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SHANGHAI - Il piccolo Wang Xiaopeng stava giocando con un accendino, quando il fuoco ha preso il sopravvento, sfigurandolo in maniera orribile. In Cina lo chiamano il "bimbo senza volto" anche se i danni da lui riportati sono stati molto più gravi, infatti il piccolo ha perso i capelli, le labbra, le palpebre e i polpastrelli che gli sono stati amputati fino alla seconda falange. Ma la sua triste storia non finisce qui, perchè la sua famiglia non ha il denaro necessario per curare il bambino, in quanto hanno perso tutto nell'incendio che ha distrutto il loro terreno nello Yinchuan, nella provincia cinese di Ningxia. Il Daily Mail racconta la disperazione della famiglia Xiaopeng: «Non abbiamo abbastanza soldi e Wang è costretto a portare un'orribile maschera, facciamo fatica a guardarlo senza provare dolore per le sue condizioni».

* Fonte Leggo


La triste storia del 'bimbo senza volto'senza

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La triste storia del 'bimbo senza volto''
 

Orrore da McDonald's: Bambino trova dei vermi nelle ali di pollo -Video-dei PECHINO - Non è la prima volta che il cibo della più nota catena di fast-food al mondo finisce nel mirino dei media per la qualità del suo cibo. Stavolta la segnalazione viene da Hunan, in Cina, dove un bambino di nove anni ha trovato degli ospiti indesiderati nelle sue ali di pollo McDonald's. Come immortalato in video, delle piccole larve vive e striscianti escono dal pranzo del ragazzino. I genitori dello sfortunato cliente hanno subito chiesto spiegazioni al gestore del ristorante, ma questo si è rifiutato di darne, e persino di scusarsi. Lo stesso atteggiamento è stato mantenuto con i reporter giunti sul luogo. A fare luce sulla vicenda è ora imegnato il locale dipartimento di salute pubblica. 

* Fonte Leggo

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Il piccolo George la malattia ce l'aveva scritta sul viso. Ad accorgersene però non sono stati i medici ma una donna, un'estranea che non l'aveva mai visto se non in foto. Proprio la foto pubblicata sul profilo della mamma su Facebook. Ora la "diagnosi via web" potrebbe salvare il bambino di 6 mesi dal rischio di danni cerebrali. Prodigi del social network, raccontati dalla giovane mamma del piccolo protagonista, Charlotte Dent. A vestire involontariamente il camice bianco una donna, "amica" via Facebook della 22enne Charlotte: è stata lei a riconoscere nei tratti del bebè i segni della trigonocefalia, perché la stessa patologia aveva colpito anche suo figlio.

I RISCHI - La donna ha notato nella foto del piccolo George una sorta di "cresta" che correva lungo la fronte, tipica dei bimbi con questa malattia. Senza l'operazione, cui dovrà sottoporsi a un anno, ha raccontato mamma Charlotte al Daily Mail, George rischierebbe seri danni permanenti al cervello. Una prospettiva che fa infuriare la donna, che vive a Fazakerley, Liverpool. Secondo Charlotte, la condizione di suo figlio avrebbe dovuto essere identificata molto tempo prima dai medici che lo hanno visitato. «Mio figlio - racconta - ha 6 mesi e io ho scoperto che è affetto da qualcosa di alquanto raro. Tutti i dottori che ho incontrato non se ne sono accorti. L'ho dovuto sapere da una mamma con un bambino nella stessa condizione di mio figlio. Ecco perché voglio aumentare la consapevolezza di questa patologia, in modo che altre persone possano stanarla in tempo e fare qualcosa prima che sia troppo tardi».

TESTA DEFORMATA - Alla nascita di George, Charlotte aveva notato che aveva la testa deformata, ma il bimbo era stato controllato e dimesso dall'ospedale senza problemi. Si è pensato anche che la forma della sua testa, diversa da quella degli altri bebè, potesse essere un sintomo della sindrome di Down, ma questa patologia è stata esclusa dalla Pediatra del Liverpool Women's Hospital. Solo dopo che l'"amica digitale" l'ha messa in guardia su una possibile trigonocefalia, Charlotte ha contattato uno specialista e ricevuto la diagnosi nello stesso giorno: si tratta di una condizione che si determina quando la parte frontale del cranio si fonde. Se non diagnosticata, potrebbe portare a cecità, difficoltà di apprendimento e, nei casi più gravi, alla morte.

* Fonte corriere.it

Bimbo salvato grazie a Facebook: una donna individua la malattia

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