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Jackie DeVita stava per morire: cancro, allo stato terminale. Ha chiamato sua sorella, Colleen, e le ha regalato il suo anello di matrimonio che la univa a Richard, suo marito; poi, le ha chiesto l’impegno più grande della sua vita. Ovvero, di sposare Richard e di badare per il resto della sua vita ai loro due figli. Tre mesi dopo la morte di Jackie la sua “gemella irlandese” Colleen – termine utilizzato per definire due sorelle nate nello stesso anno solare: e Jackie e Colleen sono nate a “cinquanta settimane di distanza” – è diventata la signora DeVita.

DUE SORELLE – Due sorelle molto diverse, sebbene quasi uguali per aspetto: Jackie una donna molto decisa, “che sapeva sempre quel che voleva”, a cui piacevano i vestiti e la vita; la sorella più piccola invece era un “maschiaccio” a cui piacevano gli sport. Ma “entrambe amavano ballare e cucinare”. Entrambe cresciute a New York, Colleen si era però poi trasferita in Florida dove era diventata assistente odontoiatra. La sorella l’aveva raggiunta poco tempo dopo ed entrambe avevano iniziato a lavorare nello studio del dottor Richard DeVita:Jackie e il dottore si sposarono poco tempo dopo e acquistarono una gigantesca proprietà rurale vicino a Venice, sempre in Florida: “In questa casa tutto parla di Jackie”, dice la sorella, ora signora DeVita, zia e ora madre dei bambini della coppia. Colleen non è mai stata un’intrusa in casa DeVita: “Stavamo sempre insieme, io, Jackie e Richard. Amavo mia sorella”, dice ora la nuova madre dei bambini: e in effetti l’anello, che Jackie ha dato alla sorella, non era proprio un simbolo della coppia: “Rappresenta noi tre”.

IL PIANO DI DIO – E forse anche i tre figli , Richie, Mikey and Gabby – il fratello di mezzo, Mikey affetto dalla Sindrome di Down; figli a cui probabilmente ora manca la mamma; e che forse ricordano quel giorno in cui la madre è stata contattata telefonicamente dal medico che gli ha spiegato la ragione dei suoi mal di testa: “Hai un tumore delle dimensioni di un’arancia nel retro della scatola cranica”. Jackie ha combattuto, è stata sottoposta ad una massiccia operazione di lobotomia – “che le ha portato via molta della personalità”, racconta la MSNBC – ma non ce l’ha fatta. E a raccogliere il testimone c’era la sorella: “Tutti ci chiedevamo perché Colleen non avesse trovato qualcuno da sposare”, racconta oggi Richard. “Forse”, che andasse così, “era il piano di Dio”.

* Fonte Giornalettismo

'Sto morendo, sposa mio marito e cresci i miei figli'

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ULVERSTON - E’ coraggiosa Alice Pyne, una 15enne che sta lottando contro il cancro e ha deciso di scrivere una lista delle cose da fare assolutamente prima di morire. L’adolescente sta combattendo contro il linfoma di Hodgkin da quattro anni. “Sembra che non vincerò la mia battaglia. Il cancro si sta diffondendo nel mio corpo”, ha scritto sul suo blog. “E’ difficile, io ci sto mettendo tutte le mie forze e so che ci sono così tante cose che ho ancora da fare. In ogni caso, la mia mamma mi dice sempre che la vità è ciò che facciamo di essa”.

Alice ha così scelto di non abbattersi e ha realizzato un elenco con tutto ciò che ha intenzione di fare prima di andarsene. La lista include il nuotare con gli squali, l’incontro con i Take That, far partecipare il suo cane Mabel ad uno show e visitare il Cadbury World per mangiare un sacco di cioccolato. A ispirare Alice è stato il film del 2008 ‘The Bucket List’ con Jack Nicholson e Morgan Freeman. I due attori interpretano due malati terminali che iniziano un viaggio per fare tutto quello che desiderano prima di “tirare le cuoia”.

Alice, di Ulverston (Cumbria) descrive la sua occupazione come “combattente del cancro a tempo pieno”. Sul blog scrive: “Non ho ancora finito l’elenco. Andando avanti aggiungerò quello che mi verrà in mente. Non mi aspetto di riuscire a fare tutto, ma volevo comunque metterlo nero su bianco”.

* Fonte Leggo

15enne ha il cancro, scrive 'lista' prima di morire

15enne ha il cancro, scrive 'lista' prima di morire

15enne ha il cancro, scrive 'lista' prima di morire
 

Una cliente 66enne di una banca, ha affrontato una presunta rapinatrice in una filiale di Oakland Park, Florida, e l’ha trattenuta fino a che sono arrivate le forze dell’ordine.

Quando le forze dell’ordine hanno chiesto alla cliente perché fosse intervenuta, lei ha risposto:  “Sto morendo di cancro, immagino di non aver nulla da perdere e non volevo vedere la sospetta rapinatrice farla franca”.

La cliente, Helen Dunsford, ha poi aggiunto: “L’FBI mi ha chiesto di non parlarvi. Lasciate che i fatti vengano confermati dal dipartimento di polizia, che le cose procedano.”

Quando le è stato chiesto se stava bene dopo l’alterco, Dunsford ha risposto: “Sto bene. Grazie.”

Secondo quanto ricostruito dagli ufficiali, il tentativo di rapina è avvenuto prima di mezzogiorno presso un istituto della Bank of America, in 150 E. Prospect Road, quando una donna ha messo la mano nel suo borsello ordinando a tutti di mettersi a terra e chiedendo soldi.

La donna era entrata in banca accompagnata da un uomo, ma quest’ultimo è uscito quasi subito dall’edificio, sostiene Pat Kaveney, un cliente che era in piedi allo sportello in quel momento.

La donna rapinatrice si è avvicinata al lato anteriore dello sportello, ha chiesto $10,000 sostenendo di avere una pistola, dice ancora Kaveney. Quello è il momento in cui la Dunsford è entrata in azione. La Dunsford “Ha perso il controllo,” dice ancora il signor Kaveney.

“Le è corsa incontro, la ha afferrata con le braccia e la ha atterrata dicendo: ‘Ho il cancro. Se vuoi puoi ammazzarmi!’”

Non è la prima volta che la Dunsford è finisce sui giornali. Lei e suo marito, Bill Dunsford, l’anno scorso hanno pubblicamente protestato contro gli sforzi della città di Fort Lauderdale di pulire il loro cantiere, cosparso di oggetti depositati lì da 40 anni.

Essendo fallito il tentativo di rapina, l’uomo che era entrato in banca assieme alla sospetta rapinatrice, è ritornato urlando che lei (la rapinatrice) era malata mentale.

Non è chiaro se il complice è lo stesso uomo che le forze dell’ordine hanno poi portato via con la macchina della polizia. Dall’auto, l’uomo ha urlato agli agenti che la sospettata era malata mentale, e che lui aveva provato a farla andare via.

* Fonte absurdityisnothing

Non ha niente da perdere, 66enne malata di cancro sventa una rapina

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