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Ha il seno troppo grosso, il negozio di intimo la licenzia

Washington - Il suo decollete le è costato il posto di lavoro, ma Lauren Odes, una voluttuosa signora bionda, non intende arrendersi. Assunta solo lo scorso 24 aprile da un negozio di intimo nel cuore di Manhattan noto per i suoi completini sexy e la sua pubblicità osè non se lo sarebbe mai aspettato: eppure è stata licenziata su due piedi, solo una settimana dopo aver preso servizio come impiegata, per essere troppo sexy.

In particolare per avere un seno troppo voluminoso. Almeno questo è quanto sostiene la donna che ha fatto causa al negozio ‘Native Intimates’, sostenendo di essere oggetto di discriminazione per la forma del suo corpo.

Rappresentata legalmente dalla nota avvocata di vip hollywoodiani e non, Gloria Allred, Odes ha dichiarato: “Sono rimasta scioccata quando il manager mi ha detto che sono troppo provocante e che il mio seno è troppo grosso”. A suo avviso, il manager le avrebbe inoltre fatto sapere che causa del suo licenziamento era anche il fatto che il padrone del negozio, un ebreo ortodosso, non gradiva il suo abbigliamento.

Curiosamente sulla vetrina del negozio, a fare pubblicità agli intimi, è la foto di una donna che si stringe i seni voluminosi.

Nei documenti presentati in tribunale, la donna fa appello a due tipi di discriminazione: una di carattere religioso e una basata sul sesso e sostiene di essere stata messa alla porta ‘’per essere attraente, per non essersi conformata ai limiti religiosi imposti dai superiori e per avere determinate parti del corpo’’.

* Fonte quotidiano.net

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Lei, lui e l’altro (amante di lui) e il cane che scopre la tresca. La storia si svolge in un piccolo paese della provincia di Milano alle porte di Legnano, ed ha come protagonista Charlie un cane di cinque anni di razza bassethound. Marta e Venanzio sono una coppia sulla quarantina sposati da tempo, lui condivide la passione della caccia con Gianni 46 anni conosciuto nel corso di una battuta nella Brianza Lecchese. Con il tempo l’amicizia tra i due diventa sempre più stretta fino a tramutarsi in una relazione sentimentale clandestina.

Gianni arriva a prendere casa nello stesso stabile dove abita Venanzio. Per diversi mesi la cosa va avanti senza che Marta sospetti nulla, ma la relazione viene scoperta grazie al cane Charlie in maniera piuttosto rocambolesca. Infatti una domenica mentre i tre sono a pranzo nell’appartamento di Gianni il cane spunta dalla stanza da letto del padrone di casa con in bocca un indumento intimo di Venanzio, un paio di mutande che la moglie gli aveva appena regalato, mutande inconfondibili con disegnata un’ochetta sul davanti.

Scoppia il putiferio e dopo che Gianni e Venanzio confessano a Marta la loro relazione, questa chiede ed ottiene la separazione con il diritto di continuare a vivere nella casa coniugale, mentre Venanzio si trasferisce definitivamente a casa di Gianni. La storia finisce davanti al tribunale degli animali di AIDAA in quanto i due ex coniugi vogliono entrambi bene al cane e non se ne vogliono separare.

Pur essendo intestato all’anagrafe canina a Venanzio, il cane vive da sempre nella stessa casa di Marta. Da qui la decisione di mettere tutto nelle mani del tribunale degli animali di AIDAA. Dopo alcuni mesi si arriva ad un accordo: Charlie rimane di proprietà di Venanzio ma potrà essere accudito da entrambi gli ex coniugi che vivono ancora nello stesso stabile. Ed inoltre al cane è concesso di continuare a dormire nella sua cuccia che si trova presso l’appartamento coniugale ora affidato a Marta.
Le spese di mantenimento e delle cure veterinarie saranno equamente divise tra i due proprietari mentre nell’accordo sottoscritto rimane in capo ai volontari dell’associazione animalista il compito di valutare ogni sei mesi per tre anni l’andamento e la buona riuscita dell’accordo. La clausola firmata da entrambi prevede infatti che l’eventuale inadempiente perderà il diritto di vedere Charlie.

* Fonte Ansa


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