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Tortura e uccide il suo cane: condannato a 55 anni di carcere

USA - Lo hanno trovato agonizzante. Riverso su un marciapiede a Quincy negli Stati Uniti. Il veterinario che l'ha soccorso non credeva ai suoi occhi: ferite profonde, lividi, tagli, ustioni e numerose ossa rotte. Su quel povero corpo martoriato i segni spaventosi della furia di un folle, sadico, assassino. Danni irreversibili e una sofferenza fortissima hanno costretto il medico ad addormentarlo per sempre.

Altrove la cosa sarebbe forse finita lì. Ma la storia di Quincy ha avuto un altro esito: il torturatore è stato condannato a 55 anni di carcere: cinque anni per ciascuno dei 11 capi accusa. L'uomo arrestato dalla polizia si chiama Radoslaw Czerkawski, immigrato polacco senza documenti che lavorava prendendosi cura di una anziana della sua stessa nazionalità. All'imputato, che si è dichiarato non colpevole, è stata imposta una cauzione di un milione di dollari e gli è stato ritirato il passaporto. Una pena severissima anche perché la storia del cucciolo Doe (questo era il nome) ha avuto enorme eco sulla stampa degli Stati Uniti e addirittura più di 70.000 persone hanno prima chiesto l'arresto del torturatore e poi hanno seguito da vicino il processo.

A completare la particolarità del caso c'è stata l'indagine della polizia, che è avvenuta con tutti i crismi, proprio come se si dovesse dare la caccia a un serial killer. Infatti gli agenti hanno trovato tracce di peli e di sangue nella casa del sospettato e accertato che questi coincidevano con quelli del cane, secondo il test del Dna. Quindi il processo e la super condanna.

 

Le 5 condanne più assurde

Quando si commette un reato si può essere condannati a una reclusione o una multa, o entrambi nella peggiore delle ipotesi. Quando si tratta di reati lievi commessi da adolescenti, però, i giudici possono essere un po’ creativi; ecco quindi cinque delle condanne più assurde di sempre!

 

''Si tolga tutto'' e lei resta in topless al check in dell'aeroporto

INGHILTERRA - In nome della sicurezza nazionale si è spogliata al controllo pre-imbarco ma è stata condannata. E' accaduto nelle scorse settimane all'aeroporto di Manchester dove una donna ha preso alla lettera le disposizioni di un addetto al check in. "Si levi tutto" ha chiesto il funzionario Abdullah Mayet rivolgendosi a Kelly Hadfield-Hyde, una britannica di sangue blu. Lei, senza pensarci due volte, ha fatto come le è stato chiesto, levandosi cintura, giacca e anche il reggiseno. 

Subito è scattato il "sistema di sicurezza" e la donna è stata fatta rivestire. La vicenda è finita in tribunale: Kelly si è giustificata dicendo di di non aver fatto nulla di male e che "quell'uomo forse non parla bene l'inglese". Lui ha negato di aver mai detto tutto riferendosi all'intimo. Morale: un giudice l'ha condannata a 55 sterline di multa e a pagare le spese processuali.

Ovviamente, per evidenti ragioni di sicurezza, l'intera scena è stata filmata dalle telecamere a circuito chiuso. E finita in Rete.

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