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WATERLOO- Una piccola scienziata porta a segno una buona scoperta. Ha solo 16 anni e già all'attivo una scoperta scientifica importante: una sostanza antinvecchiamento composta da nanoparticelle presenti nelle fibre del legno. Janelle Tam, liceale canadese di Waterloo in Ontario, ha ricevuto il primo premio, accompagnato da un assegno di 5mila dollari, del Sanofi BioGENEius Challenge, assegnato da scienziati del consiglio nazionale del Canada. La sostanza scoperta, battezzata Ncc (nano-cellulosa cristallina) potrebbe essere utilizzata in un prossimo futuro in diversi ambiti della medicina antiaging, per la sua capacità di neutralizzare numerosi radicali liberi e per un potere antiossidante superiore a quello delle vitamine C ed E, rispetto alle quali è più stabile è ha azione più duratura. La giovane ricercatrice è riuscita ad accoppiare chimicamente con nanoparticelle di carbone il buckminsterfullerene. La coppia agisce come un aspiratore, neutralizzando i radicali liberi. La Ncc non è tossica, è stabile, solubile nell'acqua e "rinnovabile" perchè estratta dagli alberi. Il suo uso potenziale non si limita all'antiaging ma è di ampio raggio, perchè si tratta di una sostanza forte come l'acciaio, ma morbida, durevole e ultra leggera. E già si calcola un mercato milionario per i prossimi decenni.
* Fonte Leggo
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HA ANCORA I DENTI DA LATTE Gli scienziati sono convinti che questo sia regolato da pochi geni, il caso di Greenberg potrebbe aiutare a identificarli. All'apparenza, la bambina, che vive con i genitori e tre sorelle del tutto normali in un sobborgo di Baltimora, sembra in tutto e per tutto un bebè di pochi mesi. Per 17 anni i genitori hanno continuato a cambiarle i pannolini o a darle ciucciotti. Brooke non cammina ma gattona soltanto, anche se ha imparato almeno a sorridere e ridere se solleticata. Tuttavia non ha mai appreso a parlare e ha ancora i suoi denti da latte. Ha però avuto anche gravi problemi di salute che più volte ne hanno minacciato la vita. «Brooke è semplicemente una bambina meravigliosa - dice al Times suo padre Howard Greenberg - è molto pura. Borbotta come un bebè di 6 mesi, ma comunque comunica e noi sappiamo sempre che cosa vuol dire». Greenberg aggiunge di esser favorevole all'esame del Dna se questo potrà aiutare altri. «La nostra ipotesi - spiega ancora il ricercatore Walker - è che soffra di un danno di uno o più geni che coordinano il modo in cui il corpo si sviluppa e invecchia. Se possiamo usare il suo Dna per trovare un gene mutante allora potremo fare dei test in laboratorio su animale per vedere se possiamo 'spegnerlì e arrestare a piacere il processo di invecchiamento. Questo - conclude con una certa enfasi lo scienziato - semplicemente potrebbe darci un'opportunità di rispondere alla questione del perchè siamo mortali».
* Fonte Leggo
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