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Sognavano di sposarsi e di avere molti figli, ma dopo il matrimonio, per una coppia americana il sesso si è trasformato in un incubo. Lei ha scoperto di essere allergica allo sperma del marito e dunque di non poter rimanere incinta. I due, Mike e Julie Boyde, hanno scoperto l'incompatibilità soltanto dopo le nozze, quando hanno interrotto i rapporti protetti e hanno iniziato a fare sesso senza preservativo.

Prima di sposarsi, nel 2005, Mike e Julie si sono frequentati per due anni, dopo essersi conosciuti in università. Tra i due il colpo di fulmine è stato immediato e anche l'intesa sessuale è sempre andata a gonfie vele. Fino alla prima notte di nozze. Una volta abbandonato il sesso protetto per avere dei figli, la coppia ha iniziato infatti ad avere seri problemi a letto. "C'era qualcosa che non andava, qualcosa che mi faceva andare in panico - ha spiegato Julie durante un documentario -. Era come se qualcuno stesse infilando degli aghi dentro di me. Era dolorosissimo, spaventoso".

Il dolore durava anche per settimane dopo il rapporto sessuale e talvolta comparivano anche delle macchie e delle vesciche molto insolite. Inizialmente i medici non hanno saputo individuare il problema, ma poi un amico di famiglia è riuscito a ipotizzare l'allergia al plasma del liquido seminale. "Il corpo di Julie riconosce lo sperma come una proteina estranea e pericolosa, così le mucose lo respingono provocando gonfiore, prurito e infiammando le terminazioni nervose"; ha spiegato il dottor Abndrew Goldstein, del Centro medico dell'università di Cincinnati.

Oltre a provocare gravi disturbi, secondo quanto verificato dagli esperti, la singolare allergia di Julie uccide inoltre gli spermatozoi del marito, rendendo di fatto impossibile qualsiasi inseminazione degli ovuli. Ogni tentativo di fecondazione assistita non ha dato alcun esito e la coppia, dunque, alla fine ha deciso di ricorrere all'adozione.

* Fonte Tgcom


Mike e Julie Boyde

Mike e Julie Boyde
 
Ognuno di noi, quando possibile, dovrebbe far qualcosa per la natura. Piantare un albero nel proprio giardino, ad esempio, sarebbe un gesto apprezzabile. Quel che ha involontariamente fatto Artyom Sidorkin, un 28enne russo residente a Izhevsk, cittadina della Russia centrale, ci sembra però esagerato. All’uomo, a cui i medici avevano diagnosticato un tumore maligno ai polmoni, è stato estirpato un abete rosso lungo 5 centimetri.

Una conifera nei polmoni - L’albero, hanno ipotizzato i medici, sarebbe nato da un seme inalato da Sidorkin. Non è ancora ben chiaro come questo possa esser sopravvissuto in assenza di luce, cosa certa sembra esser però l’impossibilità che lo stesso sia stato “aspirato” all’interno dei polmoni con quelle dimensioni. Sidorkin, che lamentava forti dolori sul petto e una tosse secca con fuoriuscite di sangue, ora sta comunque bene: “Mi hanno detto che il fatto di tossire sangue non dipendeva da una malattia ma dagli aghi che bucavano i capillari”.

Non avrebbe comunque mai visto quell’albero diventare grande - Il chirurgo Vladimir Kamashev ha consegnato l’alberello, che in natura potrebbe raggiungere anche i 60 metri di altezza, al suo legittimo proprietario. Sidorkin non ha fatto sapere cosa farà della piantina.

* Fonte Tiscali

ramo abete polmone

Si sente poco bene, medico gli trova nei polmoni un abete di 5 centimetri

Si sente poco bene, medico gli trova nei polmoni un abete di 5 centimetri


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Ed Bruns ha trascorso quattro ore e ventisette minuti sdraiato su una barella mentre gli conficcavano 1501 aghi nel corpo. 304 aghi in più rispetto al vecchio record. Con questa performance Ed Bruns entra di diritto nel libro del Guinness World Records.
Secondo la Cbsnews, Bruns non si è lamentato nemmeno una volta, ha tenuto quasi sempre gli occhi chiusi, mentre l'artista, Robert Benson, gli conficcava gli aghi nella schiena.

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Ed Bruns entra nel Guinness dei Primati conficcandosi 1501 nel corpo

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