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Un uomo di 25 anni e’ stato arrestato dalla polizia in Bangladesh per aver mozzato con un machete le dita della moglie perche’ voleva continuare gli studi. Il giovane, un lavoratore emigrato a Dubai, ha confessato il reato, secondo quanto ha riferito la polizia al quotidiano bengalese The Daily Star.

LA SORPRESA – La vicenda, avvenuta nel villaggio di Narsingdi, a circa 50 chilometri a nord-est di Dacca, ha sollevato molto clamore e un coro di condanne da parte delle organizzazioni di difesa dei diritti umani, preoccupate per l’aumento delle violenze tra le mura domestiche. Due settimane fa, la vittima, Hawa Akhter Jui, 21 anni, era stata attirata a casa della cognata con la scusa che il marito, Rafiqul Islam, le avrebbe portato un regalo dagli Emirati. Quando dopo pochi giorni e’ arrivato, l’ha chiusa in una stanza e poi l’ha bendata e imbavagliata, dicendole che voleva farle una sorpresa. Poi con un machete le ha brutalmente mozzato tutte le dita della mano destra.

LA MIA MANO SINISTRA - ‘Se non fosse intervenuta mia cognata sfondando la porta, avrebbe fatto lo stesso anche con la mia mano sinistra’ ha raccontato Jui, che ora si trova a casa dei genitori e che e’ determinata a proseguire gli studi imparando a scrivere con la mano sinistra. I due si erano sposati tre anni fa, ma mentre lui aveva abbandonato gli studi per andare a lavorare nel Golfo, la ragazza si era iscritta all’universita’, contro il parere del marito. I dottori hanno detto che dita non potevano essere riattaccate. E’ emerso infatti che la ragazza e’ stata portata all’ospedale locale solo tre ore dopo e che in un primo momento aveva detto che si era trattato di ‘un incidente domestico’. Soltanto quando i medici hanno insistito per sapere dove erano i resti della mano, Rafiqul ha confessato di averli buttati nella spazzatura, dove sono stati recuperati dopo molto tempo, quando ormai erano inutilizzabili per un’operazione chirurgica. (ANSA)

* Fonte Giornalettismo

''Vuoi studiare? Ti taglio le dita!''

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Ha castrato il suo datore di lavoro, durante un rapporto sessuale. Un momento intimo che la cameriera originaria del Bangladesh non ha gradito. La 26enne si è difesa accusando l'uomo, un 77enne di Dubai, dov'è accaduta la vicenda, di averla costretta a subire violenze sessuali e di non essere mai riuscita a chiedere aiuto per la scarsa conoscenza della lingua locale. 

“Sono colpevole, ma sono stata spinta a fare quello che ho fatto perché lui spesso mi ha costretto a fare sesso con lui e a dargli diversi piaceri sessuali”, ha raccontato la cameriera in tribunale. “Voglio tornare dalla mia famiglia, vostro onore”, ha chiesto in lacrime.

Durante l'ultimo abuso subito, la donna si è accorta di una lama appoggiata sul mobile accanto al letto e con la piccola arma da taglio ha evirato l'uomo. Il figlio 19enne, svegliato dalle urla del padre, lo ha trovato in un lago di sangue. In ospedale, il pene è stato riattaccato, ma la sua funzionalità è compromessa.

* Fonte Leggo

Cameriera molestata taglia il pene al datore di lavoro

Cameriera molestata taglia il pene al datore di lavoro

 
Quattro persone, tra le quali un religioso islamico, sono state arrestate nel Bangladesh perché coinvolte nella morte di una ragazzina di 14 anni, Hena Begum, fustigata pubblicamente in quanto accusata di avere una relazione con un cugino sposato. Condannata a ricevere 80 frustate, l'adolescente è morta in ospedale sei giorni dopo il ricovero; la polizia sta ricercando altre 14 persone, tutte coinvolte nella morte della ragazzina.

La punizione alla 14 enne è stata inflitta seguendo le norme della sharia, la legge islamica, e la sentenza è stata pronunciata da un tribunale di villaggio composto da anziani ed esponenti religiosi.

Un ufficiale della polizia locale ha spiegato che, ancor prima che la sentenza venisse emessa, la giovane era stata picchiata dalla famiglia del cugino, e che gli anziani del villaggio hanno chiesto al padre dell'adolescente di pagare una multa pari a circa 700 dollari. Disperato il padre, Dorbesh Khan: "Che giustizia è questa? - ha chiesto in lacrime, intervistato dalla Bbc -. Mia figlia è stata picchiata fino a farla morire in nome della giustizia. Se si fosse trattato di un tribunale regolare sarebbe ancora viva".

La polizia è comunque ancora in atesa dei risultati dell'autopsia, poiché non è stato chiarito se la 14enne sia stata uccisa dalle frustate o se sia morta per altri motivi.

* Fonte Tgcom


Hena Begum

Hena Begum