Il gatto come una persona cara. Anzi, di più: come un compagno fedele che alla sua scomparsa “lascia un vuoto incolmabile”. Per Luciana Matalon, artista veneta di adozione milanese, la morte del suo felino di 15 anni, ha aperto un abisso. Al punto da spingerla a dedicargli un ultimo, e piuttosto costoso, gesto d’amore acquistando un’intera pagina del Corriere della Sera per dargli l’estremo saluto.
Tant’è che un insolito necrologio è apparso sull’edizione nazionale del quotidiano di via Solferino: una pagina tutta nera col graffito di un gatto e una dedica “oggi il mio amato Sky è stato rapito..e la mia fragilità urla l’assenza”. Un vuoto anche artistico visto che a sentir la sconsolata padrona “Tutto ciò che ho creato negli ultimi tre lustri è stato ispirato e poi dedicato a lui perché lui mi regalava emozioni da fondere nelle opere”.
Una simbiosi umano-felina, spiega Matalon talmente forte – “eravamo inseparabili”- da richiedere un funerale in grande stile. Per il gatto è stato anche affittato un elicottero per seppellirlo nel giardino della sua villa a San Pantaleo vicino ad Olbia vicino ad una scultura della padrona a lui dedicata.
* Fonte TGCOM
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KAZAN - E' morta per un attacco cardiaco nell'ascoltare, al suo risveglio, le preghiere dei suoi parenti. Lo shock ha 'ucciso' la donna mentre i suoi parenti, a lutto, le davano l'ultimo saluto davanti alla bara aperta. La 49enne Fagilyu Mukhametzyanov, svegliandosi e vedendo quello che la circondava, ha avuto un attacco di cuore ed è morta.
Era stata erroneamente dichiarata morta dai medici, per poi morire davvero sentendo le preghiere per la sua anima fatte dai suoi cari a Kazan, in Russia. Devastato il marito Fagili Mukhametzyanov, 51 anni. "Non era morta quando hanno detto che lo era, avrebbero potuto salvarla". Intanto il portavoce dell'ospedale Minsalih Sahapov ha assicurato che sul caso è stata aperta un'inchiesta.
* Fonte Leggo






Perdere un parente o un amico in un incidente stradale è una cosa tremenda. Ritrovarselo vivo e vegeto in chiesa, mentre si è seduti davanti ad una bara occupata da qualcun altro, risulta tuttavia altrettanto sconvolgente. E' questo è di fatto quanto accaduto alla famiglia di Ademir Jorge Goncalves, un muratore di 59 anni residente in Brasile.