HUDDERFIELD - Ha sette anni, ma non può ridere né agitarsi, altrimenti il cuore inizierebbe a battergli a 200 battiti al minuto, finendo per ucciderlo.
E’ il destino di Bradley Burhouse, bambino inglese con un cuore che corre tre volte oltre la norma. Una condizione cardiaca rara, che non gli permette di fare tante cose normali per tutti i bambini della sua età.
Bradley deve stare sempre calmo, controllato. Non può fare alcuna attività fisica e neppure ridere onde evitare il rischio di un infarto. Non può neppure giocare al parco con i suoi fratelli Jack, Dalton e Maddison, di 14, 12 e 6 anni.
La colpa di tutto questo è una tachicardia ventricolare che gli è venuta dopo un collasso che l’ha colpito l’anno scorso. Il cuore di Bradley corre normalmente a 120-200 battiti al minuto, oltre il doppio del battito di una persona sana.
La tachicardia ventricolare è un’aritmia caratterizzata da una frequenza ventricolare superiore ai 100 battiti al minuto, con conseguenze anche sul flusso sanguigno. Ci sono medicine e operazioni che possono correggere il difetto, che però in certi casi è risultato fatale proprio nei bambini.
Se le condizioni peggiorano, infatti, il cuore può andare in fibrillazione ventricolare, una condizione per cui cervello e muscoli non ricevono più sangue dal cuore.
Bradley, scrive il Daily Mail, verrà presto sottoposto a diversi esami medici nelle prossime settimane, e poi si derciderà se dovrà essere operato.
* Fonte blitzquotidiano




BIRMINGHAM - Il suo cuoricino ha smesso di battere per 40 minuti. È vivo per miracolo e per il tempestivo intervento di un medico che, dopo aver aperto il suo torace, ha 'pompato' l'organo a mano. Il bimbo di soli 5 anni, Joshua Baker, ha subito un arresto cardiaco pochi giorni dopo aver subito una rischiosa operazione per correggere un'anomalia del suo cuore.
Dopo aver 'resuscitato' il bambino, i medici hanno avvertito i genitori che il piccolo avrebbe potuto avere problemi al cervello perchè per 40 minuti era rimasto senza ossigeno. Ma a pochi mesi dal suo 'ritorno alla vita' per fortuna Joshua è un bimbo sano e felice e passa le sue giornate a giocare con la famiglia a Birmingham.
* Fonte Leggo




Ne abbiamo già parlato altre volte di questa patologia congenita. Questa volta la vittima si chiama Xin Xin ed è un neonato cinese proveniente dalla provincia di Yunnan.
Il poccolo è figlio di due operai emigrati per lavoro a Tenghong County. Per loro non dev’essere stato semplice apprendere che quella macchia scura sul petto del loro figlio altro non era che il suo cuoricino.
“E’ un caso molto raro. Il suo cuore è esposto ad enormi rischi, stiamo valutando il modo migliore per poter intervenire e risolvere al meglio il problema!” – dichiara uno dei chirurghi dell’ospedale di Xin Qiao.
Due anni fa accadde un caso molto simile in India. All’epoca il bimbo di soli 10 giorni venne sottosposto ad un intervento di 4 ore in cui 13 chirurghi cercarono di creare uno spazio all’interno della cassa toracica del neonato, spostando polmoni e altri organi.”
Non è ancora chiaro se in questo caso i medici useranno la stessa tecnica per curare Xin Xin. la preoccupazione maggiore in questo momento è quella che il corpo troppo fragile possa non reggere ad un’operazione così importante e dunque stanno prendendo tempo. Purtroppo l’operazione non potrà aspettare ancora molto dato che anche l’attesa potrebbe essere deleteria.
Vi terremo aggiornato nel caso ci fossero novità sul caso! In bocca al lupo al piccolo Xin Xin.
* Fonte absurdityisnothing



