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Una donna neozelandese di 44 anni, dopo che il suo compagno le ha fatto un succhiotto sul collo, è rimasta paralizzata. E' stato proprio il gesto passionale infatti a provocarle l'ictus che le ha bloccato a vita i movimenti del braccio sinistro. A scoprirne la causa, i medici dell'ospedale di Auckland, dove è stata trasportata: un piccolo grumo di sangue che si è formato a seguito di quel "morso" d'amore.

Il coagulo ha praticamente raggiunto il cuore provocando un ictus alla donna che non si era di fatto accorta di nulla.

"Per quello che so è la prima volta che qualcuno viene ricoverato in ospedale per un succhiotto", ha detto Teddy Wu, il dottore che ha curato la vittima al Middlemore Hospital. "A causa del trauma fisico del 'morso' - ha spiegato il medico - c'era un bel livido all'interno dell'arteria. Il coagulo è andato nel cuore della donna e ha provocato un piccolo ictus. Abbiamo guardato tutta la letteratura scientifica ed esempi di succhiotto che hanno causato una cosa del genere non erano mai stati descritti prima".

La 44enne è stata poi trattata con un anticoagulante che ha eliminato il coagulo quasi del tutto entro una settimana.

* Fonte Tgcom


Succhiotto paralizza donna 44enne: ''Colpita da ictus''

Succhiotto paralizza donna 44enne: ''Colpita da ictus''
 
Il Daily Mail lo ha soprannominato 'Lazzaro', per ovvi motivi. Il bimbo supereroe di cui si parla si chiama Gore Otteson, e la sua è una storia a dir poco incredibile. Gore si trovava nella casa di famiglia alle montagne rocciose, non lontano dal fiume Gunnison nella cittadina omonima del Colorado. Un posto non certo estivo, per via della temperatura spesso rigida (in media tra i 2 e gli 8 gradi).

Mentre i suoi genitori Dave e Amy erano occupati, Gore è uscito dalla porta sul retro e si è allontanato. Appena i familiari si sono accorti della 'fuga', si sono subito mobilitati per cercarlo, e 20 minuti dopo suo cugino David lo ha trovato nel fiume, intrappolato sotto un ramo, ad un centinaio di metri dalla capanna, a testa in giù nella gelida acqua del Gunnison. I familiari, tra cui il nonno medico, hanno cercato di rianimarlo, prima dell'arrivo dei paramedici che lo hanno trasportato in ospedale, ma il suo cuore aveva smesso di battere. I tentativi sono durati quasi un'ora, dopo di che il bambino si è risvegliato, apparendo ai medici più pimpante che mai, per la gioia dei suoi genitori.

Secondo i medici, il cuore di Gore aveva rallentato fortemente il suo ritmo a causa della temperatura dell'acqua, che aveva portato il bimbo in uno stato quasi di ibernazione: non appena è stato riportato ad una temperatura più alta, il cuore di Gore ha reagito e il piccolo eroe è tornato in vita. Un vero e proprio miracolo, se si pensa che casi di questo genere, scrive il Daily Mail, avvengono soltanto nell'1% dei casi.

* Fonte Leggo


Annega in fiume: Resuscita dopo piu' di un ora

Annega in fiume: Resuscita dopo piu' di un ora

Annega in fiume: Resuscita dopo piu' di un ora
 

Goran Tunjic, un giocatore della squadra croata del Mldost Fc, disputava una partita di calcio contro gli avversari dell'Hratski Sokola quando è caduto per terra senza che alcun avversario lo colpisse. L'arbitro non ha perso tempo, fuori il cartellino giallo: ammonito per simulazione. Purtroppo l'azione del giudice di gara non ha suscitato alcuna reazione nel giocatore, esanime sul campo; Goran infatti era morto.

Rasenta il pazzesco quello che è accaduto in Croazia durante una partita di calcio. Soltanto dopo alcuni minuti l'arbitro infatti si è accorto dell'errore, ma sempre troppo tardi per intervenire. Per i soccorsi è stato tutto inutile.

Goran Tunjic è morto per un attacco di cuore, nonostante il calciatore non avesse mai avuto problemi di salute, secondo quanto ha detto il portavoce della squadra al sito Public Now. Questa volta a colpirlo non un avversario qualunque quindi, ma la fatale sorte. E anche per il giudice di gara ciò che è successo nel campo da gioco non sarà facile da superare.

* Fonte Tgcom


Calciatore muore in campo: Ammonito per simulazione

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