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Secondo l’emittente austriaca ORF, un cinquantaseienne disoccupato, convocato dall’Ufficio del Lavoro per valutare la sua idoneità a un impiego, ha pensato bene di utilizzare una sega circolare per amputarsi un piedi e gettare l’appendice in un forno. Secondo la polizia di Mitterlabill, cittadina dell’Austria meridionale, l’uomo zoppicando e sanguinante ha poi chiamato i servizi di emergenza. Franz Fasching, capo della polizia locale, ha reso noto che quando gli ufficiali sono arrivati sul posto hanno rinvenuto l’uomo ancora cosciente ma che aveva perso molto sangue. Il piede è stato recuperato per provare un eventuale innesto dell’arto, ma le gravi ustioni subite non ne hanno permesso il riutilizzo
* Fonte curiosone
Per mantenere il sussidio di disoccupazione, si sega un piede e lo getta nel fornodisoccupazione
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La sua richiesta era sensata: che al pastafarianesimo fosse data la stessa importanza delle altre religioni. Lo «Spaghetto Volante», Dio dei pastafariani, la religione parodistica nata in Kansas sette anni fa come protesta all’insegnamento obbligatorio nelle scuole della teoria creazionista assieme a quella evoluzionistica, è diventato un simbolo di culto per gli ironici e miscredenti navigatori del web. In questi giorni l’ufficio dei trasporti di Vienna ha dato luce verde allo scolapasta come copricapo religioso su una foto della patente di guida. Un caso che fa sorridere, ma anche discutere.

LO SCOLAPASTA - Il protagonista della vicenda è un imprenditore e ateista convinto, Niko Alm. Tre anni fa il giovane austriaco aveva presentato la relativa istanza, che ora ha avuto l’ok (inaspettato) dai funzionari dell’ufficio trasporti della Bundespolizeidirektion di Vienna. Se viene accettato il copricapo tenuto per motivi religiosi sulle fototessere di documenti d’identità, di guida e passaporti - la motivazione di Alm - allora perchè non può valere lo stesso principio per i pastafariani, gli «adepti» del pastafarianesimo. La foto con lo scolapasta in testa è stata scattata dallo stesso Alm che a suo tempo l’aveva consegnata personalmente ad un funzionario dell’ufficio competente. «Anche in quel momento avevo lo scolapasta in testa, il funzionario non ha reagito, non ha detto nulla», ha spiegato il pastafariano austriaco al giornale Der Standard.

PASTAFARIANI - La via crucis per vedersi riconosciuta quella foto sul permesso di guida è iniziata nel 2008 con una richiesta all’ufficio di motorizzazione, racconta Alm sul suo blog. In un primo momento i funzionari gli avevano spiegato per telefono che quella immagine sulla patente di guida non era possibile. Alm ha dunque richiesto un parere scritto, che non è mai arrivato. E' stato invece invitato a recarsi dall’ufficiale sanitario. Questo ha dovuto appurare che l’uomo era «psicologicamente idoneo» a guidare una macchina. Dopo tre anni finalmente è arrivata la tanto attesa notifica: la patente poteva essere ritirata negli uffici. Ora Alm non vuole più fermarsi. Ha già annunciato di voler richiedere il riconoscimento del pastafarianesimo in Austria. Il pastafarianesimo, o «Flying Spaghetti Monster», è stato fondato nel 2005 dall’allora venticinquenne americano e laureato in fisica Bobby Henderson. Digitando «Flying Spaghetti Monster» sui motori di ricerca, appaiono circa 6 milioni risultati.

* Fonte Corriere.it

Foto della patente con scolapasta in testa. Si professa 'pastafariano'

Foto della patente con scolapasta in testa. Si professa 'pastafariano'

Foto della patente con scolapasta in testa. Si professa 'pastafariano'

 
Nella lingua inglese è una parolaccia. Nell'Alta Austria il nome di un antico villaggio, Fucking, una delle 21 frazioni di Tarsdorf, a pochi chilometri da Salisburgo. Gerundio del verbo che designa fare sesso e imperativo, nello slang, per mandare qualcuno a quel paese, per gli inglesi. Ridente località bavarese, a 32 chilometri da Salisburgo, per gli austriaci. Ma la globalizzazione fa strani scherzi e la formula volgare è ormai quella universalmente riconosciuta. Vivere nella cittadina col toponimo dal significato inequivocabile ci vuole autoironia. E pazienza. Passi il segnale stradale di benvenuto, oggetto di frequenti furti, e pure i tanti turisti buontemponi, armati di battutacce di cattivo gusto. Ora, però, il vaso è colmo: sempre più spesso i residenti vengono tempestati di telefonate più che beffarde. Anonime e provenienti, non a caso, dall'Inghilterra.

