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Lecce, il cartello 'hot' del ginecologo: ''Mettete gonna e calze autoreggenti''

LECCE - Ne avevamo sentite molte. Abito da sera, da cocktail, da tè, da cerimonia, da gioco, da montagna, da mare, da sub, da ginnastica, ma da ginecologo no, questo mancava. 

In un consultorio di Gallipoli, ventimila anime in provincia di Lecce, non sul set di uno di quei film anni Settanta con Edwige Fenech, tipo La soldatessa alla visita militare, si legge: «Abbigliamento consigliato per una visita ginecologica: gonna e calze autoreggenti». E il testo non l’ha scritto Alvaro Vitali, ma la dottoressa Bruna Scarcia, laureata alla Sapienza, madre di tre figli. 

Qualcuno ha sghignazzato, qualcun altro ha fotografato il cartello e lo ha pubblicato su Facebook. La notizia è arrivata al direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone, che ha subito fatto togliere la scritta malandrina. Aggiungendo, però, che era «sano come contenuto, scorretto nella forma». Cioè? Era scritto senza errori? No, certo che no. E lo spiega meglio la stessa dottoressa Scarcia: «È assurdo insinuare che un medico, un medico donna, di 62 anni abbia voluto lanciare un messaggio erotico, ho voluto solo velocizzare le visite e garantire la massima igiene, per praticità». Insomma, alla fine, spogliano anche la notizia.

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E' sana ma vuol diventare disabile: ''Le mie gambe non sono fatte per lavorare''

SALT LAKE CITY (USA) - Una storia incredibile, per quanto supportata dalla medicina. Chloe Jennings-White, 58 anni, dello Utah, è una donna sana che vuole diventare paraplegica. Un desiderio portato avanti da anni, per via di una rara condizione mentale di cui soffre sin da bambina.

E' da quando era ancora piccola, infatti, che Chloe vuole rinunciare alla sua sanità fisica per diventare disabile: la patologia si chiama Biid, Body integrity identity disorder (disordine dell'identità relativa all'integrità del corpo, letteralmente). La persona non si riconosce nel suo corpo e nella sua salute, e fa di tutto per cambiarla.

Tutto è iniziato quando aveva 4 anni: la donna andò a trovare sua zia, reduce da un incidente in bicicletta, che l'aveva costretta ad usare le stampelle. In Chloe, alla vista di quel problema di sua zia, scattò un meccanismo poi peggiorato, fino a desiderare di diventare paraplegica. Un desiderio portato avanti in tutti i modi, anche con incidenti avuti in modo volontario, come quando si gettò con la bici da una recinzione molto alta.

Ma ironia della sorte, nonostante molteplici tentativi, la 58enne è sempre rimasta illesa. Chissà cosa ne penseranno i veri paraplegici, dietro le cui storie ci sono spesso incidenti drammatici ed esistenze piene di difficoltà. E per fortuna l'operazione che esaudirebbe i suoi sogni, il taglio del midollo spinale, costa troppo, 16mila dollari. Una cifra decisamente troppo alta anche per chi ha un desiderio così autolesionista. «Qualcosa nel mio cervello mi dice che le mie gambe non sono fatte per lavorare», la spiegazione della donna, la cui storia è stata raccontata dal Daily Mail.

 

Ragazza protesta contro la depilazione femminile: ecco come

MALAGA (SPAGNA) – Una ragazza non si depila da 7 mesi per protesta.

Si chiama Paloma Goñi ed è una ragazza spagnola di Malaga, autrice del blog Airesdescambio.com. La ragazza sta portando avanti la sua personale battaglia contro la depilazione femminile e, per questo motivo, non si depila da circa 7 mesi. Secondo la ragazza, la depilazione è una tortura per molte donne, eppure quasi tutte continuano a sfoggiare un corpo privo di peli perché, secondo Paloma, sono “vittime” dei modelli dettati dalla società, che non danno scelta alle ragazze.

La ragazza ha diffuso delle foto in cui mostra le sue ascelle e le sue gambe non depilate. Paloma, si batte infatti affinché le donne possano tornare ad avere scelta sul togliere i peli dal proprio corpo.

Nel suo post ripreso poi dall’edizione spagnola dell’Huffington Post, Paloma che non si è tolta i peli dalle ascelle e dalle gambe per sette mesi si chiede: “Il fatto di essere donna mi obbliga a depilarmi? Sono previste altre opzioni”?

“Se dipendesse solo da me non lo farei. Ma dipende davvero solo da me? Logicamente con il mio corpo posso fare quello che voglio, ma non voglio sentire l’esigenza di escogitare piani per nascondermi e non sono una rivoluzionaria. Non sono preparata ad ascoltare critiche e sopportare gli sguardi altrui” scrive Paloma.

Davvero una scelta difficile per lei: “Quello che contesto è che siamo arrivati ad un punto tale che il genere femminile non abbia scelta. Viene dato per scontato che una donna si rada i peli su gambe ed ascelle. Alcune ragazze sono arrivate a rivendicare il diritto di mantenere i propri peli sulle parti intime. Penso che noi donne dobbiamo tornare a poter scegliere se volerci depilare o meno senza aver bisogno di passare per una rivoluzione”.

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