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Sms: ''Vado a suicidarmi''. Ma era la scusa per una scappatella. Trovato in hotel con una donna

CASERTA - Falso messaggio con intenzioni di suicidio ai familiari. Commerciante denunciato per procurato allarme. Quel messaggio inviato al fratello ha fatto pensare tutti al peggio. E come biasimare i parenti e i soccorritori impegnati nella sua ricerca, considerando che terminava con un laconico: «voglio farla finita». Subito dopo il drammatico messaggio, il fratello avvisa la sua moglie. Quest’ultima, in preda al panico, chiama la polizia. Tutti si mettono sulle sue tracce; purtroppo, con poche speranze di trovarlo in vita. Sono ore di forte tensione. Il commerciante quarantenne originario di Napoli, come tutti i suoi colleghi, patisce la difficile congiuntura economica.

Nella sua ricerca, oltre agli agenti del commissariato di Castel Volturno, guidati dal vice-questore Carmela D’Amore, ci sono anche quelli di Giugliano. A questo punto viene presa la decisione di verificare il segnale dell’allarme gps di cui è dotato la sua vettura. Il satellitare è individuato nel territorio di Ischitella, quartiere a sud di Castel Volturno. L’angoscia sale. Si tratta di una zona piuttosto isolata, con lunghe distese di pineta e spiaggia. Ma il segnale porta i soccorritori in un luogo inatteso: in un Motel, l'Hotel Cupido. Il quarantenne si trova in questa struttura, ed è in perfetta forma di salute. E a quanto pare, non ha alcuna intenzione di farla finita con la vita, anche perché si trova in compagnia di una donna. Scontata la tensione, l’uomo è denunciato per procurato allarme.

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Rientra e trova l'ex ballerino di 'Amici' sul letto con la moglie. Lei accusa: costretta con la forza

VITERBO - Condanna a cinque anni e mezzo per l'ex ballerino di “Amici”, Catello Miotto. Nel processo a porte chiuse il 28enne era accusato di violenza sessuale da una 37enne viterbese, moglie separata di un amico.

Una batosta per l'ex star della tv, tornato ieri in città apposta per difendersi, accompagnato da uno zio e da un cugino. «Sono innocente, non ho violentato nessuno, penso solo al ballo. Quest'agonia va avanti da quattro anni», ha detto commentando i sei anni e tre mesi che erano stati chiesti dal pm Chiara Capezzuto per l'accusa, mentre la corte si trovava in camera di consiglio.

I fatti risalgono al 27 febbraio 2010. La presunta vittima era nella casa di Bagnaia dell'ex marito con la figlia piccola influenzata. Miotto (all'epoca lavorava a Viterbo e viveva al piano di sopra) avrebbe bussato per sfogarsi di una serata storta. Trovando la donna ne avrebbe approfittato, trascinandola sul letto, dove poco dopo l'ex marito li ha trovati avvinghiati facendo scoppiare il finimondo.

Secondo il ballerino, che ha ieri ha ribadito la sua versione ai giudici, la 37enne sarebbe stata consenziente, lo avrebbe invitato a entrare e gli avrebbe fatto capire che poteva andare oltre. La difesa, pronta a ricorrere in appello, ha puntato sulla testimonianza dell'ex marito che avrebbe contraddetto la presunta vittima (la donna era sopra il ballerino al suo ingresso in camera). Per gli avvocati di parte civile e l'accusa la donna si stava divincolando.

Non è servita a ottenere un'assoluzione neanche la perizia medica, in base alla quale sul collo di Miotto ci sarebbero stati i segni di un bacio e non di un morso da autodifesa. Il collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, dopo un'ora e mezza di camera di consiglio, ha condannato Miotto a 5 anni e mezzo (interdizione perpetua dai pubblici uffici), più una provvisionale di 10mila euro alla vittima, in vista di un risarcimento da quantificare in sede civile.

 

Sms per l'amante inviato per errore al marito: e lui scopre che il neonato non è suo

VICENZA - Un sms nel cuore della notte e il patatrac è fatto: già, perché quel messaggio d'amore, inviato dalla moglie e dal contenuto inequivocabile, ha fatto scoprire a un uomo non solo che la donna aveva un amante, ma che il rivale era anche il padre di quello che lui, da due settimane, credeva essere suo figlio.   
Procediamo con ordine. Marito e moglie, di Malo (Vicenza), erano restati insieme tutta la sera, mamma e papà intenti a coccolare il loro neonato. Dopodiché la donna aveva allattato il piccolo e si era coricata. Spente le luci, come racconta il Giornale di Vicenza, parte l'sms: «Ti amo, sei la cosa più preziosa che ho». Il messaggio arriva al telefono del marito che si chiede: perché mi invia un sms così quando siamo stati insieme fino a un minuto fa? Nell'uomo sono iniziati a sorgere dei dubbi, anche perché il matrimonio, prima della nascita del piccolo, non navigava in buone acque e con la donna si era persa la confidenza e la tenerezza di un tempo.  
A quel punto l'uomo si è alzato e ha iniziato a interrogare la donna. La svolta è arrivata quando il marito ha minacciato la donna di chiedere il test di paternità sul figlio appena nato, a quel punto lei è crollata: «Sì, è vero, amo un altro e quello non è tuo figlio». Il mondo di quella famiglia è crollato in un secondo. Alla fine l'uomo si è rivolto a un avvocato, ha davvero eseguito le perizie per scoprire se fosse o meno il padre di quel bimbo e in effetti non era suo.

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