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Ha bolle, bruciature e vesciche sul viso, come se fosse stata la vittima di un incendio. E invece Zoe Vernon, 22enne di Didsbury, vicino Manchester, voleva solo rifare la tinta ai suoi capelli senza andare dalla parrucchiera. Dopo aver seguito tutte le indicazioni del kit, ha però avuto una gravissima reazione allergica ed è stata trasportata d'urgenza in ospedale: i medici che l'hanno visitata le hanno detto che non avevano mai visto bruciature così gravi dovute ad una reazione allergica di quel tipo. Dopo tre giorni in ospedale, Zoe è stata ora dimessa, ma ha ancora problemi di vista da un occhio e le sue ferite rischiano di essere permanenti, rendendola praticamente sfigurata.

Non era la prima volta che la ragazza usava quel tipo di tinta, la Boots Colour. Il giorno dopo la tinta, però, Zoe si è svegliata con il viso e gli occhi rossi e gonfi: condizione che è peggiorata nei due giorni successivi, quando il suo ragazzo, il 27enne Oliver Beddard, spaventato, ha deciso di chiamare l'ambulanza. "E' stato terribile, ero spaventata perché faceva anche tanto male - ha detto la 22enne al Daily Mail - non volevo uscire perché avevo paura che qualcuno mi vedesse in quello stato. Pensavo che stando a casa col tempo sarei guarita, ma invece le bruciature peggioravano con il passare delle ore". La ragazza, che ha già detto di non voler più usare tinte per capelli, ha segnalato quanto accaduto alla Boots: un portavoce dell'azienda ha detto di aver aperto un'inchiesta interna per capire quale colorante possa aver provocato la reazione allergica, nella speranza che non capiti a qualcun altro.

* Fonte Leggo


Zoe Vernon

Zoe Vernon

Zoe Vernon

Zoe Vernon
 
Ashleigh Morris non può nuotare, ne’ farsi un bagno caldo, ne’ tantomeno una doccia rilassante dopo un intero giorno di stress: è allergica all’acqua.

Da 5 anni infatti la pelle di Ashleigh, 19enne di Melbourne, Australia, non può (e non deve) venire in contatto con l’acqua a qualsiasi temperatura essa sia, pena i tipici sintomi da allergia quali rossore, gonfiore, prurito (che in seguito diventa dolore). Perfino il suo stesso sudore la fa stare male. Il sintomo che le provoca questa insolita (e infelice) reazione viene chiamato Aquagenic Urticaria, patologia talmente rara che i casi al mondo si contano sulle dita della mano.

Ovviamente Ashleigh deve lavarsi, ma lo fa di rado e più rapidamente possibile: una sua doccia media non dura più di un minuto, per limitare i danni.
Ha contratto la malattia in seguito ad una forte tonsillite: per guarirne le fu prescritta una potente dose di penicillina, potente al punto da avere un simile effetto collaterale. Il suo dermatologo, Rodney Sinclair, spiega come questa dose eccessiva le abbia alterato i livelli di istamina del corpo, portandola all’ allergia. A causa del limitatissimo numero di casi riscontrati però, l’Aquagenic Urticaria è una malattia ad oggi del tutto sconosciuta, e di conseguenza non se ne conosce alcuna cura.

Lontano dall’acqua Ashleigh appare come una ragazza in gamba e come ce ne sono tante: sta studiando giornalismo e pubbliche relazioni all’ università, mantenendosi gli studi con un lavoro in ufficio.

* Fonte IlRock


Ashleigh Morris - La ragazza allergica all'acqua

Ashleigh Morris - La ragazza allergica all'acqua

Ashleigh Morris - La ragazza allergica all'acqua
 
Sognavano di sposarsi e di avere molti figli, ma dopo il matrimonio, per una coppia americana il sesso si è trasformato in un incubo. Lei ha scoperto di essere allergica allo sperma del marito e dunque di non poter rimanere incinta. I due, Mike e Julie Boyde, hanno scoperto l'incompatibilità soltanto dopo le nozze, quando hanno interrotto i rapporti protetti e hanno iniziato a fare sesso senza preservativo.

Prima di sposarsi, nel 2005, Mike e Julie si sono frequentati per due anni, dopo essersi conosciuti in università. Tra i due il colpo di fulmine è stato immediato e anche l'intesa sessuale è sempre andata a gonfie vele. Fino alla prima notte di nozze. Una volta abbandonato il sesso protetto per avere dei figli, la coppia ha iniziato infatti ad avere seri problemi a letto. "C'era qualcosa che non andava, qualcosa che mi faceva andare in panico - ha spiegato Julie durante un documentario -. Era come se qualcuno stesse infilando degli aghi dentro di me. Era dolorosissimo, spaventoso".

Il dolore durava anche per settimane dopo il rapporto sessuale e talvolta comparivano anche delle macchie e delle vesciche molto insolite. Inizialmente i medici non hanno saputo individuare il problema, ma poi un amico di famiglia è riuscito a ipotizzare l'allergia al plasma del liquido seminale. "Il corpo di Julie riconosce lo sperma come una proteina estranea e pericolosa, così le mucose lo respingono provocando gonfiore, prurito e infiammando le terminazioni nervose"; ha spiegato il dottor Abndrew Goldstein, del Centro medico dell'università di Cincinnati.

Oltre a provocare gravi disturbi, secondo quanto verificato dagli esperti, la singolare allergia di Julie uccide inoltre gli spermatozoi del marito, rendendo di fatto impossibile qualsiasi inseminazione degli ovuli. Ogni tentativo di fecondazione assistita non ha dato alcun esito e la coppia, dunque, alla fine ha deciso di ricorrere all'adozione.

* Fonte Tgcom


Mike e Julie Boyde

Mike e Julie Boyde