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Sognavano di sposarsi e di avere molti figli, ma dopo il matrimonio, per una coppia americana il sesso si è trasformato in un incubo. Lei ha scoperto di essere allergica allo sperma del marito e dunque di non poter rimanere incinta. I due, Mike e Julie Boyde, hanno scoperto l'incompatibilità soltanto dopo le nozze, quando hanno interrotto i rapporti protetti e hanno iniziato a fare sesso senza preservativo.

Prima di sposarsi, nel 2005, Mike e Julie si sono frequentati per due anni, dopo essersi conosciuti in università. Tra i due il colpo di fulmine è stato immediato e anche l'intesa sessuale è sempre andata a gonfie vele. Fino alla prima notte di nozze. Una volta abbandonato il sesso protetto per avere dei figli, la coppia ha iniziato infatti ad avere seri problemi a letto. "C'era qualcosa che non andava, qualcosa che mi faceva andare in panico - ha spiegato Julie durante un documentario -. Era come se qualcuno stesse infilando degli aghi dentro di me. Era dolorosissimo, spaventoso".

Il dolore durava anche per settimane dopo il rapporto sessuale e talvolta comparivano anche delle macchie e delle vesciche molto insolite. Inizialmente i medici non hanno saputo individuare il problema, ma poi un amico di famiglia è riuscito a ipotizzare l'allergia al plasma del liquido seminale. "Il corpo di Julie riconosce lo sperma come una proteina estranea e pericolosa, così le mucose lo respingono provocando gonfiore, prurito e infiammando le terminazioni nervose"; ha spiegato il dottor Abndrew Goldstein, del Centro medico dell'università di Cincinnati.

Oltre a provocare gravi disturbi, secondo quanto verificato dagli esperti, la singolare allergia di Julie uccide inoltre gli spermatozoi del marito, rendendo di fatto impossibile qualsiasi inseminazione degli ovuli. Ogni tentativo di fecondazione assistita non ha dato alcun esito e la coppia, dunque, alla fine ha deciso di ricorrere all'adozione.

* Fonte Tgcom


Mike e Julie Boyde

Mike e Julie Boyde
 
Se l'è "vista" davvero brutta, in tutti i sensi. Irmgard Holm, sessantenne dell'Arizona, ha confuso la boccetta della colla attaccatutto con quella del collirio, di cui doveva mettere una dozzina di gocce ogni sera negli occhi.

"Le boccette sembrano tutte uguali - ha detto alla Fox di Phoenix - improvvisamente ho sentito un bruciore fortissimo, non capivo perché". Irmgard, che un anno fa si era sottoposta ad un intervento di cataratta, è subito corsa in bagno a ripulire gli occhi con acqua fredda, ma la colla aveva già iniziato a corrodere l'occhio: dopo pochi secondi, le palpebre erano chiuse. Solo un'operazione di urgenza ha evitato il peggio, salvando la vista della sessantenne.

Non è certo la prima volta che qualcuno scambia la boccetta del collirio con quella della "supercolla": i casi come quello di Irmgard sono all'ordine del giorno, tanto che la Food and Drug Administration statunitense ha istituito una casistica che documenta questo tipo di inconvenienti, che possono essere assurdi quanto tragici. Dopo il caso della Holm, la FDA ha chiesto con convinzione ai produttori della colla a modificare forma e grandezza delle boccette, per risolvere finalmente il problema. "Questi flaconcini devono essere ritirati dal mercato - ha detto Irmgard alla Fox - la mia esperienza è stata terrificante, non la auguro a nessuno. Ma poteva capitare a chiunque".

* Fonte Leggo


Irmgard Holm

Irmgard Holm

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Salsa piccanteVolevano dimostrare di avere uno stomaco di ferro, a prova di "incendio", ma sono finiti in ospedale. Dieci studenti tedeschi contro la salsa piccante: la vittoria è andata a quest'ultima.

Gli studenti, tutti di 13 e 14 anni, frequentano una scuola superiore ad Augsburg, in Germania. Il gruppetto di ragazzi si è voluto cimentare in una sorta di prova di coraggio, ingurgitando una salsa piccante a livelli record: 200 volte in più di una salsa normale. I risultati si sono visti: il bruciore è stato così forte, che hanno dovuto chiamare un'ambulanza. In tutto, i sanitari ne hanno raccolti 8. In ospedale sono stati tenuti in osservazione per una notte, giusto il tempo di far digerire ai i loro stomaci quella bomba hot.

La Croce Rossa ha detto che i ragazzi se la sono davvero vista brutta, perché secondo una scala usata per dire quanto un alimento sia piccante, la salsa bevuta dagli studenti aveva un valore pari a 535.000, contro i 2500 di una convenzionale salsa Tabasco.

Fonte GoogleNews, Asylum