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MIAMI – Si sottopone a un’operazione al pene, gli viene un’infezione che gli causa una cancrena e subisce l’amputazione, così fa causa all’ospedale. Lo sfortunato protagonista della storia è Enrique Milla, un cittadino peruviano di 65 anni che viveva a Miami prima di essere rimpatriato, e nel 2007 si sottopose a un’operazione al pene per una disfunzione erettile. Qualcosa nell’operazione, però, andò male e due settimane dopo venne colpito da una grave infezione che si risolse solo con l’amputazione.

Ora Milla ha fatto causa all’ospedale perché sostiene che il dottor Laurentiu Boeru non lo esaminò appropriatamente prima dell’operazione per stabilire se era abbastanza sano da potersi sottoporre all’intervento. L’avvocato di Milla, Spencer Aronfeld, ha infatti detto che il suo cliente non andava dal dottore da 15 anni, soffre di diabete e di pressione alta e il giorno dell’operazione aveva un’alta concentrazione di zucchero nel sangue. Il medico e il suo avvocato invece dicono che il signor Milla non ha rispettato le indicazioni che gli erano state date dopo l’operazione: astenersi da qualsiasi rapporto sessuale per i 9 giorni successioni all’intervento.

* Fonte blitzquotidiano

Si opera al pene, ma l'operazione va male e glielo amputano!

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UGANDA - Vincent Oketch ha soltanto dieci anni, il corpo di un bambino e le gambe enormi, che ricordano quelle degli elefanti e che gli stanno procurando grossi problemi. Ha le caviglie fratturate e l'anca lussata. Stringe il cuore a vedere come il destino di alcuni bambini sia così terribilmente segnato da rarissime e incurabili malattie. Il padre di Vincent, Tito Opoya, racconta che il piccolo  aveva solo 18 mesi quando le sue gambe hanno iniziato a gonfiarsi ma i genitori, a causa della mancanza di risorse economiche, non hanno potuto portarlo subito in clinica e così il gonfiore è aumentato sempre più. Adesso il bambino non può camminare ma striscia soltanto ed è costretto a indossare gonne e abitini da bambina, cosa che lo fa star male perchè gli altri bambini lo prendono in giro.

L'unica soluzione per salvargli la vita, sarebbe quella di amputargli le gambe ma nel suo Paese, l'Uganda, non tutti i medici sono d'accordo sul trattamento da eseguire per salvare il bambino. Isaac Osire, il dottore che dirige un'organizzazione chiamata EDYAC, che aiuta i bambini provenienti da villaggi poveri con supporti medici gratuiti, ha rivolto un appello ai medici britannici esperti, affinché intervengano per aiutare a salvare Vincent. Il dottore ha infatti spiegato che:"Il caso è estremamente complesso e ci piacerebbe sapere se c'è qualcosa che può essere fatto per salvare le gambe del bambino”. Ora non resta che attendere una risposta.

* Fonte net1news

La triste storia di Vincent: ha le gambe di un elefante e vanno amputategambe

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L'incredibile storia di Aimee: un batterio la sta divorandobatterio Aimee Copeland, 24enne brillante studentessa della Georgia, stava facendo qualcosa che amava, dice l’Atlanta Journal Constitution: “Una sessione di kayak sul fiume Tallapoosa a Carrollton con i suoi amici”. Ma si è tagliata utilizzando una teleferica artigianale, ferendosi su di un piede, al polpaccio: un brutto taglio che ora potrebbe costarle la vita, visto che da quella ferita sono entrati dei “batteri divoracarne” che hanno già preteso la sua gamba. Che è stata amputata, insieme a delle dita.

RISCHI - Fino a poche ore fa i medici stimavano le sue possibilità di sopravvivenza come “pari a zero”; in seguito si è in parte stabilizzata anche se non è davvero possibile definirla come fuori pericolo. La sua condizione è chiamata fascite necrotizzante, una rara condizione “nella quale i batteri corrono praticamente senza controllo attraverso i tessuti”, scrive la Msnbc. La ragazza perderà, dicevamo, alcune dita delle mani, ma la funzionalità dell’organo è buona e i medici sperano di poterle impiantare delle protesi funzionanti: dopo ore frenetiche di terapia intensiva è tornata cosciente il che, dicono i dottori, è incoraggiante.

L'incredibile storia di Aimee: un batterio la sta divorandoAimee

RARA CONDIZIONE - Il batterio che l’ha aggredita si chiama Aeromonas hydrophila ed è uno dei più pericolosi in infezioni di questo tipo, che sono già rare in generale: ma in proporzioni distruttive come quella di Aimee sono praticamente casi unici. Di solito si sopravvive, anche se “una persona su cinque muore”. I batteri che causano malattie infettive che pretendono addirittura l’amputazione delle parti del corpo interessate “sono comuni in acque tiepide e stagnanti. In generale non sono un pericolo: secondo un infettivologo della università Vanderbilt, “potrei immergermi nell’acqua e se non mi ferissi starei davvero bene”. Ma profonde ferite possono rappresentare un veicolo d’accesso per questi batteri, tale da costituire davvero un problema. Quella di Aimee è stata “una tempesta perfetta” dice il dottor Besser, capo servizio sanità per l’Abc: “Si è ferita la gamba, era vicina all’acqua, e il batterio l’ha presa”. Forse uscirà dall’ospedale, ma dovrà lottare per farcela.

* Fonte Giornalettismo

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