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Non c'è la prova che il pene ripreso col telefonino in un video durante un rapporto sessuale sia dell'imputato. Per questo il tribunale di Sciacca ha assolto un uomo che era stato denunciato dall'amante che lo accusava di aver diffuso su internet il video hard. L'uomo prosciolto ora passa al contrattacco e dice: «Lei sapeva che non ero io in quel filmato la denuncio per calunnia».

L'episodio, come scrive Repubblica-Palermo, avvenne nel 2007 quando la donna di 35 anni trovò in rete il video che lei sostiene ha girato l'uomo con cui aveva una relazione extraconiugale. Per questo lo denunciò chiedendo anche 50 mila euro di risarcimento danni. Nel video si vede un rapporto orale in auto e la ripresa fece il giro della cittadina agrigentina e venne mostrato anche alla figlia minorenne della donna. Nel video si sentirebbe anche la telefonata del marito della donna che le chiede notizie della cena. Lei risponde di scongelare i legumi.

* Fonte ilMessaggero


«Il pene non è riconoscibile». Assolto dall'accusa di aver diffuso video hard
 
In Cina una donna di 46 anni e’ stata condannata ad un anno di lavori forzati per aver ridicolizzato i nazionalisti antigiapponesi attraverso il sito web Twitter con un messaggio. Lo ha reso noto il fidanzato della donna.

Hua Chunhui, ha raccontato che aveva mandato alla fidanzata Chen Jianping un ‘’tweet’’ - un breve messaggio che puo’ essere inviato anche con un telefono cellulare - nel quale si prendeva gioco dei giovani nazionalisti che avevano organizzato manifestazioni contro il Giappone, invitandoli ironicamente ad attaccare il padiglione giapponese all’ Expo di Shanghai, che era sorvegliato da un massiccio schieramento di polizia. Chen Jianping ha inoltrato il messaggio ad un altro amico, aggiungendo il commento. ‘’forza, giovani arrabbiati!’’.

I due sono in seguito stati fermati dalla polizia ma, mentre Hua e’ stato rilasciato dopo cinque giorni, Chen e’ stata condannata a trascorrere un anno in un di campo di lavoro, uno dei cosidetti ‘’laogai’’.

In Cina la polizia puo’ decidere di rinchiudere un cittadino nei ‘’laogai’’ per un massimo di quattro anni senza che sia necessario un intervento della magistratura. Si ritiene che attualmente circa 300mila persone siano detenute nei campi di lavoro. La vicenda dimostra, secondo il direttore regionale di Amnesty International Sam Zarifi, ‘’il livello della repressione contro la libera espressione su Internet esercitato dalla Cina’’.

* Fonte QuotidianoNet

 


Chen Jianping

Chen Jianping

Chen Jianping

 
"La nonnina combattente", è stata soprannominata su Facebook. Parliamo di Annarella, una signora di 84 anni che ha l'abitudine di andare dai politici a dire loro ciò che pensa. Dopo il servizio di Striscia la Notizia, che ha mandato in onda la sua ira contro la deputata Anna Maria Bernini ("Ma che cultura de governo, ma che stai a dì, ve comprate 'a ggente!"), Annarella è diventata un idolo del web.

Oltre a diverse pagine e gruppi su Facebook, da "La nonnina combattente", appunto (oltre 2mila iscritti) a "Primarie: io voto Annarella", e molti altri, sono impressionanti i numeri su YouTube. Il video mandato in onda da Striscia è stato visualizzato da diverse migliaia di internauti, che hanno eletto Annarella a nuovo idolo della piazza.

"Signora io la rispetto, rispetto il suo punto di vista", prova a ribattere con calma la Bernini, nel video mandato in onda da Canale 5. "E no io invece nun ve rispetto, perché siete dei mascalzoni!", tuona la vecchietta. Ma non è solo la Bernini la 'vittima' di Annarella. Anche il finiano Della Vedova, durante la sua intervista, viene interrotto dalla signora, che gli chiede: "Ma siete sicuri che gli elettori vi hanno dato tutta 'sta fiducia? Non è che ve siete comprati i voti, che Berlusconi s'è comprato i voti?".

* Fonte Leggo


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