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Notizie incredibili

 
bagniRajabu Hasani ha imparato che prima di usare il bagno del proprio capo bisogna sempre chiedere il permesso. L'uomo, di Durban, in Sud Africa, ha dovuto fare i conti con la rabbia del suo datore di lavoro, indispettito dal fatto che si fosse servivo della sua toilette.

L'uomo, che lavora in un supermarket, è stata colpito al ginocchio da un proiettile, esploso dal suo capo infuriato. "Non è possibile che una persona possa comportarsi in questo modo", dice oggi il ragazzo. "Era lunedì - ricorda il dipendente - e intorno alle due di pomeriggio dovevo andare al bagno, all'interno del negozio. Quando ne sono uscito, il capo mi ha fermato e mi ha chiesto dove fossi andato". Alla sua risposta, il suo datore di lavoro si è arrabbiato, sottolineando che quel bagno era solo per il suo uso esclusivo. E mentre Rajabu cercava di spiegargli che non era a conoscenza di questa regola (era stato assunto tre settimane prima), questi ha preso una pistola e gli ha sparato.

Spaventato, è uscito dal negozio, dove è svenuto. Un poliziotto di passaggio ha chiamato un'ambulanza. In ospedale gli hanno rimosso il proiettile e ora sta bene. Il suo capo è indagato per tentato omicidio, anche se non è stato ancora arrestato. "Non mi sono mai spaventato tanto in vita mia", ha detto dopo essersi ripreso.

* Fonte Iol, Asylum
 
Licenziato per troppi petiIl The Sun dà notizia del licenziamento di un magazziniere presso un libraio di Burton-upon-Trent. Si tratta del Sig. Daniel Cambridge, 27 anni, cacciato per le troppe scoregge. La direzione ha agito così nei suoi confronti dopo avere ricevuto ben 35 reclami in appena due giorni per i terribili getti emessi dall’uomo.

Daniel Cambridge lavorava da settembre presso il magazzino del Centrum 100 Business Park, Burton-upon-Trent, Staffs, e aveva ottenuto questo lavoro tramite agenzia di lavoro Unipart che ora non commenta in alcun modo la notizia.

"Ho ricevuto prima una telefonata dall'agenzia che mi diceva di non presentarmi a lavoro e poi sono stato licenziato con una e-mail per il mio problema di flatulenza" e poi aggiunge "Sono stato licenziato per una mia disabilità, è come se avessero licenziato qualcuno perchè non ha un braccio o non ha una gamba" e poi spiega, mostrando il relativo foglio illustrativo ai fotografi, che la sua flatulenza dipende da un farmaco antidepressivo che gli è stato prescritto e che ha assunto nelle ultime tre settimane e dice: “Sono veramente deluso, non ci credo. Se fosse per una rissa capirei, ma per flatulenza E’ ridicolo!”

* Fonte Light News


Daniel Cambridge
 
Diventa sessuomane dopo una caduta, chiede un risarcimento milionarioLONDRA - Sembra una trovata da candid camera, due compari che vanno al bar, uno che tocca il sedere a tutte le signore e l'altro che fa cenno di non prendersela, "lo perdoni, non sta troppo bene". Ma nel caso di Stephen Tame, 29 anni, le cose stanno diversamente. Lui, che è di East Bergholt, nel Suffolk, un incidente l'ha avuto davvero, sul lavoro. E da marito modello, timorato di Dio, s'è ritrovato sessuomane incallito. Non ne è granché felice, men che mai lo è la moglie. Infatti il poveretto ha chiesto un cospicuo risarcimento alla ditta per la quale lavorava, sia per il danno fisico e psicologico subìto, sia per il danno morale di un matrimonio andato - inevitabilmente - in frantumi. In totale, 4 milioni e mezzo di euro.

E' accaduto nel 2001, all'epoca dei fatti Tame aveva 24 anni, era sposato da otto mesi e lavorava in un magazzino di biciclette. Cadde da un'impalcatura, e batté la testa. Un trauma violento, che lo costrinse a due anni di terapie e a un lungo ricovero per problemi fisici e neurologici. E per una mutazione del comportamento: "sexual disinhibition", scrivono i sanitari che lo hanno in cura. Di fatto, un appetito sessuale incontrollato, la frequentazione di prostitute, tradimenti ripetuti ai danni della moglie, quest'ultima, a sua volta, oggetto di pretese inopportune avanzate di continuo dall'insaziabile e trasfigurato consorte.

La poveretta, Sarah, oggi 30enne, non ha potuto che separarsi dal marito, e riparare presso alcuni parenti a Basildon, nell'Essex. "Questa vicenda ha rappresentato uno stress insopportabile per il nostro matrimonio - ha raccontano la donna al Daily Mail - spero di poter tornare a vivere insieme a lui, ma sinceramente non riesco a immaginare come potrà essere il nostro futuro. Al momento, il comportamento di Stephen rende impossibile qualsiasi tipo di riconciliazione".
Ora Stephen, con in mano proprio il certificato medico nel quale si parla di "disinibizione sessuale", si è rivolto a una corte inglese per chiedere di essere risarcito. Sul banco degli imputati, la Professional Cycling Marketing di Wickford, Essex, alla quale l'ex dipendente chiede la lauta somma oltre a 130 mila euro all'anno per la separazione dalla moglie.

Lo scorso settembre, una corte inglese ha riconosciuto la legittimità del caso. Adesso spetta al giudice, Michael Harris dell'Alta Corte di Londra, stabilire l'eventuale cifra per la compensazione.

* Fonte La Repubblica

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