Una blogger americana lancia il ?tettemoto? su Facebook
- 26/04/2010
- Pubblicato in notizieincredibili
E' vero che le relazioni sessuali illecite, provocate dagli abiti succinti delle donne, sono all'origine di un aumento dei terremoti? Per mettere alla prova questa teoria, avanzata da un ayatollah iraniano, una blogger americana ha proposto alle donne di tutto il mondo di indossare il 26 aprile abiti scollati che mettano in risalto i seni: un vero e proprio "tettemoto" (boobquake), come l'ha chiamato lei stessa.
Su Internet la risposta ha stupito la stessa promotrice, Jen McCreight. In continua crescita le adesioni sulla pagina dell'evento arrivata ormai a oltre 190mila sul social network Facebook, dove le donne che aderiscono all'iniziativa sono invitate a pubblicare le loro fotografie.
Ques"Con i nostri corpi provocheremo sicuramente un terremoto - ha affermato la McCreight, che si definisce 'femminista, atea e geniale'. Se ciò non dovesse avvenire, ha aggiunto, l'ayatollah "troverà una spiegazione razionale al perché la terra non ha tremato".
La promotrice dell'iniziativa, di West Lafayette, in Indiana, ipotizza anche che un solo terremoto colpisca proprio la sua città e uccida solo lei. In tal caso, afferma, "ciò sarebbe una prova dell'ira di dio".
L'ayatollah Kazem Sedighi, imam della preghiera del venerdì di Teheran, citato dal quotidiano Aftab, ha affermato che "le catastrofi naturali sono conseguenze dei nostri comportamenti". "Molte donne vestite in modo non appropriato - ha aggiunto - corrompono i giovani e l'aumento delle relazioni sessuali illecite fa aumentare il numero dei terremoti".
"Ritengo - ha detto la blogger americana - che quando qualcuno dice qualcosa di stupido e odioso, una risposta seria non porti a niente. A volte è meglio ricorrere ad una sana ironia".
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* Fonte Tgcom

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Polemiche negli Stati Uniti su una mamma blogger della Florida, Shellie Ross, che scrive sul blog Momdot.com, che ha annunciato «in diretta» ai suoi 5.000 seguaci su Twitter la morte del figlio Bryson, annegato nella piscina di casa. L'uso del servizio di microblogging durante una tragedia ha provocato ondate di indignazione. «Per favore pregate come non avete mai fatto, perché il mio bambino di due anni è caduto nella piscina", aveva "cinguettato" Shellie ai suoi contatti. E cinque ore dopo che il figlio era stato dichiarato morto, la Ross ha di nuovo annunciato su Twitter: "Ricordando il mio bambino da un milione dollari", con tanto di foto di Bryson. In risposta alle polemiche la Ross ha reagito con insulti: "Chiunque mi critica merita di marcire all'inferno". Sconcertati molti psicologi ed esperti di comunicazione: "Per tanta gente la comunità di Twitter o di Facebook funziona come rete di sostegno", ha osservato Lisa Neal Gualtieri, che insegna medicina della comunicazione alla Tufts University di Boston: "E tuttavia è difficile capire come uno si possa mettere al computer o al cellulare per scrivere un messaggio in un momento così eccezionale come la morte di un figlio".