NAPOLI, 21 FEB - Una divisa da ufficiale ed una piccola nave di cartone allestita su un passeggino con colori e insegne della Costa Concordia e la tragedia del Giglio diventa, a Napoli, un'idea per un costume di carnevale. ''Solo un costume ispirato ad un fatto di attualita' di cui tutti parlano'' spiega nonna Rosaria che ha ideato il travestimento per il piccolo Samuel, sei mesi. La famiglia risiede nel quartiere Marianella, alla periferia nord della citta'.
''Domenica scorsa - racconta Pasquale Nappi, di mestiere macellaio, padre di Samuel - c'era tanta di quella gente intono al bambino che non riuscivamo a camminare. Alcuni mi hanno chiesto le ragioni della scelta, vista la fama del personaggio indicato come responsabile del naufragio e della morte di molte persone - spiega Nappi - ma la nostra intenzione era solo quella di essere originali senza esprimere in nessun modo giudizi sulla persona Schettino''.
* Fonte ANSA


The Local parla di una campagna di reclutamento per nuovi infermieri avvenuta in Svezia a dir poco particolare.
L’ANNUNCIO – “Ci servivano solo delle infermiere, ma abbiamo colto la palla al balzo e abbiamo pensato di rendere un po’ più pepata la ricerca associandola a una campagna pubblicitaria. Lo spiega il manager Jörgen Andersson dell’ospedale Södersjukhuset di Stoccolma. Questo il testo dell’annuncio: “dovrete essere motivati, professionali e avere senso dell’umorismo. Dovrete avere un aspetto degno di una serie tv e farcirlo con un’intensa conoscenza in campo infermieristico. Se rispondete a questi requisiti siete i benvenuti alla scuola estiva del dipartimento di emergenza del Södersjukhuset”.
FOCOSE - “Abbiamo bisogno di persone che siano curiose e che abbiano una certa immaginazione”, ha detto la capo-infermiera Elisabeth Gauffin. L’annuncio è farcito di riferimenti diretti alla realtà televisiva svedese che richiamano all’attenzione immagini esplicite e provocanti, prese in prestito da un supplemento di un giornale locale. Ad esempio, il termine “TV-seriesnygga” può essere tradotto in una cosa simile a “focoso” e “bello”.
L’IMPORTANTE E’ IL TALENTO - Secondo Jorgen Andersson questo annuncio dovrebbe essere interpretato nella seguente maniera: “Pensiamo che la gente abbia capito che lo abbiamo scritto in questa maniera solo per attirare la loro attenzione”. Non è specificato se c’è bisogno di una foto da applicare al Curriculum Vitae, ma secondo Andersson non si tratta di un dato fondamentale. “Certo, un bell’aspetto è necessario, ma vogliamo un’infermiera qualificata e che sia perfetta nel suo lavoro. L’aspetto è secondario”.
* Fonte Giornalettismo


* Fonte absurdityisnothing



«Si dice che al cugino di una gli ha fatto certe moine». «Mica msolo a quello lì, sai. Anche a un altro, certo, una volta gli ha fatto vedere tutte le sue foto osè, quelle del calendario». «Anche al fidanzato di quella bella ragazza che lavora in città, l'altra sera gli ha permesso di baciarla».
Andate a Bagnolo Mella. Avvicinate una signora, una qualsiasi. Mi scusi signora, dove si trova il bar di Laura Maggi? Ma come, risponderà basita, anche lei va al bar di Laura Maggi? Sì, rispondete di sì. Scatenerete l'ira di un intero paese. Delle donne di un intero paese. Mogli, fidanzate, zitelle. Soprattutto zitelle. Eppure il bar di Laura Maggi ha un nome così chic, che fa tanto Parigi: Le café. «Fossero solo i caffè», commentano stizzite le donne. Già. Ci sono anche i vodka-tonic. Al venerdì sera, se ne vendono, di vodka-tonic, al bar di Laura Maggi.Forse perché sono squisiti. O forse perché «quella lì» il vodka-tonic lo serve sfoggiando un lembo di tessuto che chiama vestito, 30 centimetri di stoffa (millimetro più, millimetro meno) e trampoli che manco l'ultima sfilata di Jean Paul Gaultier.
Forse perché alle pareti del bar non sono appese riproduzioni di Matisse ma i calendari in cui Laura, ogni anno, si fa ritrarre in pose vuoi bucoliche, vuoi metropolitane, vuoi naif. Svestita. Il bar è sempre pieno, ovvio. Di uomini. E Bagnolo Mella è la Sant'Ilario cantata da De Andrè, con le signore adirate contro Bocca di rosa , pardon Laura Maggi. Le cui gesta echeggiano ben oltre il paese. A Bagnolo, invece, volano su facebook. Laura non fa in tempo a sfoggiare un abito argento, che è già pubblicato sul wall del gruppo Gli amici di Maggi Laura con i suoi 3mila e 543 adepti. Laura non fa in tempo a realizzare un calendario che il mese di gennaio è già postato. Per non parlare dei commenti alla gonna da collegiale. Sexy, certo. Un galantuomo, forse un letterato, scrive «Tanta bella roba! Mmmm». Un appassionato d'arte, forse un mecenate, pensa subito al Canova: «Sculturaaaaaa». Un altro chiede se Laura tornerà mai alla fiera di Montichiari.
Nel frattempo, la buona fede ripostanegli uomini si dilegua. Impossibile credere quando ti dicono che la donna è sensuale se sussurra, se si vela. Ma sì, ti dici, i pantaloni a vita alta sono meglio della minigonna. Sai quali fantasie possono suscitare? Chiedetelo a Bagnolo, cosa ne pensino dei pantaloni a vita alta. «Qui i pantaloni a vita alta non sanno più cosa siano», lamenta il sindaco Cristina Almici. «Ormai del paese si conosce solo il sexy bar». Le cittadine sono piuttosto agitate. «Solo? Direi furiose! Si sono persino rivolte ai carabinieri». Addirittura? «Certo. La signora Maggi è stata convocata al Comando. E ammonita verbalmente». Qualcuno le avrà pur dato il permesso di lavorare fino a notte fonda. «L'autorizzazione ce l'ha, ma che ne sapevo che avrebbe servito cocktail vestita così? Mi dia il tempo, sto pensando a un provvedimento. Qui l'ordine pubblico è andato a farsi benedire».
* Fonte corriere.it





