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PECHINO - Ogni giorno porta sua nipote a scuola in spalla, per 5 km a tratta, da 3 anni. La storia arriva da Chongqing sud-ovest della Cina. La signora Xiang Yuncui ha 57 anni e da 3, ogni mattina, dopo averla lavata e vestita, porta a scuola la sua nipotina di 7 anni, Tan.
La piccola è disabile, vittima di una paralisi cerebrale, non riesce a camminare, così la nonna se la carica in spalla e la porta a scuola facendo 5 km di sentieri di montagna per portarla e poi altri 5 per riportarla a casa. Il percorso, in inverno, spesso si ricopre di neve e ghiaccio e per la nonna con la nipote in spalla, le cadute sono numerose e a volte rovinose.
La bambina, però, nonostante occorrano 2 ore per raggiungere la scuola da casa, non è mai arrivata in ritardo nemmeno di un minuto. Secondo un rapido calcolo, nonna Xiang avrebbe portato la nipote in spalla per 10mila km e giura che la porterà a scuola ogni giorno della sua vita, finché avra la forza.
La situazione di Tan e sua nonna è ben nota al funzionari locali del regime che hanno promesso di intervenire, ma ancora nulla è successo.

* Fonte Leggo

La bimba e' disabile, la nonna la porta a scuola in spalla per 5km al giorno -Video-

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LINDEN - Si è uccisa per "regalare una vita migliore" al proprio ragazzo, ma non solo. Christina Symanski, 24 anni, di Linden (New Jersey) non sopportava più di essere un peso per la sua famiglia, non reggeva tutte le colpe che questa le aveva affibbiato in relazione all'incidente che sette anni prima l'aveva resa disabile. È tutto scritto sul blog della ragazza, che racconta una storia di commovente fragilità umana.

Il Daily Mail racconta di come la ragazza avesse affidato al diario on line la propria frustrazione per essere bombardata dai sensi di colpa per l'incidente che l'aveva lasciata paralizzata dal collo in giù, di come i suoi non fecavano altro che ripeterle che adesso dovevano impegnarsi per starle dietro ora che dipendeva tutto da loro. Ma ancor di più ha pesato, per trovare il coraggio per un gesto tanto disperato, l'amore che la ragazza provava per il proprio ragazzo: Jimmy. "Sapevo la realtà, non sarei mai migliorata. Non potevo guardare Jimmy scendere nell’inferno che era diventata la mia vita. Tutti i momenti passati insieme, tutto quel che potevamo fare era piangere", ha scritto Christina.

Il suo è un racconto che lascia senza fiato: “Ogni secondo mi uccideva. Volevo regalargli una vita migliore. Lo amavo troppo per essere egoista, dovevo lasciarlo andare, anche se mi avrebbe ucciso: ed è proprio quello che ho fatto”. Così la ragazza lo ha mollato, poco prima che i due si trasferissero in una nuova casa. “Il momento più basso della mia vita”, ha raccontato la ragazza. Lei, abbandonata dalla famiglia, si è lasciata morire sulla propria sedia. “Alla fine, il mio più grande desiderio, la mia preghiera a Dio, era di essere liberata da questa vita - ha scritto -. Spero che ci sia un paradiso, e che la mia separazione dalle persone che amo, sia solo temporanea”.

* Fonte Leggo

Ragazza disabile si uccide a 24 anni per 'liberare' il suo fidanzato

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Storia di violenze si potrebbe dire “incrociate” che arriva dall’Oklahoma, negli Stati Uniti. Incrociata perchè i sicuri violentatori affermano di essere stati molestati da chi poi è diventato vittima della loro aggressione. Si tratta di un ragazzo con difficoltà cognitive che, secondo chi poi lo ha malmenato, si sarebbe permesso di fare loro delle avances. Per tutta risposta è stato picchiato, buttato a terra e gli è stato tatuato a fuoco sulla fronte “Rapest”, ovvero violentatore, anche se con un errore di ortografia.

PICCHIATO SELVAGGIAMENTE – Per ora, la loro versione dei fatti, quella dell’approccio sessuale, è stata ritenuta “senza alcuna prova” dalle forze dell’ordine.

Due donne e due uomini sono stati accusati di aver picchiato un uomo con difficoltà di apprendimento, di avergli tatuato la parola “RAPEST” sulla testa e di aver fulminato i suoi genitali con una pistola shock prima di picchiarlo fino a farlo svenire con una mazza da baseball. L’accusato ha raccontato alla polizia di aver attaccato Stetson Johnson, 18 anni, perchè aveva cercato di fare sesso con uno di loro. Ma gli investigatori non hanno trovato prove delle loro accuse. (…) Johnson ha raccontato di conoscere tutti e quattro, ma di non aver mai provato a disturbarli.

Ciò che è certo è che mentre Johnson veniva tenuto fermo da tre degli aggressori, gli è stato applicato del nastro di alluminio in testa e poi gli è stato tatuato, appunto, “violentatore” sulla fronte. Non solo, sul torace il ragazzo ora ha scritto a fuoco “mi piacciono i ragazzi”.

Poi hanno messo Johnson in macchina e l’hanno trasportato al Lago Eagle a Del City, dove è stato picchiato sulle braccia e in testa con una mazza da baseball, causando una ferita in testa da 18 punti di sutura. Johnson ha raccontato di essere rimasto senza coscienza per circa 2 ore quando si è svegliato e ha cercato aiuto.

I suoi aggressori sono ora in mano alla polizia, in attesa di sapere come si muoverà la giustizia.

* Fonte Giornalettismo

Picchiano un disabile e gli tatuano 'violentatore' in fronte

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