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Si parla sempre male della burocrazia italiana e invece, questa storia, almeno stavolta mette in luce le carenze degli efficentissimi americani: un tribunale di Boston ha convocato in qualità di giurato Sal Esposito. Non un italo americano bensì un micio. Il gatto dovrà comparire il prossimo 23 marzo alla Corte Suprema e questo perché la sua padrona, ben specificando che si trattava di un felino, lo aveva inserito nello stato di famiglia.

A nulla sono valse le proteste della sua padrona che ha più volte ripetuto che si è trattato di un malinteso.

Tutto nasce dal fatto che Anna Esposito, la padrona dell'animale, "Sal", lo ha inserito nel censimento 2010, ben specificando che si trattava di un felino, fatto, questo, probabilmente sfuggito alla macchina burocratica Usa. La notizia è stata riportata dal quotidiano inglese "Daily Mail".

Sal si dovrà dunque presentare come giurato alla corte Suprema di Boston il 23 marzo. E la signora Esposito si chiede ironicamente come farà a rispondere all'eventuale avvocato dell'accusa o della difesa: "Quando gli chiederanno colpevole o non colpevole cosa farà? Dirà miao?". Anche il marito di Anna Esposito è molto sorpreso: "Com'è possibile? Gli piace stare seduto sulle mie ginocchia mentre guardiamo le serie poliziesche alla tv, ma nonostante tutto non è qualificato per fare il giurato".

* Fonte Tgcom


Anna Esposito

Anna Esposito

Anna Esposito

Anna Esposito
 

Martine Mallard, 53 anni, ha ottenuto dalla giustizia francese l'autorizzazione a sposare, a titolo postumo, il suo fidanzato, Alain Duvignacq, ucciso da un cancro a pochi giorni dalla data originaria delle nozze. Il via libera del presidente Nicolas Sarkozy ha messo fine alla battaglia di tre anni condotta dalla donna. Così il matrimonio si è tenuto a Saintes, nell'Ovest del Paese, come riferisce il quotidiano Le Parisien.

Il marito, Alain Duvignacq, ex ferroviere, è stato fuminato dal cancro a 53 anni, pochi giorni prima delle nozze, fissate per il 30 luglio del 2007. Da allora, Martine, che è dipendente di una scuola materna, venuta a conoscenza di una procedura che autorizza il matrimonio postumo, ha combattuto fino ad ottenerne l'autorizzazione amministrativa.

Nonostante le pubblicazioni delle nozze dimostrassero chiaramente la volontà del defunto, la gendarmerie di Saintes ha aperto una lunga inchiesta su una procedura molto rara in Francia. Ma alla fine l'ha spuntata la donna.  

Oggi, a chiedere i matrimoni postumi sono soprattutto le compagne di soldati o di poliziotti morti nell'esercizio delle loro funzioni. Un anno fa, la 20enne Aurelie aveva sposato Aurelien, deceduto in Afghanistan.

* Fonte Tgcom


Francia, donna sposa il compagno morto da tre anni

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