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Un dito gigante di 38 centimetri fotografato nel 1988 in Egitto è stato mostrato per la prima volta dalla Bild, il quotidiano tedesco. Fu ritrovato dal fotografo e imprenditore svizzero 56enne Gregory Spoerri, grande appassionato di Egitto. La Bild ha pubblicato anche una radiografia e un certificato risalenti agli anni 69 che testimonierebbero che si tratta di un dito umanoide fossilizzato che fa pensare che appartenesse a un gigante alto parecchi metri.  
Il fotografo ha raccontato di aver potuto solo vedere il reperto pagando 300 dollari a un tombarolo egiziano che disse di averlo trovato nei pressi della Piramide di Giza in Egitto, dove pure sono presenti sarcofagi giganteschi. Nonostante le pressioni del fotografo svizzero, l'uomo non gliel'ha venduto perchè era un patrimonio troppo importante per la sua famiglia. 
Ma in Egitto esistevano davvero i giganti? Lo storico romano Giuseppe Flavio nel 79 dC scrive: "Vi erano dei giganti. Molto più grandi e di forma diversa rispetto alle persone normali. Terribile a vedersi. Chi non ha visto con i miei occhi, non può credere che siano stati così immensi".

* Fonte Leggo

Ritrovato dito di gigante. Gli esperti assicurano: ''E' autentico''

Ritrovato dito di gigante. Gli esperti assicurano: ''E' autentico''

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Ritrovato dito di gigante. Gli esperti assicurano: ''E' autentico''

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KAWASAKI (GIAPPONE) – Nella città di Kawasaki in Giappone si celebra ogni anno la festa del”Kanamara Matsuri”. L’origine di questo evento che vede decine di persone venerare per le strade della città un enorme fallo ha un’origine antichissima che risale all’epoca Edo (1603-1867).

Di questa particolarissima festa ne parla la community di internauti ‘We Love Tokyo’ che ci aiuta a capire meglio di cosa si tratta. Tutto comincia molto tempo fa con una leggenda che sembra quasi una favola.

La leggenda racconta che “vi era una ragazza posseduta da un demone, che si era infilato nella sua vagina. Esso mordeva il pene dei giovani che provavano a possederla, castrandoli. Ma un bel giorno un fabbro ebbe un’idea: costruì un grosso fallo d’acciaio, con cui penetrò la giovane, riuscendo finalmente a sconfiggere lo spirito maligno. A ricordo di questa impresa fu costruito un tempio shintoista, in cui era venerato proprio il fallo di metallo”.

“Il tempio in questione – spiega ancora ‘We Love Tokyo’ – è lo Wakamiya Hachimangu di Kawasaki, meglio conosciuto come ‘Kanamara Jinjya’. Qui, ogni primavera, viene celebrato il festival detto “Kanamara Matsuri”, la cui data varia di anno in anno”. La cadenza della festa è variabile un po’ come accade da noi per la Pasqua. Di solito il “Kanamara Matsuri” capita di domenica.

“Il Matsuri – continua la community – ha le sue radici nell’epoca Edo”. In questo momento storico le “prostitute usavano recarsi al tempio per pregare sia per l’incremento dei loro guadagni, sia per prevenire le malattie veneree come la sifilide, che all’epoca era molto temuta. Oggi il principale motivo del festival è pregare per il concepimento di un figlio, mentre la preoccupazione per la sifilide è stata sostituita da quella per l’Aids”.

La festa è molto particolare. Racconta ancora il blog in questione: “La festività diventa anche spunto per campagne di prevenzione e raccolta fondi. L’evento attrae molta gente: giovani, vecchi e bambini si ritrovano in piazza intorno a un fallo gigante. Le strade gremite sono contornate da bancarelle, che vendono ogni tipo di oggetto, dolciumi e cibarie a forma fallica. Vi è anche una moltitudine di travestiti, gay e lesbiche che partecipano con gran divertimento. Alcuni ricavano dei peni da daikon e carote, che verranno poi venduti all’asta durante il festival”.

“Il culmine della festa però, – conclude ‘We Love Tokyo’ - viene raggiunto quando parte la processione, presieduta da un prete shintoista, di cui è protagonista – manco a dirlo – un grosso pene nero, che viene trasportato in giro per le strade della città sopra a un baldacchino (omikoshi). Naturalmente i festeggiamenti proseguono per tutto il giorno, con danze, canti e cibo”.

* Fonte blitzquotidiano

 


 

Il riordino degli archivi nazionali di Kew, a Londra, durato più di due anni sta portando alla luce una serie di storie interessanti.

Curiosa è quella di una ragazza di 12 anni che il 13 giugno del 1825 è salpata con la famiglia da Cork, in Irlanda, sulla nave Elizabeth, con l’obiettivo di arrivare in Canada e cercare un futuro mgliore. Ellen McCarthy, questo il nome della ragazza, era stata visitata dal medico di bordo P. Power, per via di ripetuti dolori sotto l’ombellico, sete costante, febbre ed un addome gonfio.

Il dottore per curarle i dolori le aveva anche prescritto una serie di sciroppi, dell’acqua di malto, e del brandy dopo aver vomitato un lombrico lungo 220 centimetri. Le sue condizioni però ancora non miglioravano ed allora, due giorni dopo, il dottore le ha somministrato un potente lassativo che le ha fatto espellere “una grande quantità di materia viscida”.

Il 29 giugno la sua condizione era nettamente migliorata tant’è che Power aveva scritto sul diario di bordo che era ormai “convalescente.”

* Fonte LadyBlitz


Il referto medico


Ellen McCarthy

Ellen McCarthy