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Incredibile, il servizio clienti manda un messaggio "fottiti"Non sempre il servizio clienti di un'azienda è gentile e accomodante con le persone che chiamano, magari per protestare. Ma pensate un po' come deve essersi sentita una donna australiana, di Wanganui, che ha ricevuto un sms di insulto, da un centro di assistenza della compagnia dei telefoni Telecom. "Fottiti, cliente", il testo del messaggio, partito dal call center e inviato presumibilmente da una dipendente stanca e anche arrabbiata.

A suscitare le sue ire, una serie di proteste della cliente relativamente ad alcuni sms recapitati in ritardo. Il caso è stato sollevato da un'emittente radiofonica, alla quale Vanessa, l'utente insultata, ha raccontato la sua storia. La Telecom, da parte sua, ha aperto un'indagine, volta ad accertare da quale telefono sia partito quel messaggio.

"I nostri operatori - si è intanto limitato a dire un portavoce della compagnia - rispettano degli standard elevatissimi, e questo genere di comportamento equivale ad una grave violazione del nostro codice".

* Fonte Asylum

Incredibile, il servizio clienti manda un messaggio "fottiti"
 
Il suo seno era troppo grande, ed è stata licenziata. La storia di Amy-Erin Blakely, dirigente alla Devereux Fondation (azienda sanitaria di Orlando, Florida), sta facendo discutere negli Stati Uniti: non solo perché la donna è stata praticamente messa alla porta perché le sue misure "distraevano" i colleghi, ma soprattutto perché, prima di venire licenziata, Amy era vittima di continue molestie sessuali da parte dei suoi superiori. Dopo le sue giustissime lamentele, la donna è stata licenziata, e adesso ha deciso di trascinare l'azienda in tribunale per chiedere un risarcimento.

Amy, 43 anni, ha raccontato di quanto l'ambiente della Devereux fosse maschilista: i suoi colleghi, ha detto, le facevano continuamente notare quanto il suo
seno fosse grande e sexy. "Ogni giorno avevo paura di essere umiliata o molestata a causa del mio aspetto fisico - ha detto - nessuna donna dovrebbe essere sottoposta a osservazioni così sprezzanti e sessiste. Io ho sempre lavorato in modo esemplare". Le sue forme abbondanti non erano, peraltro, messe più di tanto in mostra dalla Blakely, che stando al suo racconto non è mai andata in ufficio con scollature vistose e provocanti.

L'azienda però non ci sta a far passare inosservate le accuse della 43enne: "Non abbiamo ancora ricevuto alcuna denuncia formale da parte della signora Blakely - hanno fatto sapere dalla Devereux - i dettagli delle accuse della signora sono volutamente infamatori e falsi, sia nel testo che nel contenuto. Queste affermazioni non rappresentano la verità sulla nostra organizzazione e sui nostri dipendenti".

* Fonte Leggo


Amy-Erin Blakely

Amy-Erin Blakely

Amy-Erin Blakely

Amy-Erin Blakely
 
Si cura il Parkinson e diventa dipendente dal sesso gay e dal gioco d’azzardo: un uomo di Nantes, in Francia, 51 anni e padre di due figli, ha fatto causa alla casa farmaceutica britannica GlaxoSmithKline perché ritiene che le sue medicine l’abbiano trasformato in un maniaco.

I suoi avvocati hanno spiegato che il carattere del loro assistito è completamente cambiato dopo l’inizio della cura contro il Parkinson: dal 2003, per curare tremori e difficoltà del linguaggio sintomi della malattia, Didier Jambart, sposato e con due figli, è diventato dipendente dal gioco d’azzardo su internet, perdendo tutti i risparmi di famiglia, e avrebbe tentato il suicidio tre volte. Inoltre, secondo il dossier presentato dai suoi legali alla procura, l’uomo ha cominciato ad avere inclinazioni omosessuali e si è messo in situazioni di ‘sesso estremo’ che l’hanno portato anche ad essere violentato.
Tutto è finito quando, nel 2005, ha smesso di prendere i medicinali anti-Parkinson della Glaxo. Ma nel frattempo aveva già perso il suo lavoro al ministero della Difesa ed era caduto in depressione. L’uomo ora vuole 450.000 euro di danni, ritenendo che la Glaxo abbia messo in commercio una partita di medicinali ‘difettosi’. Anche al neurologo ha chiesto i danni, per non averlo informato sulle conseguenze ed effetti collaterali delle medicine.

Il medicinale, il Requip, è noto per avere forti effetti collaterali, ma l’indicazione è comparsa sul foglio illustrativo solo nel 2006, hanno detto gli avvocati di Jambart. In Usa, GlaxoSmithKline pagherà 750 milioni di dollari nell’accordo stragiudiziale per chiudere la causa aperta con la giustizia americana sui farmaci adulterati messi in commercio.

* Fonte BlitzQuotidiano


Didier Jambart

Didier Jambart

Didier Jambart

Si cura il Parkinson e diventa dipendente dal sesso gay e dal gioco d’azzardo: un uomo di Nantes, in Francia, 51 anni e padre di due figli, ha fatto causa alla casa farmaceutica britannica GlaxoSmithKline perché ritiene che le sue medicine l’abbiano trasformato in un maniaco.

I suoi avvocati hanno spiegato che il carattere del loro assistito è completamente cambiato dopo l’inizio della cura contro il Parkinson: dal 2003, per curare tremori e difficoltà del linguaggio sintomi della malattia, Didier Jambart, sposato e con due figli, è diventato dipendente dal gioco d’azzardo su internet, perdendo tutti i risparmi di famiglia, e avrebbe tentato il suicidio tre volte. Inoltre, secondo il dossier presentato dai suoi legali alla procura, l’uomo ha cominciato ad avere inclinazioni omosessuali e si è messo in situazioni di ‘sesso estremo’ che l’hanno portato anche ad essere violentato.

Tutto è finito quando, nel 2005, ha smesso di prendere i medicinali anti-Parkinson della Glaxo. Ma nel frattempo aveva già perso il suo lavoro al ministero della Difesa ed era caduto in depressione. L’uomo ora vuole 450.000 euro di danni, ritenendo che la Glaxo abbia messo in commercio una partita di medicinali ‘difettosi’. Anche al neurologo ha chiesto i danni, per non averlo informato sulle conseguenze ed effetti collaterali delle medicine.

Il medicinale, il Requip, è noto per avere forti effetti collaterali, ma l’indicazione è comparsa sul foglio illustrativo solo nel 2006, hanno detto gli avvocati di Jambart. In Usa, GlaxoSmithKline pagherà 750 milioni di dollari nell’accordo stragiudiziale per chiudere la causa aperta con la giustizia americana sui farmaci adulterati messi in commercio.