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Sesso al cesso: San Valentino di fuoco in Canada, amore libero in bagni ristorante

Sesso in bagnoDal 12 al 15 febbraio sarà possibile fare sesso liberamente nelle toilette del ristorante “Mildred’s Temple Kitchen” di Toronto. La notizia, pubblicata dal quotidiano “The Star”, è rimbalzata rapidamente sulla Rete, forte del fatto che il Dipartimento per la salute e la sicurezza Alimentare di Toronto ha già espresso parere favorevole. Boom di visite sul sito del ristorante.

Rory Gallagher, gestore del ristorante, sta organizzando una festa di San Valentino trasgressiva e libertina che piace anche a Donna Dooher, proprietaria dello storico locale di Toronto che dice alla stampa “nelle nostre toilette sono sempre avvenute cosette a sfondo sessuale, questa volta facciamo un passo in più.”

Personale molto discreto garantirà la privacy alle coppie che si apparteranno, oltre a ristabilire le condizioni igieniche ottimali non appena un rapporto verrà consumato. Ulteriori dettagli – di natura soprattutto comportamentale – sono sul sito del locale dove, oltre a mostrare la foto dei bagni del locale, la proprietaria provoca il pubblico con una frase che suona più o meno come “sai farlo soltanto a letto?”

Le autorità sanitarie hanno stabilito che non c’è violazione di nessuna norma comunale, a patto che i rapporti sessuali non avvengano in cucina e che le toilette siano sempre pulite.

Articolo scritto dalla nostra fan d'eccezione Giuditta Mosca

* Fonte Tgcom, BlitzQuotidiano

Sesso al cesso: San Valentino di fuoco in Canada, amore libero in bagni ristorante

 

Sesso al cesso: San Valentino di fuoco in Canada, amore libero in bagni ristorante

 

Sesso al cesso: San Valentino di fuoco in Canada, amore libero in bagni ristorante


Si lava capelli dopo 26 anni

by ScuolaZoo, 04 Febbraio 2010, 62294 viste .
tag 26 anni lavare mr. luo pulizia lavarsi igiene capelli shampoo

Mr. Luo



La testata Asia News dà notizia dell’ottantenne Mr. Luo, di un paesino vicino alla città cinese di Chong Qing, che si è finalmente lavato i capelli dopo una pausa di oltre ventisei anni. Le sue chiome sono lunghe circa due metri e la sua barba un metro e mezzo. Secondo quanto riferito, il procedimento ha richiesto cinque ore e tre pacchi di detergente per i panni. I normali tipi di shampoo non sono risultati adeguati al compito.

* Fonte EssentialNews, Weird AsiaNews


Mr. Luo

 

Mr. Luo

Il dentista che orinava nel lavello dei pazienti

by ScuolaZoo, 12 Gennaio 2010, 5216 viste .
tag igiene dentista sporcizia orinare lavello pazienti
Il dentistaSembrava un dentista modello, estremamente attento all'igiene, e invece, con gli strumenti che poi usava nelle bocche dei propri pazienti, aveva l'abitudine di pulirsi unghie ed orecchie. L'uomo, il dottor Alan Hutchinson, un 51enne che esercitava a Batley, nel West Yorkshire, rischia ora di perdere la licenza.
Hutchinson, considerato da tanti un professionista serio, è inoltre accusato di avere orinato nel lavello dello studio e di essersi rifiutato di lavarsi le mani prima di visitare una paziente presente alla scena.
"Ha risposto in maniera strafottente alle mie rimostranze", ha testimoniato la donna davanti a una giuria disciplinare. Il dentista è stato temporaneamente sospeso. Se il tribunale lo giudicherà colpevole verrà cancellato dall'albo, in caso contrario potrà riprendere l'attività.

Fonte Tiscali

Ragazza rimasta paralizzata dopo aver mangiato un hamburgher.

paralizzataGrazie a Valentina per la segnalazione!

WASHINGTON
— L'incubo di Stephanie Smith cominciò una sera d'autunno di due anni fa. Una cena in famiglia. Il classico barbecue americano della domenica. Hamburger, insalata e patate al forno. Ma in quella polpetta di carne tritata, acquistata surgelata a un supermercato, non c'era Angus Beef selezionata e di prima qualità, come dichiarava l'etichetta della Cargill, l'azienda produttrice. Era un impasto immondo, fatto di ritagli di mattatoio pieni di grasso e di una poltiglia ottenuta centrifugando i resti degli animali in un impianto del Wisconsin. Gli ingredienti venivano da Nebraska, Texas, South Dakota e perfino da un macello dell'Uruguay. Cominciò con forti dolori di pancia e crampi. Lei pensò a un virus. Poi vennero la diarrea e il sangue alle feci. La sofferenza si fece insopportabile. Cinque giorni dopo aver mangiato l'hamburger, Stephanie, 22 anni, venne ricoverata al St. Cloud Hospital del Minnesota.

