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Colpito da uno dei proiettili vaganti che hanno scosso la notte di Napoli, nella confusione della festa per il nuovo anno. Darco Sangermano, 28 anni, residente a Caselle Torinese, è stato colpito in faccia da un proiettile di piccolo calibro. Portato al pronto soccorso dell’ospedale, i medici gli hanno trovato la pallottola conficcata nel setto nasale. Il giovane ha starnutito e, come per magia, è uscita. E’ stato dimesso, quando ormai era giorno.

Darco era andato a Napoli proprio per festeggiare il capodanno con alcuni amici. Una festa tranquilla, nella calorosa città dei botti, dei colori, delle esplosioni che si inseguono fino all’alba. L’incidente è avvenuto in una traversa di piazza della Borsa, nei pressi di zona Forcella. Il giovane era in compagnia della fidanzata e, poco prima dell’una, aveva lasciato l’abitazione degli amici per fare un giro a piedi nel centro storico invaso dalla gente. Tutto attorno rumori e grida, in cielo i fuochi d’artificio, in strada i brindisi di auguri. Entrato in piazza Borsa, il giovane ha all’improvviso avvertito un forte bruciore al volto. La fidanzata lo ha visto sanguinare e ha chiamato i soccorsi. «Credo di essere stato colpito da un petardo, o da una pietra», ha ipotizzato rivolto ai medici del pronto soccorso, prima di scoprire quale fosse la situazione reale.

Il giovane è stato accompagnato all’ospedale «Loreto Mare». Qui i medici lo hanno sottoposto alle visite di routine. In seguito ad una Tac, è emersa la verità. «Lei ha una pallottola in testa. Deve essere subito operato. Non c’è tempo da perdere» gli hanno spiegato i medici. Colpito da un proiettile vagante, probabilmente sparato da una certa distanza. A questo punto Darco Sangermano è stato portato d’urgenza al «Vecchio Pellegrini» per una visita oculistica. E proprio qui è accaduto qualcosa che potremmo definire il miracolo di Capodanno. Mentre era in attesa di essere visitato da uno specialista, il giovane ha fatto uno starnuto violento e ha espulso spontaneamente il proiettile. L’oggetto è stato rigettato dal suo corpo senza alcun intervento chirurgico.

Il proiettile è stato sequestrato dalla polizia e il giovane è tuttora ricoverato in prognosi riservata anche se le sue condizioni non destano preoccupazioni. Ora attende solo di fare ritorno a casa.

* Fonte LaStampa


Darco Sangermano

Darco Sangermano
 
I famigliari in posa, sorridenti e, alle loro spalle, un giovane con la pistola spianata: è l'ultimo scatto di Reynaldo Dagsa, politico filippino, trucidato sulle strade della capitale. Il consigliere comunale di Manila ha catturato su pellicola il volto del suo omicida. Che nel frattempo è stato catturato.

Reynaldo Dagsa, membro del consiglio comunale di Barangay, a Manila, è stato ammazzato a colpi di pistola la notte di Capodanno. Il 35enne politico era sceso in strada davanti casa assieme alla moglie e le figlie. Decide di scattare qualche foto ai famigliari, ma da dietro una macchina parcheggiata spunta un giovane a volto scoperto con una calibro 45 in mano. È il suo assassino. Vengono sparati diversi colpi; l'uomo muore sull'ambulanza che lo porta in ospedale. Tuttavia, proprio grazie a quello scatto gli inquirenti riescono a catturare l'omicida. La foto trova infatti ampio spazio sulla prima pagina del Daily Inquirer, il giornale più venduto nel Paese. E nel giro di poche ore arrivano decine di segnalazioni.

Lunedì la polizia ferma un sospetto. Si tratta proprio dell'uomo che compare nella foto, un malvivente già noto alle forze dell'ordine. Il presunto criminale, riferisce la stampa locale, sarebbe uscito su cauzione qualche giorno prima dell'attentato. Anche il movente pare chiaro, ha spiegato il capo della polizia, Jude Santos: l'uomo, Michael Rollon, avrebbe voluto vendicarsi contro il consigliere che lo scorso anno aveva richiesto la sua detenzione in carcere.

* Fonte Corriere.it


Michael Gonzales
 
Per cinque anni, forse sei, non si è accorto di nulla ma già da tempo soffriva di ricorrenti mal di testa: è così che un cittadino polacco residente in Germania si è deciso ad andare da un medico ed ha scoperto che la causa di quelle periodiche emicranie era un proiettile calibro 22, che si era conficcato nella sua nuca una notte di Capodanno, mentre lui era completamente ubriaco. Ancora oggi, l'uomo, che ha 35 anni, non si ricorda esattamente quale inizio d'anno stava celebrando quando è stato colpito dalla pallottola vagante. Di certo era una festa di Capodanno, ha riferito la polizia di Bochum (Ovest) «nel 2004 o nel 2005», ha detto il polacco agli agenti.

Fatto sta, che il proiettile, lungo 5,6mm, non ha provocato alcun danno apparente e il malcapitato si era già dimenticato il giorno dopo di essere stato colpito perchè era «molto ubriaco». «Ci ha detto che si ricordava di avere accusato un dolore alla testa, ma che non voleva andare dal medico», ha raccontato un portavoce della polizia. La ferita si era poi rimarginata e l'uomo aveva sopportato per anni quei ricorrenti mal di testa. Solo venerdì scorso, il polacco si è deciso a farsi vedere per farsi rimuovere quella che credeva fosse una ciste, ma che in realtà era un' estremità del proiettile stesso ormai coperta dalla cute. Secondo la polizia, la pallottola era stata sparata in aria e ricadendo a terra era finita nella testa del polacco.

* Fonte Leggo

Ha un proiettile in testa, ma non lo sa: "Ero ubriaco"

Ha un proiettile in testa, ma non lo sa: "Ero ubriaco"

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