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LIVORNO - «Sono allergica al mondo, non posso neanche uscire dalla mia stanza». Sono le parole di Chiara Pantani, 30enne livornese, che vive con la paura di tutto, a causa della malattia che la affligge, la Mcs (Multiple Chemical Sensitivity ), una rara tipologia di ipersensibilità a qualunque elemento chimico e sotto qualsiasi forma.

Per lei diventano impossibili anche cose semplici come bere un bicchiere d'acqua, che deve essere minerale, con basso residuo fisso e alto pH. Se bevesse la comune acqua del rubinetto, il liquido avrebbe un effetto mortale sulle cellule del suo corpo. «Riesco a bere - dice Chiara - ma con il contagocce, con il risultato che ho sempre una gran sete».

La Mcs colpisce il sistema immunitario, che va in tllt praticamente per tutto: «È come se fossi allergica al mondo intero» confessa Chiara, che vive nella sua stanza con un letto, un mobile in acciaio (il legno è nocivo per lei) e un purificatore d'aria. La donna porta quasi sempre una mascherina con il filtro ai carboni attivi e spesso la sua pelle reagisce male anche al cotone o alla seta. Il nutrimento lo riceve attraverso la "peg": «Ho usato il sondino per 15 mesi, ma era una tortura». Per Chiara è impossibile anche usare il computer, guardare la tv e persino leggere un libro.

Chiara è un'appassionata di teatro e di viaggi e il suo sogno è quello di nuotare tra i delfini: «Sarebbe bello, ma mi accontenterei anche di un piatto di pasta al pomodoro, anche se il suo solo profumo potrebbe essere letale». Lo scrive oggi il Tirreno di Livorno nella sua edizione on-line.

* Fonte Leggo

La storia di Chiara: ''Io allergica al mondo, non posso uscire di casa''

La storia di Chiara: ''Io allergica al mondo, non posso uscire di casa''


 

Ha atteso una ventina di minuti ma visto che non c'era traccia della sposa, evidentemente troppo ligia nell'osservanza del tradizionale ritardo, il parroco ha iniziato la funzione tra l'imbarazzo del futuro marito e lo stupore di invitati e fedeli. È successo domenica mattina nella chiesa di Santa Rosa da Viterbo, quartiere la Rosa a Livorno.

«Si trattava di una messa parrocchiale - spiega al Tirreno padre Maurizio De Sanctis, in arte padre Nike, che comunque alla fine ha celebrato e benedetto l'unione - e non di una funzione riservata. Ecco perchè ho iniziato senza la sposa. L'ho fatto soprattutto per i bambini del catechismo che erano in chiesa dalle dieci e per l'attesa cominciavano a spazientirsi perchè erano stanchi. La sposa, in ogni caso, è arrivata un minuto dopo, prima dell'inizio delle letture».

I presenti però raccontano di qualche momento di imbarazzo soprattutto da parte dei due futuri sposi e dei loro parenti. «Lo sposo che era davanti a lui è rimasto stupito, aveva un'espressione sbalordita ma non ha detto niente - spiega un fedele- Non so se per rispetto o perchè si sentisse in colpa per quello che stava accadendo però è rimasto in piedi anche quando tutto il resto dei partecipanti alla messa si è messo a sedere».

Il momento più imbarazzante è stato quello dell'arrivo della sposa. «Cinque minuti dopo l'inizio della messa è arrivata tutta sorridente e si è fermata all'ingresso della chiesa - racconta un altro fedele - Era sbalordita. Tutti pensavano che a quel punto il parroco si fermasse e la facesse arrivare fino all'altare con il sottofondo della classica marcia nuziale. Per un lunghissimo minuto è rimasta immobile in attesa di sentire la musica. Invece il parroco ha proseguito fino a quando la ragazza non ha raggiunto il marito all'altare».

Durante l'omelia padre Maurizio si sarebbe rivolto direttamente agli sposi accennando anche al rispetto e alla puntualità. Una tirata d'orecchie che non ha comunque rovinato la festa dei novelli sposi che alla fine, come tutti i matrimoni che si rispettino, hanno festeggiato con parenti ed amici.

* Fonte Il Messaggero

La sposa non arriva, il prete celebra il matrimonio senza di lei