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Mercati off limits per le donne musulmane: secondo un religioso islamico ”Le donne dovrebbero evitare di avvicinarsi a verdura e frutta  di forma fallica per evitare pensieri sessuali”.

I pericoli di banane e cetrioli sono stati svelati da un religioso islamico che vive in Europa. Secondo l’uomo, se le donne vogliono mangiare questi frutti e ortaggi, devono essere sorvegliate, meglio se da un uomo con cui hanno legami legali o di sangue, come il padre, il marito o il fratello.

Se proprio le donne vogliono mangiare banane, zucchine, cetrioli o carote sarebbe bene che l’uomo in questione gliele tagliasse a pezzettini, onde evitare il possibile insorgere di pensieri peccaminosi.

* Fonte blitzquotidiano

Cetrioli e banane vietati alle donne: ''Sono simboli fallici''

Cetrioli e banane vietati alle donne: ''Sono simboli fallici''vietati

 
Il Phallological Museum, museo di falli di Husavik, cittadina di pescatori nel nord dell'Islanda, ora espone anche la prima donazione di un uomo. Si tratta di Pall Arason, un 95enne deceduto a gennaio, che 15 anni fa promise di fare dono del suo membro alla galleria diretta da Sigurdur Hjartarson. Così, la vasta collezione di falli di mammiferi, tra cui balene, foche e orsi, ora si è arricchita anche di un esemplare umano.
Una cerimonia ufficiale - riporta The Sun - ha segnato la presentazione ufficiale del nuovo pezzo della collezione di virilità.

Negli ultimi anni diverse persone avrebbero promesso di donare il proprio pene al museo islandese; tra queste un inglese, un americano e un tedesco. Ma Pall è stato il primo a farlo veramente. "Ho aspettato per 15 anni", ha detto il direttore del museo Sigurdur.

Al momento il museo vanta una collezione di 276 membri, tra cui un pene di poco più di 1 metro e 70 centimetri di una balena e un altro appartenuto a un tricheco canadese.

Sigurdur, 69 anni, ha spiegato di essere molto interessato a questa materia che lui chiama "fallologia". Una passione nata da giovane quando gli fu regalata una frusta per il suo bestiame, fatta di pene di toro. In seguito, quando lavorava in una scuola vicino a una stazione baleniera, i colleghi gli regalarono alcuni peni di balene.

Il museo è stato aperto 15 anni fa con 62 peni. E ora arriva quello umano che, per Sigdur, non è affatto una stranezza. "Le persone donano sempre qualche organo dopo la morte", ha detto, "La donazione di un pene non è piu' degna di nota della donazione di un altro organo, come un rene".

Parlando del suo amico Pall, ha detto: "Voleva stare sotto i riflettori. Era un tipo strano, uno spaccone. Gli piaceva essere provocatorio". Quanto alle dimensioni della nuova acquisizione il direttore del museo mantiene uno stretto riserbo oltre al senso del business: "Non ve lo dico, così verrete a scoprirlo di persona".

* Fonte TgCom

Uomo dona il proprio pene al Museo del Fallo

Uomo dona il proprio pene al Museo del Fallo

Uomo dona il proprio pene al Museo del Fallo
 
KAWASAKI (GIAPPONE) – Nella città di Kawasaki in Giappone si celebra ogni anno la festa del”Kanamara Matsuri”. L’origine di questo evento che vede decine di persone venerare per le strade della città un enorme fallo ha un’origine antichissima che risale all’epoca Edo (1603-1867).

Di questa particolarissima festa ne parla la community di internauti ‘We Love Tokyo’ che ci aiuta a capire meglio di cosa si tratta. Tutto comincia molto tempo fa con una leggenda che sembra quasi una favola.

La leggenda racconta che “vi era una ragazza posseduta da un demone, che si era infilato nella sua vagina. Esso mordeva il pene dei giovani che provavano a possederla, castrandoli. Ma un bel giorno un fabbro ebbe un’idea: costruì un grosso fallo d’acciaio, con cui penetrò la giovane, riuscendo finalmente a sconfiggere lo spirito maligno. A ricordo di questa impresa fu costruito un tempio shintoista, in cui era venerato proprio il fallo di metallo”.

“Il tempio in questione – spiega ancora ‘We Love Tokyo’ – è lo Wakamiya Hachimangu di Kawasaki, meglio conosciuto come ‘Kanamara Jinjya’. Qui, ogni primavera, viene celebrato il festival detto “Kanamara Matsuri”, la cui data varia di anno in anno”. La cadenza della festa è variabile un po’ come accade da noi per la Pasqua. Di solito il “Kanamara Matsuri” capita di domenica.

“Il Matsuri – continua la community – ha le sue radici nell’epoca Edo”. In questo momento storico le “prostitute usavano recarsi al tempio per pregare sia per l’incremento dei loro guadagni, sia per prevenire le malattie veneree come la sifilide, che all’epoca era molto temuta. Oggi il principale motivo del festival è pregare per il concepimento di un figlio, mentre la preoccupazione per la sifilide è stata sostituita da quella per l’Aids”.

La festa è molto particolare. Racconta ancora il blog in questione: “La festività diventa anche spunto per campagne di prevenzione e raccolta fondi. L’evento attrae molta gente: giovani, vecchi e bambini si ritrovano in piazza intorno a un fallo gigante. Le strade gremite sono contornate da bancarelle, che vendono ogni tipo di oggetto, dolciumi e cibarie a forma fallica. Vi è anche una moltitudine di travestiti, gay e lesbiche che partecipano con gran divertimento. Alcuni ricavano dei peni da daikon e carote, che verranno poi venduti all’asta durante il festival”.

“Il culmine della festa però, – conclude ‘We Love Tokyo’ - viene raggiunto quando parte la processione, presieduta da un prete shintoista, di cui è protagonista – manco a dirlo – un grosso pene nero, che viene trasportato in giro per le strade della città sopra a un baldacchino (omikoshi). Naturalmente i festeggiamenti proseguono per tutto il giorno, con danze, canti e cibo”.

* Fonte blitzquotidiano