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Dopo 7 anni di tentativi si scopre incinta a poche ore dalla morte del marito: l'annuncio al funerale

AUSTRALIA - Erano sette anni che Kirsty e Royce Kirchner provavano ad avere un bambino. E ora, quel figlio che tanto volevano, Kirsty dovrà averlo e crescerlo da sola. La donna, trentenne di Mount Archer, Australia, dopo i vani tentativi di rimanere incinta naturalmente e gli anni di risparmi per la fecondazione assistita, ha finalmente scoperto di essere incinta. A poche ore dalla morte di suo marito Royce, scomparso improvvisamente in un incidente d'auto.

La coppia aveva da poco finito il primo ciclo di fecondazione assistita quando Royce, 35 anni, è andato a sbattere contro un albero a soli 10 minuti da casa. E' morto sul colpo. E a Kirsty, che ha fatto il test poche ore dopo la scomparsa di suo marito, non è rimasto che prendere atto del brutto scherzo che la vita le aveva giocato: finalmente incinta, senza il compagno di una vita con cui condividere la gioia del bimbo in arrivo.

Ma la donna ha deciso di andare avanti per il bene di Pacey, come ha chiamato il bimbo che porta in grembo. E tra le lacrime, ha annunciato ad amici e parenti la buona notizia proprio durante il funerale di Royce, con accanto l'urna con le ceneri dell'uomo che ha amato. «Ho deciso di fare l'annuncio in quel momento, anche se è stato devastante - ha raccontato Kirsty - perché era l'ultima volta che potevo comunicare l'evento 'insieme' a mio marito». Ora Kirsty si sfoga sul canale Youtube 'ConceiveABaby', dove lei e Royce da tempo raccontavano con umorismo e leggerezza la loro crociata alla ricerca della gravidanza.

Per concentrarsi sul rimanere incinta, Kirsty aveva anche lasciato il lavoro e ora si trova sola nella casa che sarebbe dovuta essere l'oasi felice della sua piccola famiglia. Per lei, amici e parenti hanno lanciato una raccolta fondi, per permetterle di cominciare a costruirsi una vita insieme a suo figlio e senza il suo compagno: in pochi giorni sono stati raccolti 16mila dollari. Il prossimo passo, è trovare un impiego.

«Vedo in giro tante giovani coppie con dei bambini piccoli - si sfoga Kirsty in uno dei suoi video - perché a noi non è stato permesso? Riesco ad andare avanti solo grazie alle parole di incoraggiamento e affetto qui su Youtube. Il dolore è devastante». Ma, per Pacey, Kirsty si rimboccherà le maniche e andrà avanti.

ilmessaggero.it


 

Marilena, licenziata dalla Nestlè per un post su Facebook: ecco cos'ha scritto

PERUGIA - La Perugina-Nestlè la licenzia per un post su Facebook e il suo diventa un caso nazionale. Cisl e Uil hanno denunciato in Umbria la vicenda di Marilena Petruccioli, a cui oggi è arrivata la notizia del licenziamento. 

Secondo quanto riferisce il segretario generale della Fai-Cisl Umbria, Dario Bruschi però, il post «era su un fatto accaduto in un'altra azienda, ma probabilmente una serie di circostanze ha portato a ritenere che facesse invece riferimento alla Perugina-Nestlè».

La dipendente licenziata «per giusta causa» è Marilena Petruccioli, lavoratrice dal 1996, componente della rsu Fai-Cisl aziendale e categoria protetta per una forma di invalidità riportata in seguito ad un infortunio sul lavoro avvenuto nel 1997 proprio alla Perugina. La vicenda è già finita in parlamento con una interrogazione presentata dall'on. Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale Sel. «La giusta causa, secondo l'azienda - scrive Fratoianni - sarebbe un post su Facebook in cui la lavoratrice, senza nominare l'azienda stessa, si è opposta al comportamento di un caporeparto che avrebbe rimproverato un lavoratore dicendogli che per lui era necessario il collare». «La lettera di contestazione - ha riferito Bruschi - era arrivata quindici giorni fa. La scorsa settimana la lavoratrice aveva risposto mandando le sue controdeduzioni e spiegando che il suo post non era riferito alla Nestlè. Oggi nella cassetta della posta ha trovato la lettera di licenziamento». Quanto accaduto, secondo la Fai Cisl, «mette in discussione la storia delle relazioni sindacali con il gruppo Nestlè. Relazioni che sono state gettate al vento - ha commentato Bruschi - con un atto unilaterale inaccettabile che è giunto come un fulmine a ciel sereno». 

La Cisl quindi, «a tutti i livelli», da oggi è impegnata a «sanare legalmente questo clamoroso autogol della Nestlè»: nei prossimi giorni, si terranno assemblee, già previste, alla presenza di coordinatori nazionali, nel corso delle quali verrà affrontata anche questa vicenda e il sindacato «porterà avanti forme di lotta in difesa e in solidarietà nei confronti della dipendente licenziata». Episodi analoghi si erano già verificati in passato in Italia: tra i più recenti l'episodio accaduto nei mesi scorsi in provincia di Torino, dove un dipendente di una società di servizi di contact center era stato licenziato dopo essersi sfogato contro i datori di lavoro sul proprio profilo Facebook.

leggo.it


 

Studente stressato per gli esami: ''Si è consolato con una pecora''

USA - Uno stranissimo rimedio per sopperire allo stress causato dagli esami universitari.

Uno studente 23enne della Fresno University (Stati Uniti), infatti, è stato scoperto da un suo collega, a fare sesso con una pecora all'interno di un fienile nel campus universitario. 

E, a rendere ancora più disgustosa la vicenda, lo studente ha detto che quell'atto così estremo è stato commesso perchè era troppo stressato da un esame imminente. 

Ora il ragazzo è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su un animale. 

"E' una cosa disgustosa - ha commentato Marisa Burkdoll, una studentessa che accudisce gli animali del campus - un atto che mi fa arrabbiare molto. Chi ha commesso questo gesto è malato: una cosa contro la natura perchè gli animali non possono difendersi", ha concluso.

leggo.it

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