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Veronica è l'ultima vittima del disastro nucleare di Chernobyl, avvenuto nel 1986. La bambina di 4 anni all'epoca non era ancora nata ma è stata comunque colpita dalle radiazioni che gli hanno fatto perdere quasi completamente la vista e probabilmente la vita se non viene subito operata.

Il suo viso è deturpato a causa delle radiazioni che hanno colpito il suo villaggio natale di Korosten in Ucraina. I medici hanno dichiarato alla Bild che il cancro che la colpisce è nato all’interno del suo nervo ottico e si è esteso poi in tutto il volto, spingendo i bulbi oculari sempre più in fuori dalle orbite. Per i medici non c'è nessuna speranza di salvare la bambina se continua a rimanere nel suo villaggio.

L'unica possibilità di aiutare la bambina è quella di portarla in Israele e farla operare. Purtroppo la famiglia di Veronica è molto povera e per affrontare un operazione del genere servono circa 40mila euro e la sua famiglia guadagna poco più di 100 euro al mese.

La madre di Veronika, Svetlana, di 31 anni, dice: "Mia figlia soffre tutto il giorno, a causa della malformazione non riesce a chiudere gli occhi che sono sempre asciutti e gonfi. Anche la notte è costretta a tenere gli occhi aperti e ormai non riesce neanche più a vedere”.

"Mi si spezza il cuore, ma ho sempre pianto in silenzio così lei non mi sente, il dottore mi ha detto che ha una forma di cancro molto rara e che l'unica speranza è quella di portarla in Israele per farla operare ma non abbiamo abbastanza soldi".

"Veronika era una bambina normale fino a quando lei aveva tre anni, poi ho notato che ha iniziato a strofinarsi gli occhi con maggiore frequenza. Erano molto rossi. In un primo momento abbiamo pensato che fosse un'allergia - e gli abbiamo dato del collirio ma sfortunatamente è un cancro".

La mamma ha dichiarato che porta la figlia nel parco per farla giocare un pò con l'altalena ma gli altri bambini appena la vedono scappano, anche gli amici d'infanzia ora evitano di stare a contatto con lei.

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Veronica, l’ultima vittima di Chernobyl chiede aiuto

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Veronica, l’ultima vittima di Chernobyl chiede aiuto

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urina in bottigliaUrina di bambino in vendita come cura per il cancro. È questa l’ultima mania in arrivo dalla Cina: la pipì si acquista online in piccole bottigliette del costo che varia dai 2 ai 200 dollari.

Secondo i venditori la pipì in bottiglia aiuta a combattere le malattie più disparate: dai disturbi renali fino al cancro. Il “segreto” dell’urina, assicurano i venditori, sta nella sua “purezza”: la pipì venduta, infatti, è presa da bambini minori di cinque anni, tutti rigorosamente allattati al seno e che vivono in aree rurali e poco inquinate.

Dong Jianyong è uno dei negozianti che vende la “medicina”. Per una bottiglia da 300 millilitri servono 200 dollari. Eppure il cinese spiega che una bottiglia relativamente piccola dura a lungo: per sprigionare le presunte proprietà terapeutiche dell’urina, infatti, bastano poche gocce mescolate alla zuppa.

* Fonte BlitzQuotidiano
 

Dopo un collasso polmonare era convinto, così come i medici, di avere un cancro ma una radiografia tempestiva ha dato una diagnosi sorprendente. Ron Sveden, 75 anni, americano di Cape Cod, nel Massachusetts aveva una pianta di piselli che gli stava crescendo nel polmone. Il germoglio aveva superato il centimetro di altezza ma è stato immediatamente rimosso dai medici che non sono certi di poter spiegare quanto accaduto.

Ron Sveden ora riesce a guardare alla faccenda con molta ironia e soprattutto un gran sollievo. Da mesi l'anziano pensionato stava lottando contro un brutto enfisema, quando all'improvviso le sue condizioni sono peggiorate. Finito in ospedale con un collasso polmonare, è stata necessaria una lastra per verificare non si trattasse di tumore.

I medici che hanno rimosso la pianta, di 1,25 cm non sono certi di avere una spiegazione. L'ipotesi più accreditata è che Ron abbia mangiato dei piselli, uno dei quali gli è andato di traverso ed è finito nell'albero respiratorio dove ha iniziato a germogliare. "Non so cosa sarebbe potuto succedere", ha spiegato l'anziano. "Magari - ironizza - la piantina sarebbe riuscita a completare la sua crescita e io avrei avuto un futuro alla Green Giant" ( il colosso mondiale dei legumi con un gigante verde per mascotte).

"In definitiva, la cosa veramente importante è non avere un cancro", taglia corto Ron. Che aggiunge un aneddoto: "In uno dei primi pasti che mi hanno servito in ospedale dopo l'intervento chirurgico, c'erano proprio dei piselli". L'uomo è stato dimesso ed è tornato a casa dalla moglie Nancy che chiosa con una battuta: "Dio deve avere davvero un gran senso dell'umorismo".

* Fonte Tgcom


Vi ricordo anche l'articolo "Si sente poco bene, medico gli trova nei polmoni un abete di 5 centimetri"


Ron Sveden

Ron Sveden

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