La diagnosi: avvelenamento da colibatterio. La più virulenta e devastante delle salmonelle: O157:H7. La ragazza entrò in coma e vi rimase per nove settimane. Quando ne uscì, il male aveva devastato il suo sistema nervoso. Non poteva camminare, era paralizzata dalla vita in giù. «Perché a me? E perché da un hamburger?», si chiede Stephanie raccontando la sua sconcertante vicenda al New York Times, che vi ha dedicato la prima e un'inchiesta di due pagine nella sua edizione domenicale. La risposta in parole semplici è che la ragazza ha avuto sfortuna nella roulette russa di una catena alimentare ad altissimo rischio, che ogni giorno gioca con la salute e qualche volta con la vita di milioni di americani. È dal 1994, da quando un'intossicazione collettiva da colibatteri esplose nei ristorati Jack the Box portando alla morte di 4 bambini, che le aziende produttrici di cibo e le reti di distribuzione sono state messe in guardia con un divieto severissimo di vendere prodotti contaminati. Ma ogni anno negli Stati Uniti, ci sono 70 mila persone che contraggono l'agente patogeno dopo aver ingerito prodotti delle grandi multinazionali alimentari.

E se è vero che il caso di Stephanie Smith sia estremo e che gran parte degli intossicati non accusino conseguenze permanenti per la loro salute, l'indagine del Times squarcia il velo di un sistema, dove non c'è alcuna sicurezza igienica, la carne è di indubbia provenienza e di fatto mangiare un hamburger equivale a una scommessa. Nei giorni seguenti al ricovero di Stephanie, 940 persone che avevano consumato lo stesso tipo di polpetta si ammalarono, costringendo la Cargill a ritirare dal mercato l'equivalente di 400 quintali di carne macinata. Mancano seri test sugli ingredienti e la loro origine, le ispezioni negli impianti vengono ridotte al minimo per tagliare sui costi, i lavaggi delle carcasse sono sempre approssimativi, le direttive emesse dal Dipartimento dell'Agricoltura quasi sempre rimangono inapplicate. Il dramma del Minnesota ha smosso qualcosa. Colpita da centinaia di cause penali intentate dalle vittime, Cargill ha accettato di rendere più severo il processo produttivo. Stephanie intanto vive nella casa della madre a Cold Spring, passa molto tempo facendo fisioterapia, pagata dall'azienda che l'ha avvelenata come anticipo sull'accordo di risarcimento finale. I suoi reni sono a rischio permanente di blocco. Faceva l'insegnante di danza per i bambini, prima. Quei passi non potrà farli mai più.

Fonte Corriere.it

Sesso al cesso: San Valentino di fuoco in Canada, amore libero in bagni ristorante

La notizia, pubblicata dal quotidiano “The Star”, è rimbalzata rapidamente sulla rete, forte del fatto che il Dipartimento per la salute e la sicurezza Alimentare di Toronto ha già espresso parere favorevole
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Si lava capelli dopo 26 anni

by ScuolaZoo, 04 Febbraio 2010, 62294 viste
tag 26 anni lavare mr. luo pulizia lavarsi igiene capelli shampoo
Incredibile ma vero! Mr. Luo, un anziano cinese di Chong Qing dopo ben 26 anni si è lavato i capelli, ma la cosa non è stata semplice dato che per lavarli i normali tipi di shampoo non sono stati adeguati...
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Il dentista che orinava nel lavello dei pazienti

by ScuolaZoo, 12 Gennaio 2010, 5216 viste
tag igiene dentista sporcizia orinare lavello pazienti
Sembrava un dentista modello, estremamente attento all'igiene, e invece, con gli strumenti che poi usava nelle bocche dei propri pazienti, aveva l'abitudine di pulirsi...
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Ragazza rimasta paralizzata dopo aver mangiato un hamburgher.

L'incubo di Stephanie Smith cominciò una sera d'autunno di due anni fa. Una cena in famiglia. Il classico barbecue americano della domenica. Hamburger, insalata e patate al forno. Ma in quella polpetta di carne tritata, acquistata surgelata a un supermercato, non c'era Angus Beef selezionata e di prima qualità.....
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