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GEORGIA (USA) - Giovedì sera, Lana Kuykendall ha lasciato il reparto di maternità del Greenville University Hospital di Atlanta dopo aver dato alla luce due gemelli. Trascorse 13 ore, è stata portata in ospedale dal marito: una infezione alla gamba si stava rapidamente diffondendo. È apparsa come una macchia che presto si è scurita, tendente al viola, al blu, accompagnata da un dolore spropositato, e si è gonfiata. La 36enne è stata ricoverata in unità di terapia intensiva del Memorial Hospital di Greenville, operata d’urgenza e attaccata a un tubo per respirare. Le hanno diagnosticato una fascite necrotizzante ed è stato necessario rimuovere le porzioni di tessuto infetto e quelle intorno per impedire l'ulteriore diffusione del batterio. In questi casi la mortalità è molto alta: lo shock settico è violento, la persona è incapace di prendersi cura di sé, ne deriva un collasso sistemico e la morte. Se si interviene in modo tempestivo, gli interventi chirurgici possono essere ripetuti, spesso si ricorre all’amputazione della zona infettata, la persona ammalata deve essere attentamente monitorata. Il recupero è lento, può durare alcuni mesi.

"Siamo ancora increduli che la nostra amica è qui. Ha appena avuto due bei bambini e ora è intubata al piano di sopra e non in grado di godere l'esperienza di essere madre e godersi i bambini" ha detto Kayla Moon, amica di Lana Kuykendall, la quale si sta occupando dei gemelli Ian e Abigail.

Lana Kuykendall è la seconda vittima del micidiale batterio che mangia la carne alla velocità di mezzo centimetro abbondante ogni ora. La prima donna ad aver contratto la fascite necrotizzante si chiama Aimee Copeland, è una ragazza di 24 anni della Georgia che ha perso una gamba e un dito a causa dell’infezione. (Vedi link in fondo)

* Fonte net1news

 
L'incubo di Lana: batterio le divora mezzo centimetro di carne ogni ora
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MILANO - Sono nati ad un mese di distanza l’uno dall’altro. Per i medici la nascita di due gemelli, nati uno il 18 marzo e l’altro il 18 aprile è scientificamente rilevante. Entrambi prematuri, Gregorio e Leonardo sono ricoverati in patologia neonatale e stanno bene.

Per la clinica Mangiagalli è il primo caso nella sua storia. I piccoli sono nati da una donna comasca, Nadia Rizzi, 41 anni, una negoziante di Ponte Lambro. Gregorio ha avuto fretta di nascere. Alla 24esima settimana premeva per uscire dal grembo materno.

 Così Nadia è stata portata d’urgenza in Mangiagalli. Il suo era un parto prematuro e dunque ad alto rischio. Ma l’équipe guidata dal primario di Ostetricia, Luigi Fedele, con Fabio Mosca, il responsabile della patologia neonatale, e i medici Gabriele Rossi, Manuela Wally Ossola e Barbara Acaia, hanno adottato una soluzione capace di tenere in vita i due piccoli.

«Con grandissima cautela e la massima attenzione abbiamo tagliato il cordone ombelicale del primo, per fare in modo che l’altro continuasse a crescere nella pancia della mamma — spiega Manuela Wally Ossola — l’intervento è riuscito e Leonardo, il gemello, è nato, alla 28esima settimana di gestazione». Gregorio al momento della nascita pesava 650 grammi e aveva una insufficienza respiratoria.

Ora è arrivato a 1 chilo e 520 grammi e respira bene. Leonardo, che pesava 1 chilo e 80 grammi alla nascita, adesso è di 1 chilo e 535 grammi. «Come tutti i piccoli prematuri, sono seguiti 24 ore su 24 — spiega il professor Fabio Mosca, il neonatologo — la mamma viene in ospedale tutti i giorni».

Probabilmente i due gemelli potranno vedere la loro casa a luglio-agosto. Al mondo non si contano molti altri casi come questo. Gli annali della medicina segnalano storie di gemelli partoriti in date diverse, a New Orleans nel 1995, a Edimburgo nel 2000. In Italia c’è stato un caso nel 2009 e nello stesso anno altri due gemelli sono venuti al mondo così nel Michigan.

* Fonte Leggo

Milano, parto incredibile: Gemelli nascono ad un mese di distanza
 
Aveva avuto un parto prematuro, al quale il piccolo Jamie Ogg non era riuscito a sopravvivere, a differenza della sorellina gemella Emily. Ma Kate, madre dei due bambini, non poteva rassegnarsi all'idea che uno dei suoi gemelli fosse morto. Così ha tenuto Jamie in braccio per due ore, baciandolo e coccolandolo, finché il neonato, miracolosamente, è tornato alla vita. E' accaduto in Australia, a Sydney, e i genitori del piccolo Jamie sono diventati delle vere e proprie celebrità, intervistati da tutti i giornali e le televisioni locali. Kate e suo marito David hanno raccontato la loro esperienza, che ha a dir poco del miracoloso.

"Il medico mi chiese, dopo il parto, se avevamo già dato un nome a nostro figlio. Io gli dissi che si chiamava Jamie, e lui tornò da me con il bimbo in braccio dicendomi: 'Abbiamo perso Jamie, non ce l'ha fatta. Mi dispiace'. E' stata la peggior sensazione che abbia mai provato - ha raccontato la donna alla trasmissione tv Today Tonight, citata dal Daily Mail - presi Jamie in braccio, lo strinsi a me. Le sue braccia e le sue gambe penzolavano dal suo corpo, non si muoveva. Io e David abbiamo iniziato a parlargli, gli abbiamo detto il suo nome e che aveva una sorella, gli abbiamo detto ciò che avremmo voluto che facesse nella sua vita. Dopo un po', ha iniziato a muoversi, a respirare ancora. Ho pensato 'Mio Dio, cosa succede?', e dopo pochi secondi ha riaperto gli occhi. E' stato un miracolo. Siamo i genitori più fortunati del mondo".

* Fonte Leggo

Jamie Ogg

Jamie Ogg

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