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Toby Blythe ha 4 anni e i suoi genitori si sono da poco separati. Suo padre David è andato a vivere in una villetta a Mansfield, nel Nottingamshire, dove ha fatto amicizia con il vicino di casa: “Sembrava un tipo a posto”. Nemmeno due mesi di conoscenza fra i due sono bastati a David ad affidare il piccolo alle cure del vicino, anche se per pochissimo tempo.

 

ATTIMI DI PAURA - Solo quei pochi minuti necessari ad andare al vicino supermercato per comprare qualcosa da mangiare: “Ravioli, spaghetti, pane”, dice il Daily Mail. Il vicino aveva conosciuto Toby, che da una settimana si trovava con il padre, e gli aveva chiesto se voleva rimanere a giocare con i suoi gattini. David si è fidato ed è uscito: quando è tornato, la via era piena di polizia. “Qualcuno deve essere in pericolo”, ha pensato David: non immaginava che suo figlio fosse stato portato all’ospedale di corsa dopo essere stato accoltellato per ben quattro volte.

COME FINIRA’ - “I medici mi dicono che mio figlio starà bene”, dice David: “Ha un sacco di punti sulla testa e fino alla spalla. Ha ferite sui fianchi e gli hanno fatto un esame alla testa. Non avevo idea che l’avessero attaccato, la polizia non mi ha detto nulla. Ho vissuto qui solo per sette settimane. Non pensavo che potesse accadere qualcosa del genere, vivo in un incubo. Non voglio che le persone pensino che non sono un buon papà. Amo mio figlio così tanto”. La moglie ha raggiunto velocemente il bimbo al Queens Medical Center, dove i medici affermano che Toby è in condizioni “critiche ma stabili”. “Puoi portarmi a casa?”, continua a dire Toby al padre: “Deve essere orribile per lui”, dice David.

* Fonte Giornalettismo

Padre lascia il figlio nelle mani del vicino-killer: bimbo accoltellato -Foto-

Padre lascia il figlio nelle mani del vicino-killer: bimbo accoltellato -Foto-Padre lascia il figlio nelle mani del vicino-killer: bimbo accoltellato -Foto-

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STOCCOLMA - L'amore esiste, anche tra i killer più efferati. Lo dimostra la love story tra "la donna vampiro" e il "cannibale di Skara", al secolo Michelle Gustafsson e Isakin Jonsson, entrambi autori di un terribile omicidio in Svezia. I due si sono conosciuti nell'ospedale psichiatrico Karsuddens, dove sono detenuti, e dal quale hanno raccontato l'inizio del loro rapporto al quotidano svedese The Expressen. Michelle, 23 anni, è stata arrestata nel 2010, dopo aver sgozzato un uomo, padre di quattro figli. Lei dice di non ricordare nulla di quel giorno, ma il suo soprannome le venne attribuito per via delle foto raccapriccianti che aveva postato sul suo blog, in cui si ritraeva vestita da vampira, con tanto di denti aguzzi e sangue. Sempre sul suo blog aveva affermato più volte di voler uccidere le persone che incontrava in metropolitana. Isakin ha 33 anni ed è rinchiuso dal 2011, quando uccise la sua ex fidanzata Elle Christensen, madre di ben cinque figli. Il delitto avvenne nella piccola cittadina si Skara e lui venne definito 'cannibale' perchè dopo aver mozzato la testa alla donna, si era cibato di alcune parti del suo corpo. Lui stesso ha ammesso l'orribile pratica, dicendo che l'aveva fatto soltanto per finire in un ospedale psichiatrico e non in carcere. 

L'INIZIO DEL LORO AMORE La coppia di killer si è conosciuta nell'istituto dove sono rinchiusi entrambi e il loro legame è iniziato prima in modo telematico, in quanto galeotta fu la chat di Msn, che gli ha permesso di conoscersi meglio. «Ci siamo conosciuti il 13 novembre - racconta MIchelle - e poi abbiamo deciso di findanzarci». Il cannibale di Skara dice di essere un uomo diverso e crede in questo nuovo amore: «Amo Michelle. Non avevo mai conosciuto una donna come lei. Sogno una nuova vita insieme, lontano dal crimine». Ovviamente i due restaranno nell'istutito ancora per molti anni, ma non si danno pervinti e sperano in un futuro roseo: «Vogliamo uscire insieme, andare in una bella casetta e vivere una vita normale, con i nostri cani e i nostri hobby preferiti».

* Fonte Leggo

'Donna vampiro' e 'uomo cannibale' innamorati in carcere

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Ingaggiato per uccidere una donna, il killer se ne innamora e non porta a termine il suo compito. Per non perdere il contratto, l'uomo decide di simularne la morte a colpi di machete con ampio uso di ketchup in una foto che spedisce alla mandante. È successo a Pindobassù, una cittadina dell'interno di Bahia.

L'ex detenuto Carlos Roberto de Jesus era stato ingaggiato da Maria Nilza Simoes per uccidere M.J., che la mandante sospetta di essere amante di suo marito. Ma l'uomo, dopo aver pedinato la vittima, se ne scopre innamorato e le confessa tutto, e lei smentisce qualsiasi legame con il marito della Simoes.

I due tramano così l'inganno per vendetta: il presunto killer fa finta di ammazzare la ragazza, scatta alcune foto del corpo insanguinato (in realtà innaffiato di ketchup) con accanto un machete che sarebbe l'arma del delitto, le spedisce alla mandante e passa poi a incassare la cifra pattuita, mille real (circa 450 euro).

Tutto finirebbe nel migliore dei modi se pochi giorni dopo la mandante non scoprisse il falso killer e la ragazza abbracciati teneramente in un mercatino della città. La Simoes è stata denunciata a piede libero come mandante di un omicidio, mentre lui se l'è cavata con un'accusa di estorsione, perchè la simulazione di omicidio non è prevista nel codice penale.

* Fonte Leggo

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