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GambeGrazie a Giovanni per la segnalazione!
Nove mesi di atroci sofferenze per guadagnare otto centimetri d'altezza. È il prezzo pagato da Hajnal Ban, trentunenne consigliere comunale di Logan City, cittadina del Queensland (Australia), che ha confessato di essersi sottoposta a un'operazione di allungamento degli arti inferiori in Russia. L'intervento risale a otto anni fa, ma solo adesso la Ban ha deciso di svelare il suo passato ai concittadini. L'operazione fu dolorosissima: prima le furono spezzate le gambe in quattro punti e poi la ragazza rimase ferma in ospedale per diversi mesi mentre le sue gambe venivano allungate di un millimetro al giorno. Alla fine del trattamento la futura politica australiana misurava un metro e 62 centimetri contro il metro e 54 cm di prima dell'operazione.

INTERVENTO - L'intervento fu eseguito nella clinica ortopedica Ilizarov di Kurgen (Russia) e costò circa 40 mila dollari australiani (circa 21 mila euro). In realtà la Ban, di origini ungheresi ma nata in Israele, che vive sin da quando era piccola in Australia, aveva già raccontato questa singolare esperienza, ma anonimamente: nel 2006, con lo pseudonimo di Sara Vornamen, aveva pubblicato a proprie spese il libro God Made Me Small, Surgery Made Me Tall (Dio mi fece bassa, l'intervento chirurgico mi ha fatta diventare alta). Solo in questi giorni un network australiano ha scoperto la vera identità dell'autrice e così la Ban ha dovuto gettare la maschera. Secondo quanto ha raccontato agli organi d'informazione internazionali fin da piccola a causa della sua statura bassa ha avuto dei complessi. A scuola alcuni compagni classe la chiamavano «nana» e lei non si sentiva a suo agio. «Tante ragazzine soffrono a causa del loro peso oppure per le dimensioni del proprio naso», ha dichiarato al Times di Londra. «Io invece stavo male per la mia statura».

FELICE - Dopo anni di meditazione e studi, Ban decide di fare il grande passo e vola in Russia: «Dall'intervento fino alla completa riabilitazione è passato circa un anno e alla fine per nove lunghi mesi ho sofferto dolori atroci», ricorda la trentunenne. Inoltre la rappresentante politica ha raccontato che al tempo della sua operazione, nella clinica Ilizarov erano davvero pochi i pazienti che si sottoponevano a un intervento simile per ragioni estetiche. La maggior parte delle persone curate nella clinica infatti presentava gravi malformazioni o seri problemi di crescita delle ossa. A distanza di diversi anni la Ban non si pente della sua decisione: «Non ho affatto rimpianti, è stata una decisione che ho preso assieme alla mia famiglia», dichiara. «Ero preparata, avevo fatto ricerche e sono molto felice che alla fine sia andato tutto bene». Tuttavia dichiara che non se la sente di consigliare alle ragazze di bassa statura un'esperienza simile e soprattutto spera di non essere ricordata per sempre come la donna che allungò le sue gambe: «Voglio che le persone mi considerino per quella che sono e per il mio impegno politico».

Fonte Corriere.it

 


Leonid Ivanovich Rogozov



Si è operato senza guanti nel 1961, il medico sovietico che a soli 27 anni ha eseguito sul proprio corpo un intervento di appendice in una base antartica dell'ex Urss. Quando ha iniziato a sentire il dolore ha nascosto il disturbo, poi ha seguito una terapia antibiotica. Finché non è arrivato il momento di affrontare l'operazione. Ha avuto un gruppo di assistenti improvvisati, si legge sull'articolo pubblicato sulla rivista scietifica British Medical Journal, che lo hanno aiutato mentre si auto-asportava l'appendice. Si doveva fermare per una ventina di secondi ogni 5 minuti. Perdeva molto sangue e pensava di svenire, si legge nel report in cui il figlio del medico racconta la sua esperieza. Ma alla fine tutto è andato per il meglio. Tornato in Russia dove ha ha esercitato fino al 2000 la professione di chirurgo


Leonid Ivanovich Rogozov

 

Leonid Ivanovich Rogozov

 

Leonid Ivanovich Rogozov



* Fonte La Repubblica, Il Corriere

Grazie a Kebenna e Michele per la segnalazione!
 
Aneesh ShuklaI suoi genitori avevano deciso di passare un weekend romantico fuori, così lui, facoltoso sedicenne, ha avuto una idea brillante: organizzare un party nella sua casa, una villa da oltre un milione di euro a Kingston-upon-Thames, borgo meridionale di Londra. Aneesh Shukla, però, non è stato molto attento agli inviti: dopo aver pensato bene di invitare i suoi amici usando Facebook, si è ritrovato in casa più di cento persone, di cui molti intrusi. E proprio gli intrusi gli hanno sfasciato la casa, lanciando decine di oggetti fuori dalle finestre e provocando moltissimi danni. Per riportare la calma sono serviti addirittura gli interventi di polizia e ambulanze, poichè c'erano dei feriti. Aneesh, che frequenta la Westminster school (scuola privata da 25mila euro l'anno), ha perso il controllo non appena sono arrivati i balordi, completamente ubriachi, che hanno distrutto i lampadari, le auto parcheggiate e parecchi oggetti di valore, dopo di che hanno persino fatto pipì dalle finestre e gettato bottiglie di vetro nei dintorni. "Quando sono tornata a casa ho visto decine di ragazzi per la strada - ha detto una vicina, Sally Maton, al Daily Mail - c'erano tante bottiglie sul prato, e i ragazzi bevevano, urinavano, vomitavano. Dalle finestre cadeva di tutto". Quando i genitori sono tornati, hanno trovato la loro casa semidistrutta, ma non sono andati nel panico: hanno subito ingaggiato una impresa di pulizie e uno staff di giardinieri per far tornare tutto come prima. Ai giornalisti non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione, ma c'è da scommettere che Aneesh, per ciò che ha combinato, avrà una punizione decisamente dura.

* Fonte Leggo, Corriere.it



Aneesh Shukla



Sedicenne organizza un party su Facebook e gli distruggono la villa