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Tradito da moglie e fratello: lo scopre dopo la diagnosi di sterilità

Ha scoperto di essere sterile dopo che l'ex moglie lo aveva denunciato per il mancato versamento degli alimenti al figlio. Così, un operaio vicentino di 50 anni, ha messo alle strette l'ex coniuge, 40enne, scoprendo che il bimbo di cui andava orgoglioso non era suo. La donna gli ha confessato tra le lacrime che lo aveva tradito con suo fratello, e dal quel rapporto era nato il bambino.

Venuta alla luce la vicenda
- si legge su il Giornale di Vicenza - “l'uomo è stato assolto dal tribunale con la formula che «il fatto non sussiste”. Nell'udienza conclusiva il pm ha sottolineato, tra l'altro, “il vergognoso accanimento” della 40enne nei riguardi dell'ex marito.

L'operaio infatti aveva saltato per alcuni mesi il versamento
di 250 euro mensili per il ragazzino, dopo essere rimasto disoccupato. Ma lui non poteva essere il padre biologico del minore, come era stato accertato da un esame medico successivo che aveva accertato la sua condizione di sterilità.

* Fonte Tiscali

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Londra - Prima ha rotto il suo 'maialino' con dentro tutti i suoi risparmi - 288 sterline, quasi 330 euro - poi, non contento, ha usato la carta di credito della mamma e ha speso nel giro di poche ore altre 625 sterline - oltre 700 euro -. Succede in Inghilterra, dove un ragazzino di 12 anni ha speso oltre mille euro per curare la propria fattoria 'virtuale' su Farmville, il popolare gioco su Facebook che conta oltre 80 milioni di iscirtti nel mondo.

I suoi acquisti però sono stati notati dalla madre, che si è accorta delle transazioni sospette sulla sua carta mentre Facebook ha deciso di chiudere l'account del ragazzino.
La mamma però non riavrà i soldi spesi dal 'contadino in erba': questo perchè l'indirizzo da dove sono stati fatti gli acquisti coincide con l'indirizzo in cui è registrata la carta di credito. Alla mamma la banca ha spiegato che c'è un solo modo per riavere indietro i soldi: denunciare suo figlio alla polizia. Cosa che molto probabilmente la signora non farà. L'alternativa a questo punto per lei potrebbe essere quella di seguire la tendenza lanciata da Michelle Obama: prendere una casa con giardino e affidare a suo figlio la cura di un orto, vero e non virtuale.

* Fonte IGN

12enne spende oltre 1000euro (della madre) su Farmville!

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Usa il suo account di Facebook: figlio denuncia la madreMadre e figlio in tribunale, l’una contro l’altro, per volere del figlio sedicenne di nome Lane. L’accusa che il ragazzo muove alla mamma, Denise New, è di intrusione informatica sul proprio profilo Facebook, modifica di password e diffamazione a mezzo Internet. In poche parole: molestie.

AMMISSIONI – Denise New riconosce di aver cambiato le password, mossa dal buon intento di bloccare l'accesso al social network, e anche di aver scritto tre o quattro post, ma non di aver dovuto fare dell'hacking, in quanto il figlio aveva dimenticato di fare il logout dopo aver usato il computer materno. Ma i motivi veri dell’insinuazione della donna nell’identità sociale del figlio nascono da una telefonata a Denise da parte di un amico di Lane, preoccupato per le intemperanze del giovane a seguito di una storia sentimentale turbolenta.

PREOCCUPAZIONI MATERNE - Pare che Lane, a quanto dichiarava egli stesso in un post su Fb, avesse guidato una notte alla velocità di 150 Km/h, evidentemente turbato dopo un litigio con una ragazza. È probabile insomma che la signora New abbia iniziato a sospettare della vita sociale del ragazzo e, indotta in tentazione dal profilo del figlio aperto sul pc e servito su un piatto d’argento, non abbia resistito a intervenire, motivata probabilmente dalla preoccupazione e dalla convinzione che il social network non fosse cosa buona e giusta (da qui l’idea di bloccarlo): «Credevo di essere perfettamente in diritto di farlo. Ho letto cose che avrebbero fatto rabbrividire chiunque. E ciò nonostante lo perdonerò per avermi accusato di molestie».

IL PROFILO FACEBOOK SECONDO LANE – Lane, dal canto suo, non sembra disposto a perdonare, ferito non solo dall’idea di essere stato spiato, ma addirittura calunniato dalla genitrice. E se l’amore materno è incondizionato, quello filiale non dimostra in questo caso molta comprensione. Del resto il fine che giustifica i mezzi è una vecchia scusa e Lane si è sentito probabilmente violato nella sua identità profonda, mentre Denise ha reagito alla convocazione in tribunale mostrando grande sbigottimento, evidentemente sorpresa che un profilo Facebook possa essere vissuto da un adolescente come qualcosa di così privato e profondo.

CONTROLLO E PRIVACY – Il confine tra esigenze di controllo genitoriale e diritto alla privacy da parte dei minori è sempre più sbiadito, ma la vicenda giudiziaria, svoltasi nella cittadina di Arkadelphia in Arkansas, crea un precedente importante nello stabilire fino a che punto un padre o una madre possano monitorare i propri pargoli. Al di là di Facebook e degli account violati, madre e figlio avevano comunque un rapporto con precedenti complicati. Denise e Lane infatti non vivevano insieme: il ragazzino era stato affidato alla nonna, poiché la madre aveva avuto problemi mentali dopo la separazione dal marito. E mentre il giovane si è riaperto un account sul social network, la prima udienza (fissata per il 12 maggio) deciderà chi ha ragione e spiegherà anche quanto c’entri Facebook in questa storia di incomprensione generazionale.

* Fonte Corriere.it

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