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OXFORD - Un ragazzino di 14 anni è stato condannato ieri per stupro, dopo aver violentato un'anziana di 77 anni a Banbury, vicino Oxford. La violenza risale allo scorso novembre: secondo quanto riportano i quotidiani britannici, il 14enne sarebbe entrato in casa della donna usando come scusa l'esigenza di farle delle domande sulla guerra, per la scuola. Una volta entrato in casa, il ragazzino saltò addosso alla vecchietta, abusando di lei. Il 14enne, che fu arrestato due giorni dopo lo stupro, ha assistito alla sentenza con la testa bassa, quasi in lacrime. "E' stato un attacco crudele e rivoltante", ha commentato nella sentenza il giudice Patrick Eccles, che ha condannato il giovane a due anni.

 

* Fonte Leggo

 

''Mi parli della guerra''. Ragazzino entra in casa di un'anziana e la violenta

 

''Mi parli della guerra''. Ragazzino entra in casa di un'anziana e la violenta

 
Anri Suzuki, 24 anni, di Tokyo - Oltre a fare la pornostar è anche un'insegnante di storia e si è specializzata nello studio dell'invasione giapponese in Cina provando vergogna dai ciò che hanno fatto i propri concittadini.

Ha detto: "Dobbiamo imparare dalla storia e anche se non possiamo cancellare quello che è successo, possiamo cercare di rimediare a quello che è stato fatto".

"Voglio curare le ferite della Cina e dei cinesi con il mio corpo e quindi lo offro gratuitamente a tutti gli studenti cinesi che vivono in Giappone. So che questa sarà una ricompensa simbolica per loro".

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Anri Suzuki

Anri Suzuki

Anri Suzuki

Anri Suzuki

Anri Suzuki

Professoressa vuole fare sesso con gli studenti e chiedere scusa per l'invasione giapponese

Anri Suzuki

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Professoressa vuole fare sesso con gli studenti e chiedere scusa per l'invasione giapponese

Professoressa vuole fare sesso con gli studenti e chiedere scusa per l'invasione giapponese

Anri Suzuki
 

Grazie a Gianmarco per la segnalazione!

Aveva scritto una lettera al figlio, un soldato americano inviato in Iraq, e la missiva le era stata rispedita indietro con la dicitura "destinatario deceduto". Il figlio della donna, Joan Najbar, in realtà  era vivo. Ma a comunicarglielo era stata poi la Croce Rossa: nessuna richiesta di scuse era più arrivata dalle Poste. Così oggi la Najbar ha deciso di fare causa proprio alle Poste per lo shock emotivo procuratole dalla falsa notizia.

Joan Najbar ha presentato una denuncia a un tribunale di Duluth, la cittadina del Minnesota in cui vive, lo scorso novembre.

"La signora Najbar non ha mai ricevuto le scuse ufficiali delle Poste nè una spiegazione per quella dicitura apposta sulla lettera quando il destinatario non era affatto deceduto ma vivo e vegeto", si legge nell'esposto preparato dal suo legale.

I fatti risalgono al 2006, quando nel mese di settembre la donna aveva scritto al figlio, che all'epoca era in Iraq per un periodo di 22 mesi. La sua lettera era tornata indietro due settimane dopo.

Successivamente era stata la Croce Rossa a comunicarle che il figlio, di cui non aveva avuto notizie per un certo tempo, era vivo e stava bene. Adesso la signora Najbar pretende un risarcimento per "il forte shock emotivo" che la vicenda le aveva procurato.

Fonte Tgcom