da alcuni escursionisti che hanno dato l’allarme.
L’uomo é stato subito portato in ospedale per avere tutte le cure di cui necessitava.
Forse l’aver visto qualche film o documentario di sopravvivenza ha permesso all’uomo di sopravvivere in una situazione davvero difficile.
* Fonte notiziae









