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Notizie incredibili

 

TEL AVIV - Gli sono bastati i quattro dentini contati che ha in bocca per sventare a morsi l'insidia di un serpente avventuratosi temerariamente nella sua culla. Imad, un bebè arabo-israeliano di poco più di un anno, non ha avuto pietà: si è rigirato per qualche secondo fra la manine quel viscido essere capitato strisciando nel giaciglio sbagliato, poi se l'è portato alle labbra e ha cominciato a rosicchiargli la testa con metodo senza lasciargli scampo alcuno. L'episodio - singolare anche nel vasto campionario dello strano ma vero - è avvenuto nel villaggio arabo di Shfaram, vicino a Nazareth.

E per quanto appaia incredible è certificato da testimonianze e immagini rimbalzate su quasi tutti i giornali d'Israele: pronti a dipingere ora il protagonista come un novello Ercolino della Galilea, nel ricordo di uno dei racconti più noti della mitologia classica. Per non gonfiare la vicenda oltre misura va detto che a lasciarci la pelle è stato, in questo caso, uno sventurato serpentello di 30-40 centimetri. Ma l'impressione rimane. A scoprire l'accaduto è stata ieri mattina la mamma di Imad che, inorridita, lo ha trovato tranquillo con la testa dei rettile fra i denti, come un ninnolo qualunque. La donna ha dato un urlo, invocando aiuto. Ma quando Imad è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale Rambam di Haifa, i medici hanno scoperto che stava benissimo.

Ad avere la peggio era stato il serpente - esemplare non velenoso, ma caratterizzato da un'allarmante somiglianza con una specie di vipera locale - del quale non si è potuto che decretare il decesso. L'animale, secondo lo zoologo Boaz Shacham, non ha avuto nemmeno la possibilità di fuggire perchè probabilmente intorpidito dal freddo di questi giorni: relativo, ma comunque piuttosto insolito per Israele anche nella stagione invernale. Papà Ashraf, in preda all'euforia per lo scampato pericolo, trabocca in ogni modo di fierezza. Tornato a Shfaram, ha proclamato ai quattro venti che Imad «è un eroe» in fasce.

E la sua foto - col piccolo in braccio e il serpente depositato a mò di trofeo in un contenitore di plastica - fa ormai il giro dei media. Imad vi appare con un berretto di lana decorato con la figura di Topolino (anche se forse sarebbe meglio una mangusta), mentre dà una mezza occhiata alla sua vittima senza tradire il minimo turbamento. Per lui, a quanto pare, l'unica cosa che conta adesso è tornare a spadroneggiare - al riparo dal fastidio di ospiti indesiderati - nella sua culla.

* Fonte Leggo

Serpente nella culla, bebè lo uccide a morsi

Serpente nella culla, bebè lo uccide a morsi

 
LONDRA - Pensava di avere un forte mal di stomaco e invece era in attesa di un bebè. Nato appena a poche ore dalla lieta scoperta, in buona salute e di poco più di 4 chili di peso. E accaduto all'Homerton Hospital, a Londra, il 23 febbraio scorso, anche se la notizia dell'insolito fiocco azzurro sta circolando solo in queste ore sulla stampa britannica.

Lesley Nicholl
, la madre del piccolo Nathan, ha tirato un bel sospiro di sollievo quando ha scoperto che suo figlio, il terzo per la 35enne, godeva di buona salute: non essendo al corrente di essere incinta si era sottoposta a due cicli di antibiotici prima di Natale e aveva lavorato fino all'ultimo. «Anche in ospedale - racconta - mi hanno detto che è un bimbo miracolato, perchè nato perfetto nonostante tutto».

La donna assicura di non aver avuto alcun segnale della gravidanza in corso. «Non avevo voglie particolari - spiega - nè tantomeno mi sentivo stanca o 'acciaccatà». E anche l'ago della bilancia che guadagnava terreno «non mi ha messa in allerta - spiega - perchè ho parecchi chili di troppo, certo non potrei passare per una modella», ironizza.

L'ostetrica dell'ospedale dove Nathan è venuto al mondo non nasconde la propria sorpresa. «Faccio questo lavoro da ben 22 anni - racconta Joan Douglas - non mi era mai accaduto di assistere una donna che non sapeva di essere incinta. È un caso molto, molto raro».

* Fonte Leggo

Ha forte mal di stomaco: dà alla luce un bebè

Ha forte mal di stomaco: dà alla luce un bebè

Ha forte mal di stomaco: dà alla luce un bebè
 
Ha 17 anni, ma ha ancora il corpo e il comportamento di un bebè di 6 mesi. È il mistero di Brooke Greenberg, una ragazzina rimasta 'congelata' nel tempo, che sta attirando l'attenzione di scienziati di tutto il mondo, come scrive il Times di Londra. Il sospetto è che il suo Dna possa mancare del gene che governa l'invecchiamento umano. Potrebbero emergerne scoperte scientifiche in grado di suggerire nuove terapie per malattie legate all'età, o addirittura svelare il mistero dell'invecchiamento. «Riteniamo - afferma Richard Walker, intervistato dal Times - che la condizione di Brooke ci presenti un'opportunità unica per comprendere il processo dell'invecchiamento. Riteniamo che abbia una mutazione nei geni che controlla il suo invecchiamento e sviluppo al punto che sembra esser stata congelata nel tempo. Se potremo confrontare il suo genoma con uno normale, potremmo essere in grado di inviduare quei geni e capire esattamente che cosa fanno e come controllarli». Questa ricerca sarà questa settimana al centro di una conferenza della Royal Society di Londra, alla quale parteciperanno i più importanti ricercatori del mondo sull'invecchiamento.

HA ANCORA I DENTI DA LATTE Gli scienziati sono convinti che questo sia regolato da pochi geni, il caso di Greenberg potrebbe aiutare a identificarli.  All'apparenza, la bambina, che vive con i genitori e tre sorelle del tutto normali in un sobborgo di Baltimora, sembra in tutto e per tutto un bebè di pochi mesi. Per 17 anni i genitori hanno continuato a cambiarle i pannolini o a darle ciucciotti. Brooke non cammina ma gattona soltanto, anche se ha imparato almeno a sorridere e ridere se solleticata. Tuttavia non ha mai appreso a parlare e ha ancora i suoi denti da latte. Ha però avuto anche gravi problemi di salute che più volte ne hanno minacciato la vita. «Brooke è semplicemente una bambina meravigliosa - dice al Times suo padre Howard Greenberg - è molto pura. Borbotta come un bebè di 6 mesi, ma comunque comunica e noi sappiamo sempre che cosa vuol dire». Greenberg aggiunge di esser favorevole all'esame del Dna se questo potrà aiutare altri. «La nostra ipotesi - spiega ancora il ricercatore Walker - è che soffra di un danno di uno o più geni che coordinano il modo in cui il corpo si sviluppa e invecchia. Se possiamo usare il suo Dna per trovare un gene mutante allora potremo fare dei test in laboratorio su animale per vedere se possiamo 'spegnerlì e arrestare a piacere il processo di invecchiamento. Questo - conclude con una certa enfasi lo scienziato - semplicemente potrebbe darci un'opportunità di rispondere alla questione del perchè siamo mortali».

* Fonte Leggo

Brooke Greenberg

Brooke Greenberg

Brooke Greenberg

Brooke Greenberg

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