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Armato di spada e incappucciato, imitatore di Assassin's Creed spaventa Venezia
C’è un giovane veneziano che vuole imitare l’Ezio Auditore del videogame «Assassin’s Creed II» e con un mantello e cappuccio, ma soprattutto con due spade, che sfodera improvvisamente, spaventa giovani e meno giovani donne in centro storico. Ci sono già due denunce. L’anonimo guerriero lagunare vuole imitare il collega virtuale, reso famoso dalla seconda versione del gioco per computer che in una sola settimana ha venduto un milione e 600 mila copie e che altrettante ne venderà in vista del Natale. Videogames con affresco storico, tanto che le avventure del protagonista, Auditore, si svolgono tra i vicoli di Firenze e di Roma e anche tra le calli e i tetti di Venezia.

Avventure che avvengono in pieno Rinascimento, tanto che grazie alla consolle il protagonista si muove tra mercanti cialieri e armigeri inseguitori, incontra a Firenze Nicolò Macchiavelli o Lorenzo de’ Medici e in laguna gli esponenti della famiglia Barbarigo. E pensare che tutto si deve a un giovane canadese di Montreal che per l’Italia ha una vera passione. Patrice Desilets, direttore creativo di «Assassin’s Creed», nel nostro paese ci ha vissuto per più di un anno da studente universitario ed è rimasto incantato da Venezia, Firenze e il resto. La ricostruzione storica è accurata, non si tratta di un pasticcio, in fatto di architetture, costumi e addirittura di linguaggio. Il giocatore veste i panni di un nobile fiorentino attaccabrighe, Auditore, che deve difendere se stesso, la madre e la sorella, dopo che il padre e gli altri fratelli sono stati giustiziati durante un complotto (passata nella storia per la congiura dei Pazzi). Deve fuggire, nascondersi, combattere e lo fa prima tra i vicoli del capoluogo toscano, poi a Venezia, quindi a Roma. I suoi nemici sono i Templari e lui si trasforma in sicario.


Per non farsi riconoscere si copre in parte il volto con il cappuccio di un mantello e per uccidere usa due lame che gli escono da entrambe le braccia. Il suo imitatore abita evidentemente a Venezia e ne approfitta per copiare le gesta di Auditore, ma non aggredisce, non colpisce, almeno fino ad ora. Si limita a comparire davanti alla prescelta sguainandole davanti due spade, presumibilmente vere, e cacciando un urlo sovraumano. Fino ad ora le denunce sono state presentate da donne, due, ma non è escluso che anche qualche ragazzo o uomo adulto se lo sia trovato davanti e abbia lasciato correre, abbia scelto di non denunciarlo, pur avendo provato timore.

Chi ha denunciato il fatto in Procura, invece, paura ne ha preso parecchia: del resto, trovarsi davanti un incappucciato che ti sventola due spade sul viso, urlando a squarciagola come se si trovasse in una campo di battaglia non è cosa di tutti i giorni. E soprattutto, al momento, non si sa come potrebbe finire. Per fortuna, invece, dopo aver organizzato la sceneggiata, il casareccio Auditore se ne va senza toccare la «vittima». E’ probabile che, ora, poliziotti e carabinieri abbiano le indicazioni di prestare maggiore attenzione, di cercare l’incappucciato con le spade infilate nei calzoni. Identificarlo e ammonirlo a smetterla.

Fonte la Nuova
 
Bimba di 6 anni ruba nel negozio e la madre la denunciaQuando ha colto la figlia in flagranza di reato, mentre stava rubando qualcosa da un negozio, non ha avuto dubbi e ha subito chiamato la polizia. E questo nonostante la bambina avesse appena sei anni.

Una mamma dell'Ohio non si è fatta troppi scrupoli e, scandalizzata dal comportamento della figlia, si è rivolta alla polizia. "Ha commesso un peccato e io non mi sento per niente in colpa", ha commentato Diane Lyons, dell'Ohio. Le due stavano facendo la spesa al "Discount Drug Mart", a Carrollton, alcuni giorni fa, quando la piccola Shiane si è infilata una confezione di adesivi nella maglietta. "Sono andata da lei, e ho scoperto gli adesivi. Sono subito andata dal responsabile del negozio", racconta la madre, che non si è fermata là: "Poi ho chiamato la polizia, chiedendo agli agenti di venirsi a prendere mia figlia".

La polizia si è limitata a portarla nella camionetta e a sgridarla, data anche la sua giovane età. Anche se l'avrebbero potuta denunciare, alla fine hanno deciso di farla andare via con un avvertimento. "Questa è una lezione che tutti dovrebbero imparare - dice la mamma - Non voglio che i miei figli rubino". La madre voleva anche farsi dare dal negozio la ricompensa prevista per chi segnala un ladro: "Però alla fine non me la sono sentita", ha confessato la donna.

Fonte Asylum, Whec.com
 
piscinaUna donna polacca ha citato in giudizio un hotel egiziano in quanto, a suo dire, sarebbe indirettamente responsabile della gravidanza della sua bimba tredicenne. La ragazzina, che la madre afferma non esser mai stata con un uomo né prima né tantomeno durante la vacanza, avrebbe “contratto la gravidanza” mentre faceva un innocente bagno in piscina.
La denuncia della donna: quella piscina ha abusato di mia figlia - Le cause? Nessun miracolo ma, a detta della signora Magdalena Kwiatkowska, madre della sfortunata ragazza, le colpe sarebbero da ricercare nella presenza di tracce di sperma nell’acqua della vasca. La donna, stando a quanto poi confermato dalle autorità turistiche di Varsavia che hanno ricevuto la bizzarra denuncia, è determinatissima ad andare avanti nella sua battaglia contro l’hotel, almeno finché non otterrà un lauto indennizzo.
Dubbi e perplessità - C’è tuttavia chi non è pienamente convinto che la ragazzina sia rimasta incinta in questa maniera. Se così fosse ogni tuffo potrebbe rivelarsi potenzialmente “fatale” per le bagnanti. Vogliamo comunque tranquillizzare le donne che vanno in piscina. Lo sperma, salvo quello degli extraterrestri super resistente, non sopravvive in acqua, ancor meno se la stessa viene trattata con il cloro.

* Fonte Tiscali