TORINO - Un incidente aereo nella notte del 2 marzo ha messo in pericolo la vita non solo del pilota e di una equipe medica che trasportava un cuore da trapiantare, ma anche quella di un paziente in attesa dell'organo a Torino.
L'incidente ha riguardato un Air Ambulance che in fase di decollo da Forlì si è piegato su un lato, urtando un'ala. L'aereo è uscito di pista rompendo il carrello. Nessun ferito a bordo. L'organo, però, a causa del ritardo causato dall'incidente non è stato più trapiantabile.
Ma, grazie ad un'allerta nazionale, è stato trovato un altro organo che è stato quindi trapiantato nell'uomo di 58 anni che lo aspettava e che si è così potuto salvare. L'intervento è stato realizzato alle Molinette di Torino. L'intervento sull'uomo che attendeva il cuore è stato realizzato questa mattina nell'ospedale torinese, su un cinquantottenne della Basilicata che abita in provincia di Torino.
L'uomo, affetto da cardiomiopatia ischemica terminale, aveva già subito un intervento cardiochirurgico alcuni anni fa per mettere tre by-pass aorto-coronarici. Ora è in terapia intensiva. La sera del primo marzo, secondo una prima ricostruzione, un'equipe di prelievo cardiochirurgica delle Molinette (diretta dal professore Mauro Rinaldi), composta dai cardiochirurghi Sergio Tricchiolo e Vincenzo Reale, ha preso l'aereo da Caselle per l'aeroporto di Forlì (più vicino a Cesena). Ma quella sera piove molto e le condizioni di maltempo diventano sempre più rischiose per un volo notturno.
Alle ore 23 l'organo viene prelevato nell'ospedale di Cesena ad una donatrice, una donna di 50 anni morta per emorragia cerebrale. Nel frattempo comincia la preparazione a Torino per l'uomo per ricevere l'organo e si rende necessaria la circolazione extracorporea. All'una di notte, subito dopo l'operazione di prelievo a Cesena, l'equipe si avvia verso l'aeroporto di Forlì ma nevica in modo sempre più violento.
Non è più garantita la partenza. Il dottor Rinaldi a Torino blocca l'espianto del cuore malato sull'uomo, una decisione risultata poi importantissima, altrimenti sarebbe stata fatale. Nel frattempo a Forlì nonostante vari tentativi di pulire la pista dalla neve e in condizioni estreme il pilota decide di partire. Sale sull'aereo solo il pilota, il copilota e l'infermiera ma nella fase del decollo l'aereo 'rollà e si piega su un fianco. Solo un'allerta nazionale ha permesso di trovare in tempi molto brevi un altro organo.
Questa volta il donatore è un quarantenne morto per emorragia cerebrale all'ospedale di Lecco. Alle 3 di questa notte è partita la maratona per il nuovo intervento che si è concluso questa mattina, dopo quasi 36 ore in cui l'uomo è stato sempre in circolazione extracorporea.
* Fonte Leggo







Goran Tunjic, un giocatore della squadra croata del Mldost Fc, disputava una partita di calcio contro gli avversari dell'Hratski Sokola quando è caduto per terra senza che alcun avversario lo colpisse. L'arbitro non ha perso tempo, fuori il cartellino giallo: ammonito per simulazione. Purtroppo l'azione del giudice di gara non ha suscitato alcuna reazione nel giocatore, esanime sul campo; Goran infatti era morto.
Rasenta il pazzesco quello che è accaduto in Croazia durante una partita di calcio. Soltanto dopo alcuni minuti l'arbitro infatti si è accorto dell'errore, ma sempre troppo tardi per intervenire. Per i soccorsi è stato tutto inutile.
Goran Tunjic è morto per un attacco di cuore, nonostante il calciatore non avesse mai avuto problemi di salute, secondo quanto ha detto il portavoce della squadra al sito Public Now. Questa volta a colpirlo non un avversario qualunque quindi, ma la fatale sorte. E anche per il giudice di gara ciò che è successo nel campo da gioco non sarà facile da superare.
* Fonte Tgcom