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Dipendente licenziato per un 'mi piace' su Facebook. Come alla Nestlè, un altro caso in Sardegna

SARDEGNA - Il dipendente di un'azienda di Villacidro (Medio Campidano) è stato licenziato per aver messo un like su un post di Facebook che il datore di lavoro ha ritenuto «denigratorio e diffamatorio». La vicenda segue di alcuni giorni un analogo fatto avvenuto alla Nestlè (Perugia) che, dopo un confronto con i sindacati, ha deciso di far rientrare il licenziamento di una dipendente, allontanata dal lavoro per un post su Facebook. 
Ora un nuovo caso: Marco Pinna, 40 anni, responsabile del reparto distribuzione ortofrutta della Cs&D, di cui è presidente del Cda Alberto Cellino, fratello dell'ex presidente del Cagliari Calcio, Massimo, nelle scorse settimane - ha anticipato il quotidiano L'Unione Sarda - ha postato un «mi piace» ad un commento di un suo ex collega, oggi pensionato, che poteva avere attinenze con l'azienda stessa. 
Ha scritto «una storia di fantasia», ha spiegato il lavoratore, ma l'azienda non ha comunque gradito e fatto scattare una prima contestazione disciplinare nella quale si sottolineano «la manifesta violazione degli obblighi contrattuali di diligenza, correttezza, buona fede e lealtà», invitandolo a far pervenire «sue giustificazioni scritte entro cinque giorni».  È quanto il dipendente fa tramite il suo avvocato, ma le sue parole non bastano e così dal 30 ottobre è stato licenziato.

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Donna denuncia il marito focoso: ''Vuole fare sesso tutti i giorni''. Il giudice lo assolve

CAGLIARI - Denunciato dalla moglie perché voleva fare sesso tutti i giorni. È successo a Cagliari dove un marito troppo focoso è stato assolto dall'accusa di maltrattamenti in famiglia.  
"L'imputato non può essere punito per il reato di maltrattamenti in famiglia - hanno sentenziato i giudici del tribunale di Cagliari- perché non lo ha mai commesso: non ha mai preteso i rapporti sessuali con la forza e non ha mai usato la violenza né sulla moglie né sui figli". Ed è stata proprio la moglie a scagionarlo con la sua testimonianza: "Non è mai stato violento, è un cane che abbaia ma non morde".

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Fa sesso con la madre mentre la badante guarda: 55enne in cella

Fa sesso con la madre mentre la badante guarda: 55enne in cella
MILANO - Tutto era cominciato durante la causa di separazione e per dei sospetti che aveva sua moglie: "So che sembra assurdo ma ho ragione di pensare che l'amante di mio marito sia...sua madre". Il giudice su due piedi pensò che la donna stesse farneticando, visto che una delle ragioni per cui i due stavano per concludere la propria relazione proprio a causa del forte legame affettivo che legava la madre al figlio. 

Ma a provare l'incesto ci hanno pensato i giudici: l'uomo, 55 anni milanese, è stato condannato a sei mesi di reclusione. La denuncia è partita dalla moglie ma a testimoniare sulla vicenda è stata la badante della vecchia signora: lei stessa è spesso stata testimone dei fatti. 

L'anziana, invece, non è stata denunciata dalla nuora, quindi per legge soltanto l'ex marito è responsabile dell'incesto e lei, tecnicamente, risulta persona offesa. Ma nel nel processo il giudice sembra avere accertato che i rapporti fra i due fossero consensuali, visto che agli atti non c'è l'imputazione di violenza sessuale. Sempre la badante, con la sua testimonianza, avrebbe confermato la consensualità dell'anziana. Adesso però si rimane in attesa delle motivazioni della sentenza.
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