Cheryl Cohen Greene è una partner surrogata che ha deciso di vivere fornendo
sesso alle persone che non riuscivano ad avere rapporti intimi. Ha raccontato la sua storia al San Francisco Chronicle.
Per 38 anni Cheryl ha aiutato ogni tipo di cliente, sposato e celibe, tra cui anche persone non avevano mai avuto un rapporto sessuale. Uno dei suoi clienti è stato il poeta e giornalista Mark O’Brien, colpito dalla poliomelite all’età di 6 anni e che è stato costretto a vivere la maggior parte della sua vita con un polmone di acciaio. Si sono conosciuti nel 1986, quando Mark aveva 36 anni. Lui assunse Cheryl come partner sostituta e rimasero amici fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta nel 1999. La loro storia è diventata un film “The surrogate”, che sarà presentato il prossimo 23 gennaio al Sundance Film Festival e prende spunto da un articolo scritto da O’Brien nel 1990 per il The Sun magazine della North Carolina. Scritto e diretto da Ben Lewin, è stato girato la scorsa primavera a Santa Monica con un budget di 1,3 milioni di dollari.
Charly oggi ha 67 anni, lavora ancora come partner sostituta. Accoglie i clienti nel suo studio di Berkeley. Nata e cresciuta a Salem, in Massachussetts, si è poi trasferita a Berkeley nel 1968. Si è sposata due volte e ha due figli, di 43 e 46 anni, avuti dalle prime nozze. Si è formata frequentando corsi di sessuologia, ha imparato la “focalizzazione sensoriale” e ad interagire con persone che soffrivano di eiaculazione precoce, impotenza, mancanza di desiderio, o bloccate dalla semplice inesperienza sessuale. La signora Greene, che, a dispetto dell’età si mostra attraente e dinamica, è convinta che le loro preoccupazioni siano spesso radicate nel trauma precoce o nella vergogna. Nel suo lavoro si coordina con psicoterapeuti che studiano le disfunzioni sessuali. Tra i suoi clienti ci sono disabili, come nel caso di O’Brien. Hanno desideri e curiosità sessuale come tutti, ma spesso non possono dare sfogo al loro istinto come le persone lontane dai gravi problemi fisici.
* Fonte Giornalettismo


L’inglese The Guardian riferisce di uno chef moscovita che avrebbe ucciso il suocero 82enne, macinandone poi le carni per preparare i chebureki – piccole pizzette ripiene e fritte, molto apprezzate in Russia – da servire ai clienti del suo ristorante. Secondo la notizia – data, curiosamente, all’interno di un servizio su tutt’altro tema – lo smercio dei pasticcini è proseguito per tre giorni prima che la polizia sia intervenuta, arrestando il cuoco e consegnandolo a un istituto psichiatrico. Il nome del ristorante, a quanto pare molto frequentato, non è stato reso pubblico.
* Fonte essentialnews

Una nuova iniziativa, sicuramente intelligente ma che sicuramente farà parlare.
Il proprietario di un ristorante situato in Arabia Saudita ha deciso che d’ora in poi i clienti facoltosi che ordineranno più cibo di quanto possano mangiarne e che dunque lasceranno il piatto pieno, verranno multati dal ristorante con una penale.
Fahad Al Anezi, proprietario del Marmar Restourant a Dammam, ha dichiarato di aver preso questa decisione per combattere un fenomeno crescente di spreco del cibo.
“I clienti facoltosi, spesso vengono al ristorante e ordinano appositamente più cibo di quanto riescano a mangiare, per palesare il proprio status e per aumentare se possibile il proprio prestigio sociale. Purtroppo però il cibo avanzato dobbiamo buttarlo.”
L’uomo dichiara che il suo intento è quello di rendere i clienti un po’ meno stravaganti, soprattutto con il cibo e con gli sprechi.
Così è stata introdotta la tassa per tutti coloro che lasceranno il cibo nel piatto, più cibo lasceranno, più dovranno pagare.
Il fenomeno a quanto pare si sta diffondendo anche da noi, quest’estate sono stato in prima persona testimone di un caso simile, un uomo con moglie e figlioletto con al tavolo una paella per almeno 10 persone. Ovviamente 3/4 sono avanzati.
* Fonte absurdityisnothing

