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Notizie incredibili

 
monaco buddistaLo hanno riferito un medico e alcuni quotidiani locali. Il monaco, 35.enne, il cui nome non è stato reso noto per ragioni di privacy, ha concesso allo staff medico dell'ospedale di Maharai, 780 km a sud di Bangkok, di curargli la ferita, ma ha rifiutato un reimpianto. "Abbiamo curato la ferita, messo alcuni punti, ma non ha voluto che gli venisse riattaccato il pene perchè ha detto di aver abbandonato tutto", ha rivelato un medico. 

(FONTE: Reuters, 2006)
 

Barattano figlio per un cellulare

Grazie a Marco per la segnalazione!

Una giovane coppia cinese cerca di vendere il proprio neonato per acquistare un cellulare. Una vicenda che deve fare riflettere perchà animata non solo dalla voglia di raggiungere uno status symbol che, si crede, solo il progresso possa fornire, ma spinta soprattutto da una totale e rovinosa alienazione dei valori fondamentali che non hanno nè razza nè credo.

Hanno cercato di vendere il proprio figlioletto nato soltanto da sei giorni per la somma di 2.500 yuan, l'equivalente di 250 euro circa, per potersi comprare un cellulare. Il padre, un 21enne della provincia cinese di Chongqing e la madre 19enne sono stati denunciati da alcuni testimoni che hanno assistito increduli alla scena. L'acquirente, un 43enne, avrebbe poi rivenduto il bimbo ad una coppia disposta a pagarlo 10mila yuan (poco meno di mille euro). La Polizia fa sapere che il padre, disoccupato, non ha nessuna voglia di anteporre i bisogni del figlio ai suoi mentre la madre, con naturalezza, ha chiesto che le fosse riconsegnato il bambino, dichiarandosi pentita di quanto ha fatto. Le autorità  sottolineano la totale mancanza di doti genitoriali della coppia e opteranno per l'affidamento del bimbo.

Il piano dei due è stato sventato ma, in un asettico silenzio, soprattutto nelle zone del mondo in cui per diversi motivi la registrazione all'anagrafe non è vista di buon occhio, la vendita di bambini è una pratica diffusa. E non tutti hanno la fortuna di essere comprati da famiglie disposte ad amarli.

Fonte: Tgcom
 
Chen LushengUn funzionario della polizia cinese, morto a 38 anni per essere stato costretto a bere troppo alcool in un banchetto ufficiale, è stato dichiarato un «martire» che ha perso la vita «nell' adempimento del suo dovere». Lo scrive oggi il quotidiano China Daily, denunciando la pratica dei brindisi - «ganbei» in cinese - diffusa tra i funzionari cinesi, soprattutto nelle province. Non esiste occasione ufficiale che non si concluda con un banchetto durante il quale i partecipanti fanno una sorta di «gara di cortesia» proponendo in continuazione «ganbei» in onore dell'uno o dell'altro ospite. I «ganbei» vengono fatti con il «baijiu», la grappa cinese spesso di pessima qualità. Il 28 ottobre scorso il funzionario Chen Lusheng, che si era fatto la fama di essere un forte bevitore, si è sentito male dopo uno di questi banchetti nel distretto di Boan, nella provincia meridionale del Guangdong. In seguito, Chen ha vomitato e si ritiene che sia morto per soffocamento. Fonti della polizia locale hanno spiegato al China Daily che la decisione di elevare Chen allo stato di «martire» è stata presa per poter aumentare l' indennizzo che spetta alla sua famiglia che passa da 360mila a 650mila yuan (dieci yuan equivalgono ad un euro). La famiglia non è rimasta soddisfatta e insiste nel chiedere un indennizzo di 4,8 milioni di yuan. Chen, ricorda il giornale, non e la prima vittima della «cultura del ganbei». In precedenza un funzionario di 47 anni è morto per consumo eccessivo di alcool dopo un banchetto a Wuhan (provincia dell' Hubei); il mese scorso, il segretario del Partito Comunista locale è morto in un villaggio dell' Anhui dopo aver offerto un banchetto a due imprenditori in visita.

Fonte Leggo, BlitzQuotidiano, Il Messaggero