LONDRA - Transgender a soli cinque anni. Sta facendo discutere la Gran Bretagna il caso del piccolo Zach Avery, che già dall'età di tre anni ha mostrato di "non riconoscersi" nel suo sesso maschile, e che ora, a cinque anni, si sente a tutti gli effetti una bambina.
Il servizio sanitario nazionale, che ha riconosciuto a Zach un disturbo dell'identità di genere, ha permesso al bimbo di essere circondato di attenzioni, soprattutto per l'interesse scientifico del caso, mai avvenuto in un bambino così piccolo. Secondo il racconto dei genitori, di cui parla il quotidiano britannico Telegraph, il bambino sarebbe stato un maschietto come gli altri fino a tre anni, per poi cambiare improvvisamente abitudini e gusti, scegliendo giochi e abiti per bambine e chiedendo ai genitori di poter crescere i capelli.
Di casi come quello di Zach ne avvengono almeno quattro o cinque all'anno nel solo Regno Unito (anche se mai in così tenera età): nella sua scuola materna, in Essex, hanno persino aggiunto, alle toilette per maschietti e femminucce, una terza toilette "neutra".
* Fonte Leggo



INCREDULITA’ – I commenti alla notizia rivelata dal giornale locale in lingua inglese The Local sono molto scettici: «Esistono tempi scientifici di sopravvivenza per l’essere umano: 3 minuti senza ossigeno, tre giorni senza acqua e tre settimane senza cibo. Certo, ci possono essere eccezioni, ma la notizia dell’uomo svedese sopravvissuto al gelo e alla fame per due mesi sembra una montatura», osserva in un post un lettore . Eppure sembra vero. Oltre al The Local, molti giornali stranieri si affrettano a dare la lieta novella: un uomo in Svezia è sopravvissuto per due mesi intrappolato in un'auto rimasta completamente coperta dalla neve in un bosco. Isolato e al gelo, non lontano dalla città svedese di Umea, nella contea di Västerbotten, pare che per tutto il periodo si sia nutrito esclusivamente di neve. L'auto è stata avvistata da un giovane che ne ha notato il tetto che spuntava dalla neve e che ha subito chiamato i soccorsi. «Ho visto uno strano movimento e ho capito che nell’abitacolo c’era qualcuno – ha dichiarato Ebbe Nyberg – una volta avvicinatomi ho notato una persona rannicchiata su sé stessa avvolta in un sacco a pelo. Quasi non era in grado di muoversi e parlare».
NEVE COME CIBO – Il sopravvissuto è stato ritrovato venerdì, visibilmente provato e debolissimo, e tra un sospiro e l’altro è riuscito a spiegare di essersi salvato grazie alla neve, di cui si è nutrito per tutto il periodo di «sepoltura». Inoltre sarebbe stato provvidenziale un sacco a pelo nel quale ha dormito per sessanta giorni. Secondo i medici infine si sarebbe salvato anche grazie a una sorta di effetto-igloo creato dall’aria attorno alla vettura ricoperta dallo spesso strato di neve, responsabile di una temperatura intorno agli zero gradi. In tutti i casi si tratta di un fenomeno di difficile spiegazione, anche considerate le temperature medie della zona che quest’anno hanno sfiorato i -30°. LA DINAMICA DELL’ACCADUTO – Il quarantacinquenne si trova ora all’Umea University Hospital dove gli sono state prestate le prime cure per il gravissimo stato di malnutrizione, ma i medici non ritengono sia in pericolo di vita. Dietro alla vicenda c’è comunque un’aria di mistero, alimentata anche dalla reticenza del protagonista che si è rifiutato di concedere interviste: nonostante la polizia non dubiti della versione del superstite, stupisce che nessuno avesse denunciato la sua scomparsa. Inoltre sono trapelate informazioni che sottolineano una condizione di malessere dell’uomo (la fidanzata lo aveva lasciato proprio quel giorno e l’uomo doveva restituire una consistente somma ricevuta in prestito e che potrebbero dare adito a versioni alternative dell’accaduto. Nelle vicinanze però non è stata trovata alcuna impronta e le informazioni emerse si incastrano perfettamente. Il luogo dove l’uomo è rimasto intrappolato rimane spesso isolato dalla neve e a rigor di logica la storia, per assurda che possa sembrare, è plausibile. Pur avendo del miracoloso. Ma l’adattabilità dell’essere umano, si sa, non finisce mai di stupire.
* Fonte Corriere




MOSCA – Il 24enne Timur Rimut è un tatuatore che vive nella Repubblica russa del Tatarstan. Timur si definisce un’artista che ama realizzare tatuaggi insoliti. Questa volta però, il ragazzo ha fatto il tatuaggio più incredibile della sua vita: ha preso il suo gatto sphynx (una razza particolare, senza pelo, originaria del Canada) in braccio, l’ha anestetizzato ed ha disegnato sul suo corpicino il tatoo “Carpe Diem” (in latino “cogli l’attimo” n.d.r).