Nella regione del Vaucluse, in Francia, non si parla d'altro che del nuovo salone di bellezza dove le
parrucchiere lavorano in tenuta a dir poco sexy. La ferrea divisa imposta alle ragazze prevede lingerie e topless, per la gioia dei clienti che accorrono numerosi.
* Fonte Tgcom
Si è autodefinita un '
surrogato sessuale', Mare Simone, 54 anni, una vita al 'servizio' degli uomini.
Mare è stata infatti con circa 1.500 uomini, per la maggior parte già sposati o fidanzati. Esperta qualificata di terapia sessuale, negli ultimi 23 anni ha avuto più o meno 10mila
clienti: e proprio tra i suoi clienti ha 'pescato' le sue centinaia di amanti. "
Mi sono guadagnata da vivere facendo sesso con uomini di altre donne - ha detto al Sun - ma non sono né mi sento una prostituta. Fare
sesso con i miei clienti fa bene a me e a loro, fa parte della terapia. D'altronde, la gente paga per avere consigli e per risolvere i propri problemi:
io non faccio altro che migliorare la vita sessuale degli uomini e nello stesso tempo aiuto anche quella delle loro mogli e delle loro fidanzate".
Mare, che è ovviamente single e vive a Londra, quartiere Chelsea,
ha circa cinque clienti al giorno. "Sono clienti di tutte le età e di tutte le professioni - racconta - di solito gli uomini hanno problemi di erezione o di
eiaculazione precoce, o
vengono mandati da me dalle loro mogli perché non le soddisfano. Prima di venire, fanno tutti i test sulle malattie sessualmente trasmissibili, e quando facciamo sesso usano sempre il preservativo. Anche le donne a volte vengono da me: di solito perché non riescono a raggiungere l'orgasmo. In generale, il mio lavoro è far capire alle persone che i loro problemi non sono fisici, ma solo mentali: e io aiuto loro a risolverli".
* Fonte Leggo
Per rappresaglia nei confronti di una parente, dopo un acceso litigio, avrebbe realizzato un
sito internet in cui la donna faceva pesanti avance sessuali ai visitatori on line, mettendo in rete oltre a una sua foto, anche la sua identità, la residenza e il numero di telefono. E' l'accusa contestata dalla polizia postale di Catania a un romeno di 29 anni, denunciato per molestie e sostituzione di persona nei confronti di una connazionale.
A scatenare l'ira del pirata virtuale sono stati dei banali dissidi familiari. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia della vittima, che al suo telefonino aveva ricevuto diverse richieste di incontri a fini
sessuali da parte di uomini. Di fronte alle proteste della donna, questi le spiegavano di aver chiamato dopo avere visitato il suo sito su Internet. Agenti del compartimento della polizia postale della Sicilia orientale sono riusciti a risalire all'autore del gesto, un
parente di 29 anni della vittima, suo connazionale. L'uomo è stato indagato dal sostituto procuratore Salvatore Faro, che ha coordinato le indagini.
* Fonte Tgcom
La donna nella foto non è la protagonista della storia
Uno spagnolo di 30 anni ha decapitato la fidanzata e poi è andato a bere in un bar, portando in un borsone la testa della donna. Lo riporta oggi il quotidiano iberico Abc. Ai clienti del bar Pepin di Villarubia, piccola cittadina nella campagna vicino Cordoba, Josè Angel Gallardo ha detto: «Ho fatto una cosa molto brutta, starò via 50 anni, mi metteranno in prigione».
Ma nessuno gli ha creduto, nemmeno quando ha detto agli avventori di avere portato la testa della sua donna, che aveva appena ucciso, nella borsa che aveva con sè. Ma era tutto vero. Per ragioni ancora sconosciute il giovane, soprannominato El raton (il topo, ndr) poco prima aveva ucciso la compagna Rocio Torrera, 30 anni, con la quale viveva da circa 12 mesi. Le aveva tagliato la testa con un grosso coltello, l'aveva messa in una borsa e l'aveva portata con sè. Prima in casa dei genitori, poi al bar, per bere una birra.
Nessuno però l'aveva preso sul serio, nonostante avesse delle macchie rosse che sembravano di sangue sulla camicia. Solo dopo alcuni clienti del bar hanno trovato la borsa accanto a tracce di sangue. L'hanno aperta ed hanno scoperto la testa della donna. Gallardo nel frattempo era salito su un traliccio dell'alta tensione dichiarando di volersi suicidare. Quando è arrivata la polizia si è gettato sui cavi, è precipitato al suolo ed è morto. Sotto il traliccio è stato trovato un coltello, forse quello usato per uccidere e decapitare la donna. Secondo Abc l'uomo aveva precedenti di violenza e droga. Nel 2007 aveva cercato di dare fuoco ai genitori. Era stato arrestato, ma un giudice lo aveva assolto per mancanza di prove.
* Fonte Leggo

