Ha rapinato la banca e poi ha chiesto un passaggio a un'auto dei carabinieri. E' accaduto a Castelluccio dei Sauri dove i militari hanno arrestato Giuseppe Chieti di 26 anni, ritenuto uno degli autori della rapina messa a segno il 3 ottobre alla filiale della Banca Popolare di Bari di Castelluccio dei Sauri. Secondo quanto accertato dai militari dell'Arma, giovedi' scorso due persone, di cui una con il volto coperto, sono entrate nell'istituto di credito.
Mentre quello con il volto scoperto, Giuseppe Chieti, distraeva un dipendente della banca chiedendo informazioni su un conto corrente, il complice e' entrato e ha minacciato altri dipendenti portandosi via circa 10mila euro. Durante la fuga mentre uno dei rapinatori e' fuggito con un'automobile condotta da un complice l'indagato e' stato costretto a fuggire a piedi per l'intervento di un cliente della banca. Chieti, disoccupato e padre di tre figli, e' fuggito trovando un nascondiglio in un uliveto nelle campagna di Castelluccio dei Sauri.
Dopo oltre un'ora il giovane e' uscito dal suo nascondiglio e si e' incamminato sulla provinciale fin quando ha incrociato un'auto chiedendogli un passaggio. Il mezzo pero' era un'autocivetta, un'automobile dei carabinieri che era gia' sulle sue tracce. Il giovane se ne e' accorto solo dopo alcuni minuti quando ha notatola paletta dell'Arma fuoriuscire dall'aletta parasole.
* Fonte AGInews

Protagonista un operaio di 28 anni di Alba (Cuneo), al quale la patente era gia' stata ritirata una volta, sempre per guida in stato di ebbrezza. L'altra sera, ad Alba, dopo aver bevuto, alla guida della sua auto e' incappato in un posto di blocco dei Carabinieri e, invece di fermarsi, ha accelerato per allontanarsi e avere qualche minuto per svuotare in bocca la confezione di salviette nella speranza che il profumo 'coprisse' l'alcol.
Quando i militari lo hanno raggiunto, non riusciva neanche a parlare bene per la quantita' di salviette che aveva ancora in bocca. I Carabinieri lo hanno portato in ospedale, dov'e' stato rilevato un tasso alcolemico di circa quattro volte superiore a quello consentito.
* Fonte blitzquotidiano





Voleva a ogni costo avere rapporti sessuali con la suocera. Un ucraino di 38 anni, esasperato dall'inappetenza sessuale della moglie, pretendeva un "risarcimento" dalla madre della donna, una connazionale di 45 anni, che, dopo le minacce di morte, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. E' accaduto a Bergamo. L'uomo è stato arrestato dopo aver opposto resistenza, barricandosi in casa, all'arrivo dei militari.
Stavano andando ad un addio al celibato a Firenze e, per fare uno scherzo al festeggiato, stavano spingendo un carrello per la spesa con dentro un enorme pene di gomma. La scena è stata vista dai carabinieri che, in un eccesso di zelo, o forse intimoriti dal fallo gigante, hanno sequestrato il carrello e il contenuto, denunciando il gruppo di 14 persone, per atti contrari alla pubblica decenza.
Oltre al pene di gomma, che in realtà era seminascosto da una coperta, il carrello conteneva altri oggetti osè. Gli amici del festeggiato stavano raggiungendo il ristorante, in centro a Firenze, a piedi e indossando dei camici bianchi con scritte scherzose e allusive.
La procura ha in seguito chiesto il dissequestro del carrello. Nel fascicolo non sarebbe stato iscritto alcun indagato.
* Fonte BlitzQuotidiano
Armato di sciabola da samurai e al grido “Allah è grande” è piombato nella caserma dei carabinieri di Pisa, in via Guido da Pisa. Il protagonista della singolare irruzione è un uomo di 33 anni, di nazionalità marocchina, che è stato arrestato.
MONTECATINI TERME - Chi offende i carabinieri su Facebook rischia grosso. Anche una denuncia. Potrebbe essere questa la lezione imparata da un ragazzo di 19 anni che, dopo essere stato fermato per un controllo e multato, ha offeso i carabinieri su Facebook. Per questo, con l’accusa di oltraggio, minaccia e diffamazione di pubblici ufficiali tramite sito internet, i militari lo hanno denunciato.
LA STORIA - Il giovane è stato fermato a Montecatini e multato da una pattuglia del nucleo radiomobile, perchè era senza cinture alla guida della propria auto. Già durante il controllo, ha reagito rivolgendo frasi oltraggiose all’indirizzo dei militari. Poi, una volta arrivato a casa, si è collegato al social network Facebook e ha rincarato la dose con parole pesanti. Qualcuno però ha segnalato il fatto all’Arma, che ha rintracciato il giovane aggiungendo la nuova accusa alla denuncia.
* Fonte Corriere.it