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Napoli, arriva l'ospedale dei peluche
Grazie ad Eliana per la segnalazione!

Dopo l'ospedale delle bambole arriva quello dei peluche. E i "medici"" che cureranno occhi scuciti, braccia sfilacciate, tessuti strappati saranno gli stessi dello storico negozio gestito da decenni da Tiziana Grassi in Via San Biagio dei Librai. I peluche "malati" potranno essere riparati al Parco Zoo di Napoli: personale con tanto di camice si prodigherà  per effettuare visite e diagnosi. Tutto nell'interesse dei bambini che non vogliono rinunciare ai morbidi compagni di gioco.

OBIETTIVI EDUCATIVI ""“ Francesco Emilio Borrelli, presidente dell'associazione "Watchdog" che ha ideato l'iniziativa, espone quelli che sono gli obiettivi: "Vogliamo diffondere l'amore per gli animali, quelli veri, e abituare i bambini al riutilizzo delle cose vecchie. Bisogna far comprendere che un pupazzo rotto si può anche aggiustare e, quindi, riutilizzare".

COME FUNZIONA Il bimbo porta il suo animaletto di peluche al pronto soccorso. Qui lo sfortunato giocattolo sarà  sottoposto alle prime cure, a cui segue una diagnosi che deciderà  il periodo di degenza. Quando la cura sarà  completata, il bambino, oltre al giocattolo perfettamente curato, otterrà  anche l'attestato di "Amico degli animali", il cui primo punto recita: "Ricorda sempre che chi non sa amare gli animali, non sa neppure amare le persone".

VERSO L'ESTERO "La nostra è un'iniziativa talmente unica e originale " afferma Cesare Falchero, amministratore del Parco Zoo ""“ che siamo già  stati contattati da varie parti del mondo per realizzare progetti simili. Siamo felici di dare ai nostri bambini un messaggio positivo di amore, soprattutto conclude Falchero "dopo le tristi vicende che abbiamo letto in questi giorni legate ai baby neomelodici che cantano di sesso, violenza e camorra".

Fonte Campaniasuweb.it
 
Bulli la prendono in giro, diventa calva per stressI bulli l'hanno martoriata per mesi, fino a provocarle una rara forma di alopecia derivante dallo stress. Sophie Nixon, tredicenne di Lowestoft, vicino Norwich (Gran Bretagna), ha perso tantissimi capelli, le sopracciglia e le ciglia per l'alopecia, e i suoi crudeli compagni di scuola continuano a prenderla in giro anche per questo, chiedendole se sta morendo di cancro. La bambina ha confessato tutto ai genitori dopo essere andata con loro dal medico: "Scusa mamma, non potevo dirti niente", ha detto Sophie alla madre Helen, 43 anni. La tredicenne, che ha due sorelle, Chloe di 11 anni e Amy di 1
7, ha raccontato al Sun del suo calvario. "Mi svegliavo e trovavo intere ciocche di capelli sul cuscino, e la mamma doveva pulire tutto. Piangevo tutti i giorni". A difendere la ragazzina sul tabloid britannico è intervenuta anche Gail Porter, star della tv britannica e vittima anch'essa dell'alopecia. "Questi ragazzi dovrebbero vergognarsi e capire che devono crescere", ha detto Gail, che ha raccontato come la sua malattia, iniziata 5 anni fa, sia derivata probabilmente dal suo divorzio.

* Fonte Leggo


Sophie Nixon

 

Sophie Nixon

 
Supatra ‘Nat’ SasuphanSupatra ‘Nat’ Sasuphan si comporta come una qualsiasi bambina: le piace mangiare il gelato, il nuoto e andare a scuola. Eppure per un altro aspetto è la sola su un miliardo di persone a nascere con Ipertricosi congenita, altrimenti nota come "Sindrome da Lupo Mannaro".
E' infatti una dei circa 50 casi documentati dal 1638 che nascono con 5 centimetri di peli di composizione animale e che rivestono tutto il corpo.
Provenendo da una famiglia buddista, Nat non si è mai nascosta alla gente e per questo è stata molte volte vittima di frasi crudeli e offensive.
Ora che la bambina cresce e si avvicina alla fase adolescenziale della propria vita i suoi genitori sono sempre più preoccupati e cercano disperatamente una cura per controllare l'incredibile e continua crescita dei peli.
 
Ma le scelte sono difficili.
In india Prithviraj Patil è un ragazzino di 11 anni anch'egli afflitto da una crescita di peli incontrollabile.
Sta subendo un trattamento laser molto doloroso ma i peli tornano a crescere su tutto il viso e il corpo.

Ora, entrambe le famiglie dei bambini ripongono le proprie speranze nel professor Angela Christiano, e nella sua ricerca nel campo della scienza genetica, per l'aiuto nella ricerca di una cura.

È possibile trovare una cura per la calvizia e aiutare questi bambini a perdere i peli ed essere normali? Saranno in grado di crescere in una società che li esclude? Si possono aiutare a trovare al più presto una soluzione prima che siano abbastanza grandi per capire quanto diverse sono?

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan

Supatra ‘Nat’ Sasuphan




Prithviraj Patil e le sorelle

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil

Prithviraj Patil