SAN PAOLO (BRASILE) – Un ragazzo di 25 anni senza patente è finito con l’auto al secondo piano di una palazzina di San Paolo in Brasile. Come hanno riferito alcuni testimoni oculari, l’uomo avrebbe perso il controllo e dopo aver preso il volo, è finito incastrato nel muro della casa con l’auto.
Gli abitanti della palazzina hanno avuto fortuna: il veicolo ha infatti sfiorato un letto dove dormiva una donna con il suo bambino di 6 mesi. Il protagonista dell’episodio ha riportato solo ferite lievi: l’auto invece è stata recuperata tramite una gru posizionata sul tetto della casa.
MILANO – E’ il 19 dicembre e una fortissima tempesta di neve si sta abbattendo sulla Svezia, vicino alla città di Umea, nel centro-nord del Paese. Peter Skyllberg, un automobilista quarantacinquenne rimane con l’auto in panne, a circa un chilometro dalla strada principale. Resta bloccato, nessuno passa di lì, è isolato e il freddo è spietato. Tra pochi giorni ci sarà Natale, ma l’uomo non potrà uscire dalla sua prigione e festeggerà mangiando neve intrappolato nella propria vettura. Ciononostante, dopo ben due mesi, viene ritrovato. Denutrito, distrutto e gelato. Ma vivo, come riporta il giornale svedese Västerbottens-Kuriren.
INCREDULITA’ – I commenti alla notizia rivelata dal giornale locale in lingua inglese The Local sono molto scettici: «Esistono tempi scientifici di sopravvivenza per l’essere umano: 3 minuti senza ossigeno, tre giorni senza acqua e tre settimane senza cibo. Certo, ci possono essere eccezioni, ma la notizia dell’uomo svedese sopravvissuto al gelo e alla fame per due mesi sembra una montatura», osserva in un post un lettore . Eppure sembra vero. Oltre al The Local, molti giornali stranieri si affrettano a dare la lieta novella: un uomo in Svezia è sopravvissuto per due mesi intrappolato in un'auto rimasta completamente coperta dalla neve in un bosco. Isolato e al gelo, non lontano dalla città svedese di Umea, nella contea di Västerbotten, pare che per tutto il periodo si sia nutrito esclusivamente di neve. L'auto è stata avvistata da un giovane che ne ha notato il tetto che spuntava dalla neve e che ha subito chiamato i soccorsi. «Ho visto uno strano movimento e ho capito che nell’abitacolo c’era qualcuno – ha dichiarato Ebbe Nyberg – una volta avvicinatomi ho notato una persona rannicchiata su sé stessa avvolta in un sacco a pelo. Quasi non era in grado di muoversi e parlare».
NEVE COME CIBO – Il sopravvissuto è stato ritrovato venerdì, visibilmente provato e debolissimo, e tra un sospiro e l’altro è riuscito a spiegare di essersi salvato grazie alla neve, di cui si è nutrito per tutto il periodo di «sepoltura». Inoltre sarebbe stato provvidenziale un sacco a pelo nel quale ha dormito per sessanta giorni. Secondo i medici infine si sarebbe salvato anche grazie a una sorta di effetto-igloo creato dall’aria attorno alla vettura ricoperta dallo spesso strato di neve, responsabile di una temperatura intorno agli zero gradi. In tutti i casi si tratta di un fenomeno di difficile spiegazione, anche considerate le temperature medie della zona che quest’anno hanno sfiorato i -30°. LA DINAMICA DELL’ACCADUTO – Il quarantacinquenne si trova ora all’Umea University Hospital dove gli sono state prestate le prime cure per il gravissimo stato di malnutrizione, ma i medici non ritengono sia in pericolo di vita. Dietro alla vicenda c’è comunque un’aria di mistero, alimentata anche dalla reticenza del protagonista che si è rifiutato di concedere interviste: nonostante la polizia non dubiti della versione del superstite, stupisce che nessuno avesse denunciato la sua scomparsa. Inoltre sono trapelate informazioni che sottolineano una condizione di malessere dell’uomo (la fidanzata lo aveva lasciato proprio quel giorno e l’uomo doveva restituire una consistente somma ricevuta in prestito e che potrebbero dare adito a versioni alternative dell’accaduto. Nelle vicinanze però non è stata trovata alcuna impronta e le informazioni emerse si incastrano perfettamente. Il luogo dove l’uomo è rimasto intrappolato rimane spesso isolato dalla neve e a rigor di logica la storia, per assurda che possa sembrare, è plausibile. Pur avendo del miracoloso. Ma l’adattabilità dell’essere umano, si sa, non finisce mai di stupire.
Il Daily Mail dà notizia della Sig.ra Sheyla Hershey, che ha avuto salva la vita in un terribile incidente stradale per via dei suoi enormi seni. La formosa 32enne stava tornando a casa in un sobborgo di Houston, Texas, dopo una festa quando ha perso il controllo dell’auto ed è andata a sbattere violentemente contro un albero. Il danno alla macchina è stato considerevole, ma non quello alla persona, malgrado la donna non avesse allacciato la cintura. La Hershey spiega: “Penso che il mio seno mi abbia salvato la vita. Lo scontro è stato tremendo e ho le tette dolenti, ma hanno protetto il resto di me”.