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VERONA - Così tanta gente nella piazza di Lazise, in piena notte, non si era mai vista. Alcuni ragazzini sono riusciti martedì notte ad aggirare i firewall e a mandare in onda nella piazza in provincia di Verona dei filmini porno attraverso lo schermo del totem-colonna che fornisce informazioni turistiche, installato sotto il municipio.


Ecco come sono andati i fatti. Il cartellone informatico consente l’accesso al portale di «Verona Più Online», attraverso una tastiera touch screen. Un gruppetto di sedicenni non ci ha messo molto a superare i firewall, collegarsi a Internet e aprire il sito Youporn. Gli adolescenti hanno così programmato sullo schermo una successione di filmati a luci rosse ad alto contenuto hard, che sono poi andati in onda fino a notte inoltrata. «E’ stato un evento storico: non abbiamo mai visto tanta gente così in piena notte in piazza a Lazise», racconta Giuseppe Pachera, titolare di una birreria di fronte al municipio.


Camerieri, pizzaioli, turisti e gruppi di ragazzi, hanno riempito la piazza. «Tutti si fermavano a guardare, soprattutto uomini però, le donne ridacchiavano ma poi si allontanavano. Tutti i gestori della piazza hanno lasciato il lavoro e si sono raggruppati a guardare questo spettacolo, che per noi maschietti è stato, diciamo, più che divertente», continua Pachera. Giampaolo Campagnari, di un bar poco più avanti del tabellone racconta: «Io non ho potuto vedere i filmati, ma ho visto la gente che faceva festa». Il Comune, informato solo il giorno dopo, ha provveduto ora a bloccare gli accessi.

* Fonte Leggo

YouPorn sul maxischermo: piazza piena nel veronese


 
Il furto è stato 'virtualè, la denuncia e la successiva inchiesta avviata dalla procura è invece 'reale'. Già, perchè il «colpo» subito da Paola Letizia, 44 anni, una palermitana che lavora al Pubblico registro automobilistico, è stato compiuto da un hacker nella casa costruita in uno dei giochi di Facebook più noti: «Pet society».

La donna l'ha trovata vuota. Il divano di marca, l'idromassaggio e le conchiglie, l'acquario, il tavolo da biliardo, la parete attrezzata, gli specchi. Non c'era più nulla. Niente quadri sui muri, tappeti e tende acquistate con gusto e ricercatezza. Hanno portato via anche il cordless di ultima generazione. Paola non si è rassegnata e ha presentato una denuncia: la Procura di Palermo ha aperto un'indagine e adesso la polizia postale, come riportano alcuni quotidiani, dà la caccia al pirata che si è introdotto nell'account di posta elettronica della donna e le ha «svaligiato» la casa virtuale. Un'abitazione che esiste solo sul social network, ma che la protagonista considera un'autentica proprietà.

Sette stanze arredate in stile moderno con un gatto, anch'esso virtuale, che lei aveva chiamato Blue Cat, e che è rimasto solo. Nell'appartamento vuoto, il ladro virtuale ha lasciato soltanto lui. Il pm Marco Verzera aveva chiesto l'archiviazione del caso, ma i legali si sono opposti e il gip Fernando Sestito ha imposto la prosecuzione delle indagini per «introduzione abusiva e aggravata» nella corrispondenza elettronica e nelle attività ad essa collegate: un reato punito con l'articolo 615 e che prevede una pena da uno a cinque anni. All'impiegata hanno rubato la password e violato l'account di posta elettronica, passaggio obbligato per andare alla sua casetta di Pet Society. Un vero e proprio furto perchè l'hacker ha lavorato per ore - come i topi d'appartamento. «Per arredare la casa bisogna frequentare negozi virtuali - spiega Paola Letizia - di arredamento, abbigliamento, per articoli da regalo».

* Fonte Leggo


Svaligiata casa virtualesu Facebook: Aperta indagine
 
Traffico in tilt nella capitale russa: un enorme monitor in pieno centro trasmette per un minuto un film per adulti.

Lo schermo, nove metri per sei, a poca distanza dal Cremlino, è gestito dalla società 3Star. E proprio dalla compagnia di comunicazione pubblicitaria è arrivata la notizia: "La diffusione del pornospot è da attribuire all'attacco di un hacker". Anche Viktor Laptev, direttore commerciale dell'agenzia pubblicitaria, ha puntato il dito contro "qualche teppista o azienda avversaria"