scuolazoo.com

Notizie incredibili

 

Feticista

Un uomo di Philadelphia ha ricevuto una condanna a vita per una serie di rapine a mano armata con l'aggravante di aggressioni a sfondo sessuale sulle donne, ordinando loro di togliersi le scarpe in modo da poter succhiare le dita dei piedi.
Richard Casey, 50 anni, noto come ""il bandito feticista dei piedi"", è stato condannato a scontare 57 anni di galera dal giudice Brown.
Due delle vittime di Casey erano in aula, quando Brown ha detto che Casey non sarà  più un pericolo per la società .
Casey era in libertà  vigilata per una rapina del 1992. Successivamente egli si è dichiarato colpevole il 13 Marzo a sei rapine e aggressioni sessuali sulle donne di età  compresa tra 21 e 55 in diversi quartieri di Philadelphia tra il novembre 2006 e gennaio 2007.

Fonte Philly.com

 

infetta

Un'altra storia di ordinaria e lucida follia. Lei si rifiuta di fare sesso con il marito sieropositivo e lui la infetta mentre dorme. L'uomo ora è in attesa di giudizio ma emergono ancora una volta i retroscena di un disagio che riguarda tutta la società  e dai quali nessuno è veramente al riparo. La vicenda si affaccia su scenari di disperazione e paure, come una bomba a orologeria che nessuno sa quando esploderà .

L'identità  della famiglia coinvolta è mantenuta segreta dalle autorità , ma quello che si sa di questa faccenda è abbastanza per trarre delle infauste conclusioni. I fatti, accaduti in Nuova Zelanda, sono agghiaccianti: lei dorme e il suo lui la infetta con una siringa riempita con il proprio sangue, condannandola a morte certa. "Ora che siamo uguali faremo ancora l'amore e non mi lascerà ". La donna, consapevole dello stato del marito, ha preferito astenersi da ogni rapporto sessuale per amore dei figli. "Ho solo voluto che i nostri figli potessero crescere nel migliore modo possibile, con entrambi i genitori e tutti sotto lo stesso tetto", dice lei.

I retroscena, così come raccontati, sono aberranti. La donna, che in passato si era sottoposta a a diversi controlli HIV di routine, nel mettersi una lozione sul corpo ha avvertito un bruciore, si è così accorta del piccolo foro lasciato dall'ago sulla pelle. Ha ripetuto i test e il verdetto è stato lapidario e crudele: sieropositiva. Qualche giorno prima che lo scellerato piano dell'uomo prendesse corpo, la donna lo aveva visto aggirarsi per casa con in mano una siringa, quando gli ha chiesto a cosa servisse lui è stato evasivo, rifiutandosi di rispondere. Interrogato dai giudici il disperato è riuscito a dire soltanto "Mi dispiace" ma non è sufficiente nè a spiegare il folle gesto nè a illustrare tutta la disperazione delle sue azioni. Le carte processuali lasciano trapelare disagio, rabbia e dolore, un dolore che evidentemente ha portato alla pazzia.

L'uomo, già  dietro le sbarre in attesa di giudizio, rischia fino a 14 anni di carcere. Ma il dramma segnerà  la famiglia per un periodo molto più lungo.Si consuma un'altra tragedia in nome dell'indifferenza e della paura di restare soli.

Fonte Tgcom.

 

Identico a ladro, un mese in cellaHa passato un mese in carcere per colpa della sua incredibile somiglianza con un rapinatore. L'uomo, che aveva precedenti penali per rapina, è stato poi scagionato dal vero autore del colpo. Il pregiudicato, dopo essere stato arrestato a novembre con l'accusa di aver compiuto, armato di taglierino, una rapina da 18mila euro ai danni di una banca a Cornaredo nel Milanese, è stato liberato.

Antonio R., questo il nome dell'uomo arrestato per errore, era finito dietro le sbarre insieme con Antonino Oddo: i due erano entrambi accusati di aver eseguito la rapina alla filiale di Cornaredo. A inchiodare Antonio R., il "gemello" del vero ladro, era stato il filmato delle telecamere della banca. Ma a complicare le cose per lui c'era anche il fatto di essere già stato arrestato in passato per una rapina compiuta a Milano in compagnia dello stesso Oddo. Questa volta però, Oddo, davanti al gip, aveva ammesso le sue responsabilità e, senza fare il nome del complice, aveva scagionato completamente Antonio R., confermando così la sua dichiarazione di totale estraneità al fatto.

A quel punto, il gip ha disposto un supplemento d'indagine che si è concluso soltanto domenica con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Domenico Cosmai, un pregiudicato di 40 anni, già detenuto a San Vittore dal 14 luglio scorso, giorno in cui fu arrestato perché trovato in possesso di un chilogrammo di cocaina.

Cosmai, residente a Bisceglie (Bari) ma domiciliato a Cesano Boscone (Milano), "straordinariamente somigliante ad Antonio R." è stato però riconosciuto sempre nel filmato registrato nel corso della rapina dai carabinieri del Nucleo operativo di Corsico (Milano), che lo conoscono da tempo come "un balordo di medio livello criminale".

Fonte Tgcom