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Notizie incredibili

 

Capita che le relazioni finiscano. E a volte non si riesce a prenderla “sportivamente”, finendo con il covare risentimento contro l’ex-partner.

Ma la “vendetta” di un uomo del Michigan è quantomeno insolita. L’uomo, Ted Richard Bloem, 46enne (quindi non esattamente un ragazzino) si era fatto una copia delle chiavi di casa della sua ex, una 32enne del posto.

Quando la storia d’amore è finita, l’uomo si è introdotto in casa della ragazza mentre questa era fuori, per strappare e mettere in disordine di nascosto i suoi vestiti. Avendo pensato che come vendetta mettere in disordine i vestiti suona decisamente stupido, pochi giorni dopo ha fatto di nuovo incursione in casa della ex, questa volta a fare pipì in alcune bottiglie di vino e di aperitivi presenti in casa.

La donna, qualche giorno dopo, ha bevuto del “vino” da una delle bottiglie, notando immediatamente un sapore strano. Dopo avere verificato le altre bottiglie, ha notato che anche alcune che si ricordava essere quasi vuote ora contenevano molto più liquido, e ha quindi chiamato la polizia temendo un tentativo di avvelenamento.

Bloem è stato individuato come colpevole dopo solo poche ore, dato che ha cercato di mettersi in contatto con la giovane quando ha saputo che era stata ricoverata in ospedale, per poi confessare che era stato lui ad urinare nelle bottiglie. La ragazza però non si è tranquillizzata, e lo ha denunciato.

Nel corso del processo, l’avvocato di Bloem ha evidenziato come l’urina non sia una sostanza nociva, ed anzi in alcune culture sarebbe bevuta come segno di fratellanza ed amicizia. Per quanto il giudice non sembri credere al fatto che Bloem ha urinato nelle bottiglie della ex come segno d’affetto, il nostro eroe dovrebbe cavarsela con un paio di anni di prigione, evitando il massimo della possibile pena (15 anni) che potrebbe rischiare come tentato avvelenamento.

* Fonte NotiziedelMondo

 


Richard Bloem

Richard Bloem

 
Dopo aver dato vita ad un nuovo caso di bambino con la testa enorme, la signora Sonal Waghela ha deciso di non riconoscere il piccolo bimbo all’ospedale di Gondal a Gujarat perchè spaventata dal suo corpo deforme.

La testa del bambino, che apparentemente non ha ancora un nome, è talmente sproporzionata da essere più grande del resto corpo ed è pesante più di 2 chilogrammi.

A quanto pare la donna non era disposta a vedere un figlio con un volto del genere e ha preferito abbandonarlo. Ora il piccolo si trova all’ospedale, è allattato con il latte di un’altra neo mamma e l’unica persona autorizzata a vederlo è Mukesh Waghela, marito della donna.

Il dottor Thumed, primario all’ospedale di Gondal, ha dichiarato: “La testa si gonfia come un palloncino per colpa di un accumulo anomalo di liquidi nel cervello che fanno apparire il bimbo deformato. Casi come questo accadono una volta ogni 100mila nascite e sono solitamente risolvibili con un intervento chirurgico nei primi mesi di vita che salva la vita al neonato.”

Nel caso in cui non venisse operato, il bimbo rischierebbe di morire entro i sei mesi di vita. Il nome della condizione è idrocefalo e qualche settimana fa raccontammo una storia simile, questa volta di un bambino nato a San Antonio, in America.

* Fonte Absurdityisnothing

 


Nuovo caso di bambino con la testa enorme, questa volta in India

 

Nuovo caso di bambino con la testa enorme, questa volta in India

 
Un impiegato è stato accusato di aver eiaculato due volte in una bottiglia d'acqua di una collega - che più tardi ha bevuto.

Kevin Michael Lallana deve ora affrontare due processi.

Il primo reato è presunto ed è successo a gennaio presso gli uffici della Northwestern Mutual Mortgage Company a Newport Beach, California.

Lallana, 31 anni, è accusato di essere entrato nell'ufficio della vittima e di aver eiaculato in una bottiglia sulla sua scrivania, che lei poi bevve inconsapevole.

Il rapporto della polizia dice che la donna disgustata ha gettato via l'acqua.

Lallana è sospettato di aver ripetuto il reato 3 mesi dopo al ramo di Orange, la società, dove entrambi sono stati recentemente trasferiti.

Ma questa volta la vittima, di 20 anni, ha inviato la bottiglia ad un laboratorio privato per far analizzare il contenuto, dopo averlo bevuto.

I risultati hanno mostrato che l'acqua era stata contaminata con lo sperma, si sostiene.

Lallana è stato arrestato fuori della sua casa a Fullerton da funzionari del Dipartimento di Polizia di Orange.

Se giudicato colpevole, potrebbe essere imprigionato per tre anni.

L'imputato è stato rilasciato su cauzione ed è atteso in tribunale il 14 settembre.

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Kevin Michael Lallana

Impiegato accusato di eiaculare nella bevanda di una collega

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