QUELLA MALEDETTA «C» - Un tempo, agli inizi, era «Fugging». Poi il nome cambiò in «Fuking». E con gli anni si aggiunse una «c». «Fucking» in tedesco non significa nulla. Pare derivi dal nome di un nobile bavarese, «Focko». Gli abitanti hanno vissuto giorni sereni e inconsapevoli fino al termine della Seconda Guerra, quando soldati britannici e americani hanno "scoperto il villaggio" e svelato ai cittadini il significato in inglese del nome della loro città.

MENO DI 100 ABITANTI - Particolarmente apprezzato, il segnale stradale di benvenuto nella cittadina. «Saranno una quindicina i cartelli stradali rubati negli ultimi due anni», ha raccontato il sindaco di Tarsdorf, Meindl Franz, al quotidiano Die Presse. Il comune del distretto di Braunau am Inn comprende infatti il villaggio di Fucking che oggi conta meno di 100 abitanti. Duecento euro è il costo per comprare ogni volta la segnaletica. «Potremmo fare cose più sensate con quei soldi», ha sottolineato il primo cittadino. Nel frattempo l'amministrazione ha fissato i cartelli stradali col cemento, adeguatamente saldati e avvitati perché sia impossibile sottrarli. Però è servito a poco. Qualche settimana fa ne è sparito un altro.

UN INFERNO - La popolarità del luogo è aumentata di recente, dopo che l'Ufficio europeo per l'armonizzazione nel mercato interno ha approvato la proposta per l'inserimento del marchio di una birra «Fucking Hell» presentato da una società di marketing in Germania. «Fucking» per la cittadina dell'Alta Austria ed «Hell» è l'abbreviazione per il colore «chiaro» (in tedesco). In inglese, però, è "inferno". «Cosa possiamo farci?», chiede un affranto sindaco. «Appellarci all'Ufficio brevetti? Costerebbe dai 2.000 ai 3.000 euro solo per far aprire la pratica».

BERSAGLIO DEGLI INGLESI - Dal suo ufficio il sindaco cerca di rispondere con gentilezza alle domande dei giornalisti di mezzo mondo ogni qualvolta il nome della sua cittadina finisce sui media. In ogni altro posto ci si ralleggrerebbe di tanta pubblicità gratuita, non qui però. Da qualche settimana le telefonate anonime hanno ripreso a martellare gli abitanti. Sono soprattutto inglesi, spesso alticci, riporta il portale Vienna Times. Anche nel cuore della notte. L'inevitabile domanda, con risate a crepapelle in sottofondo, è sempre la stessa: «Is this Fucking?». Poi buttano giù il telefono. «Le telefonate sono numerose», conferma uno degli abitanti, il 56enne Johann Maier. «Sta diventando sempre più insopportabile». I numeri si trovano facilmente nell'elenco telefonico dell'Austria su Internet. Non è che la vita sia più facile mezz'ora d'auto più in là per i 2000 abitanti di Petting, altro ridente villaggio bavarese, dove il doppio senso del nome provoca altrettanta ilarità.

IRRINUNCIABILE - Al loro nome però gli abitanti di Fucking non vogliono rinunciare. Nel 2004, un referendum sul cambio di nome del paese è stato respinto. Il rancore nei confronti dei britannici è però sempre più incontenibile. «Qualcosa dovremo pur fare», ha detto Meindl Franz. «Per gli abitanti si tratta solo più di un peso, oramai insostenibile». Ciò nonostante, per il sindaco la rivalsa nei confronti degli inglesi potrebbe essere dietro la porta: «Loro hanno il distretto di Furzton». Che in lingua inglese non significa nulla, ma in tedesco esprime un concetto poco elegante.

* Fonte Corriere.it


La dura vita a Fucking, a 32 km da Petting

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